Clamoroso in Calabria: paziente esce viva dall’ospedale
Un caso clamoroso di cui si sta occupando la stampa di tutto il mondo. S. L., pensionata di Locri, è uscita sana e guarita da un ospedale calabrese, dopo che otto cosche della ‘ndrangheta non avevano trovato l’accordo sulla terapia più costosa da applicare a spese della Regione. S. L. sa di essere viva per miracolo, e racconta ai media la sua storia. "Sono stata ricoverata per bronchite in una clinica convenzionata con la Regione, ma subito hanno scoperto che due trapianti di cuore sarebbero stati più convenienti. Per fortuna quel giorno il chirurgo è stato arrestato, il suo vice era assenteista e il vice del vice era in Colombia a trattare una partita dio cocaina". S. L. ha lasciato la clinica privata convenzionata con la Regione alle 13.10 di ieri. "Ho due menischi nuovi, la plastica al seno, e un’anca in tugsteno, non posso lamentarmi, anche se mi è rimasta quella fastidiosa bronchite". Secondo la procura di Locri, il fatto che S. L. sia uscita viva dalla clinica è un segno dei dissidi interni alla ‘ndrangheta.
Nella foto, la pensionata S. L. saluta con calore gli uomini delle cosche
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Fantastico…
sarebbe bello che venisse postato anche su “E adesso ammazzateci tutti”.
Complimenti al bravissimo Alessandro.
bellissimo anche il refusissimo del dio cocaina!
sei virgola nove (ch’è praticamente un tette) forte, sig. rocco becchi 😉
Praticamente funziona così. Vai dal medico di base per un piccolo disturbo. Purtroppo non ha tempo per visitarti in quanto una burocrazia idiota lo impegna al massimo solo per ripetere ricette riportando diagnosi già fatte da altri. Ti manda quindi da uno specialista. Quello che ti propone il pubblico non è quasi mai disponibile secondo le tue urgenti esigenze del momento e quindi sei costretto a ricorrere ad un medico a pagamento. Il più onesto medico che ti accoglie a braccia aperte non chiede mai meno di 130 euro per due minuti di sommaria visita. Poi devi fare gli esami e passano come minimo quattro/cinque mesi per una semplice ecografia per la quale paghi un ticket esagerato. Lo Stato infatti non tiene assolutamente conto che si trattiene già metà del tuo stipendio direttamente dalla tua busta paga con la scusa di garantirti i servizi sociali essenziali, fra i quali spicca con grande risonanza quello relativo alla salvaguardia della tua salute. Con gli esiti ritorni dallo specialista. Se tutto ti è andato bene te la cavi con altri 130 euro e forse con un altro ticket per eventuali medicinali risolutivi. In caso di risultati negativi, la trafila non avrà mai più fine e il tuo stipendio passa velocemente dalle tue tasche in quelle della classe medica, che, come tutti sappiamo, esercita la professione per pura vocazione. Proprio come in Calabria, appunto.
Grande!