Emergenza rifuti: presto un topo sindaco di Napoli
Si chiama Antonio Esposito, ma tutti lo chiamano Nino. E’ un bel topo di quattro anni, alto un metro e settantadue e nel perfetto peso forma di sessantacinque chili. Sarà lui la sorpresa delle prossime elezioni amministrative di Napoli? In molti quartieri c’è chi giura di sì, anche se la politica sembra non essersene ancora accorta. Eppure non passa giorno che moltissimi sostenitori di Nino si riuniscano attorno al problema principale della città: i rifiuti. "Siamo ormai maggioranza – dice Nino nei suoi affollati comizi – e ci spetta la poltrona di sindaco". Il supercommissario per i rifiuti De Gennaro, durante un’audizione presso il defunto consiglio dei ministri avrebbe ammesso: "Con Nino sindaco, in effetti, l’emergenza potrebbe rientrare in breve tempo". Resta aperto l’annoso problema delle infiltrazioni della camorra nel business dei rifiuti, dato che nessuno sa rintracciare l’origine dei cospicui finanziamenti elargiti a Nino Esposito per la sua campagna elettorale.
Nella foto: il candidato sindaco di Napoli Antonio Esposito, quattro anni, sessantacinque chili di peso, sposato con 176 figli
Commento
Lascia un commento Annulla risposta
Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.
Ultimi articoli
- Ballottaggio. Il sogno di avere i voti di Vannacci, però senza Vannacci
- Le ultime da Gaza. Bibi, il cacciatore di aquiloni, abbatte i giochi dei bimbi
- Capitalismo vorace. Acqua, energia e Co2: profitti per pochi, costi per tutti
- Scoperte. Svelato il mistero delle linee di Nazca: erano un’intervista a Calenda
- Una società senza classi e i baci di Lili Brik. Parco Lambro, 1976. Piccolo memoir su quanto eravamo scemi e meravigliosi
- Omicidi Srl, la recensione de il Giornale
- Il concorso. Il Pentagono chiede idee per la Difesa: suggerimenti?
- Taca la bala. Urge allenatore mai stato a est di Bergamo: i nostri candidati
- Legittima difesa. Uccidiamo i parenti del ladri fino alla quarta generazione
- Invisibili. Proletari senza rivoluzione: il paese parallelo che non ci crede più
il casino sarà quando nino schiatterà. mgliaia di eredi a capo di migliaia di famiglie che guerriglieranno urbanamente per l’eredità. un casino. forse è meglio la camorra.