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Benvenuti al museo dell’hashtag dismesso. C’è anche l’audioguida

mercoledì, 13 Aprile 2016

20161303primailfattoquotidianoCerti di fare ai lettori cosa grata, segnaliamo l’apertura del nuovo museo dell’hashtag, visitabile anche con audioguida (orari 9-19, ridotto per scolaresche e petrolieri). Aperto in origine come deposito di hashtag dismessi, parole d’ordine, esortazioni, inni all’ottimismo e cifre farlocche sul mondo del lavoro non più utilizzabili nel dibattito politico, l’idea di farne un museo ha preso piede rapidamente, fino all’inaugurazione di domani.

In anteprima, ecco le principali attrazioni del museo.

#labuonapolitica – E’ la sala da cui parte la visita, tutta improntata alla nostalgia. Il visitatore ripercorre il breve periodo dell’entusiasmo renzista, quando si propagandavano riunioni all’alba, biciclette, panini di Eataly mangiati al tavolo di lavoro. Ministri e sottosegretari si chiamavano per nome e il governo sembrava una succursale dei boys scout. Il premier arrivava in Smart e viaggiava in treno. Suggestivi i richiami, anche audiovisivi, alla Leopolda, dove un finanziere ricco con sede a Londra teorizzava tagli per pensionati poveri con sede in Italia.

#cambiaverso – Come avverte l’audioguida (tasto 2, per l’inglese tasto 3, per l’inglese letto da Renzi tasto 459#@y776) si tratta della sala più controversa della mostra, anche se è stato rimosso il grande ritratto di Denis Verdini che accoglieva il visitatore appena varcata la soglia. Le numerose innovazioni del governo sono qui ben evidenziate: dalla bicicletta ai superjet, dal jobs act ai tagli alla sanità, dagli inviti all’astensionismo agli emendamenti notturni in favore del fidanzato di questa e di quello. Si consiglia il visitatore di seguire correttamente il percorso della mostra (per dire: il pannello “dimissioni Lupi” va ammirato prima della bella installazione in 3D sul padre della ministra Boschi che va a scuola a piedi carico solo della sua tradizione contadina). Purtroppo il grande arazzo “ministra Guidi al telefono” non è visibile essendo in prestito ad un’altra grande mostra, quella su “Etica e classe imprenditoriale”, allestita a Confindustria.

#Italiariparte – Grande sala affrescata con i numeri forniti dal ministro Poletti. Secondo alcuni critici, un omaggio al centenario del dadaismo

#lavoltabuona – (audioguida, tasti 5 e 6) bella sala multimediale dedicata ad annunci, promesse, previsioni, auspici, tutti accompagnati dall’hashtag sul fatto che questa volta il colpo riuscirà. Parola d’ordine cara a detenuti che progettano l’evasione, imputati in attesa di prescrizione e governo Renzi. La sala risuona di musiche allegre e garrule risate, un intenso profumo di rose esce da apposite prese d’aria e un ricco buffet serve alcolici, in modo che, dopo il quarto prosecco, tutta la sala possa assumere una sua pur ondeggiante credibilità.

#millegiorni – Sala ampliata in fretta e furia, perché inizialmente l’hashtag era #centogiorni, poi prudenzialmente moltiplicato per dieci. Come spiega l’audioguida (tasto 1.000), si tratta di uno speciale percorso tra tutte le cose che succederanno grazie al governo Renzi tra mille giorni, anche se l’allestimento prevede altre ristrutturazioni (esempio: #diecimilagiorni per la legge sul conflitto di interessi).

#amicigufi – Una sala che piacerà ai bambini. Istruttiva la storia di questo hashtag molto usato, perfetto per catalogare come nemici chiunque avanzi dubbi sull’azione di governo e al contempo per irridere gli sconfitti in qualunque campo, dalla politica al calcio, al biliardo. La sala presenta variazioni sul tema (audioguida tasto 45), come il famoso hashtag #classedirigentemaddeché, molto usato dalla comunicazione governativa e improvvisamente dimesso per decenza insieme alla ministra Guidi.

Il museo degli hashtag dismessi apre domani con una piccola cerimonia. Per seguire l’evento sui social media l’hashtag è: #viabbiamopresoperilculo.

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