Una preghiera anche per zio Clemente
Questa settimana, a un’ora precisa e concordata, milioni di italiani dovranno fermarsi di botto, volgersi verso Ceppaloni e recitare una breve ma intensa preghiera di solidarietà a Clemente Mastella. Se no cade il governo. Naturalmente io non avrò alcun dubbio: mi volgerò verso Ceppaloni e reciterò il mio atto di dolore, dedicato a chi ci ricorda che cos’è il potere politico in Italia: il consuocero, lo zio, la presidenza del consorzio, il ginecologo in quota Udeur, l’acqua potabile che vale tre stipendi, la gara d’appalto, la consulenza. Una volta si diceva: malcostume, e come negarlo. Ma una volta era anche redistribuzione del reddito, ammortizzatore sociale. Quando zio Remo Gaspari faceva assumere in Abruzzo più postini che in tutta l’Australia consolidava poteri e clientele, ma assumeva invece di licenziare. E la Dc, in qualche modo, ebbe a rivendicare questo suo welfare delle clientele (senza mai rivendicarne il debito pubblico, naturalmente). C’è da pensare che, almeno a Ceppaloni e dintorni, Mastella sia una specie di stato sociale, quello che intanto si dissolve ed evapora nel resto del paese. La processione dei questuanti nel salotto dei coniugi Mastella, più volte immortalata dalle tivù tra sorrisi, piatti tipici, ringraziamenti e saluti in dialetto, sarà anche colorita e strapaese, ma è più efficiente di un ufficio di collocamento o della lugubre agenzia di lavoro interinale. Libero mercato, efficienza e produttività, flessibilità profitto, tutto bello e luccicante, ne parlano bene tutti. Ma poi, avercelo un Mastella che ti piazza il figlio al consorzio agrario, che ti fa asfaltare due strade! Ascoltato come un oracolo, l’imprenditore Arturo Artom dava qualche mese fa al Corriere la sua ricetta per l’Italia: “Deve diventare come la Apple. Design più tecnologia per puntare alle grandi nicchie”. Bella immagine. Design, tecnologia, grandi nicchie. La marcia è ancora lunga, si direbbe, se funziona ancora meglio una parolina di zio Clemente.
Commenti (9)
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“…Deve diventare come la Apple…Design più tecnologia per puntare alle grandi nicchie”
wahhahhahaha – basta soffoco – ahahahhah!
ma se manco sa di che parla quello li’: ma lo sa almeno che bisogna prima investire soldi e rischiare per avere design e tecnologia VERI lui e tutti gli altri fUmosi imprenditori italiani? con una classe dirigente come quella, pretendere di avere innovazione qui in italia e’ come seminare nella sabbia!
Quando ero ragazzo, e quindi parlo del medio evo, in ogni città importante avevano istituito riferimenti politici, per lo più DC, presso i quali in un giorno prestabilito della settimana era possibile recarsi per chiedere aiuto nella ricerca di un lavoro. Spesso funzionava. Inoltre anche per andare a fare, per esempio, il barista in un bar notoriamente di sinistra, si era agevolati se presentati dal proprio parroco. In sostanza per i lavori umili erano richieste referenze morali più della capacità specifica. Niente di nuovo, quindi sotto il sole in questo segmento sociale. Allora non erano invece rese sufficientemente note le macchinazioni che riguardavano le cordate politiche per l’accaparramento dei posti dirigenziali pubblici e delle rappresentanze nei vari cda. Realtà queste che pure esistevano, seppure nell’ombra complice del silenzio editoriale. Oggi, per fortuna, questi tristi complotti vengono presto alla luce anche se in Italia siamo in presenza di un’informazione degna del terzo mondo. Grazie soprattutto ad internet, abbiamo finalmente l’opportunità di aprire gli occhi su questo aspetto clientelare completamente marcio della nostra vita sociale. La responsabilità di un primario, secondo me, non può essere equiparata a quella di un barista. Oltre all’onestà, genericamente indispensabile senza dubbio per tutti e per tutti i lavori, è oltremodo indispensabile un’accertata professionalità del settore che si va a dirigere. L’appartenenza al’Udeur, per esempio, secondo me, non è una garanzia sufficiente per attestare la professionalità di un alto dirigente a cui si affidi, nel caso specifico, la salute delle persone.
Io porto i dolci post vegliam:
Chiacchiere alla Prodi, Cannoli alla Cuffaro e Cassate alla Mastella.
Il passito (presente e futuro) del Bel Paese lo porti tu, Alessandro?
PS
Peccato che la nostra Apple è marcia!
Ciao,
Emanuela
Sandra Mastella, moglie del Guardasigilli, è stata arrestata per tentata concussione, Mastella (Clemente) indagato pure lui per concorso in concussione assieme al consuocero Camileri, ai danni di Bassolino (un altro di quelli buoni…); assieme a loro altri politici.
Una parola sola si sarebbe dovuta levare dalla politica italiana: VERGOGNA!!!
Questa parola si è levata, ma nei confronti dei Giudici, sotto attacco del Parlamento a tempo di record, per questo provvedimento. La verità è che i nostri Parlamentari sanno che in tanti di loro potrebbero finire in galera allora, per prevenire, accusano e attaccano.
L’Associazione Nazionale Magistrati respinge la condanna del Parlamento. La condanna del Parlamento??? Chiamate l’ONU, poiché i nostri Parlamentari non conoscono la democrazia!!!
Franceschini, numero 2 del PD, quel partito che sta cercando di fondare un secondo polo di centrodestra, ha dichiarato: “Rispettiamo anche questa volta l’azione della magistratura la sua autonomia anche quando tempi e modi di alcune azioni fanno riflettere e mettono dubbi”.
Toh, sono quasi le stesse dichiarazioni di Berlusconi. Allora perché votare PD quando si può votare l’originale? Fossi il Cavaliere chiederei i diritti a Franceschini.
Ognuno ha diritto a votare chi vuole e io non sono qui a dire cosa, chi e come; personalmente so per chi NON votare anche se, francamente, fatico a trovare per chi potrei votare (ma ciò non è importante né interessante ai fini di questo discorso).
Nel 2006 si chiese la discontinuità da una certa politica, ma ciò non è avvenuto. Sulla Giustizia siamo rimasti come eravamo prima, chi all’epoca contestava le leggi sulla Giustizia, alla ricerca di voti a questo punto lo possiamo dire, fingeva. Quella legislazione è rimasta tale e quale anzi, è peggiorata, grazie all’indulto.
I nostri Parlamentari, da destra a sinistra, continuano a volere godere di una immunità (non quella Parlamentare, ma quella ombra che aleggia su di loro da sempre) che gli permetta di fare ciò che vogliono senza essere giudicati. Sono cose che non succedono in nessun altro paese civile, sono fatti da regimi sudamericani, da centro-africa. Succede da noi e oramai non ce ne meravigliamo più.
Faccio un breve accenno, a me caro: a tutt’oggi, non c’è un solo politico uno in Italia, che sia in galera per mafia. La mafia è colpa solo degli italiani, i nostri politici non c’entrano, non sono mai stati collusi con la criminalità organizzata. Falcone, Borsellino, Caselli, con le loro indagini hanno dimostrato tutt’altro, ma i tempi in Italia forse, ancora non sono maturi.
Eh si, ci vorrebbe proprio una bella Rivoluzione Culturale, un cambiamento totale nella società italiana.
Per favore, commenti più brevi, sennò devo tagliare. Grazie.
Art. 7.
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.
Questo è probabilmente (da sempre) l’articolo meno applicato della nostra Costituzione, causa le continue ingerenze Vaticane nel nostro Stato.
Il Cardinale Bagnasco, l’erede di Ruini, ha definito l’Italia un paese sfilacciato, frammentato, a coriandoli, con un blocco dello slancio e della crescita economica (è un economista? non lo sapevo). Probabile che Berlusconi, oltre a Mastella, accoglierà nel suo partito pure Bagnasco (peccato per lui che i preti non possono candidarsi).
Tra le altre cose, Bagnasco ha aggiunto che: “la famiglia è fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna” e la Chiesa “si oppone alla regolamentazione per legge delle coppie di fatto”. Ecco, lo dica pure a Casini e Fini, quelli del Family Day, che di famiglie ne hanno due (oppure a Mele, che oltre alla famiglia ha pure le donnine). L’ipocrisia, in politica, come sempre la fa da padrona.
Il discorso di Bagnasco è proseguito con un continuo attacco al governo italiano: rifiuti, incidenti sul lavoro, 194. La Chiesa non dovrebbe fare politica, invece si è palesemente schierata con il Centro Destra (che novità, la Chiesa è sempre stata un’istituzione di destra)
Il prete di Ceppaloni, il paese di Mastella, durante l’omelia domenicale, ha attaccato i Giudici, rei di indagare sulla famiglia del compaesano, che tanto li ha aiutati…
Domenica Mastella era in Piazza San Pietro a fare campagna elettorale.
Ieri sera a Porta a Porta (In Italia la crisi di governo va in onda in Tv da Vespa), Mastella ha delirato per ore. Prima ha accusato i magistrati di Santa Maria Capua Vetere di avere provocato la crisi di governo (???) poi, incalzato dai giornalisti sulla fandonia che aveva appena detto, ha replicato che la maggioranza non c’era più, ma solo tre giorni prima aveva dato il suo appoggio al governo. Cosa è cambiato nel frattempo? Mastella ha farneticato qualche parola, senza senso.
Il progetto ceppalonico è chiaro: Mastella da tempo lavorava per il salto del fosso, appena persa la sua poltrona, ha chiuso il cerchio. Checché ne dica, l’unica cosa veramente importante per lui, è il potere. Ha accusato i magistrati di indagare su di lui! A suo parere, il ministro della giustizia e consorte, non possono essere indagati.
Questo è Mastella, sono curioso di vedere chi deciderà di accollarselo, alle prossime elezioni.
Io pregherò anche per la consorte…
censore!
(hihihi)
Alessandro, come possiamo dare una scrollata al sistema? Ho sentito un’idea interessante alla radio. Come per la guerra in IRAK, mettere fuori dal balcone delle bandiere del tipo No alla casta! quando tutti i balconi avranno una bandiere qualcuno si sveglierà.. (?)