Di rabbia e di vento. Torna Carlo Monterossi, in libreria dal 3 marzo
Bene, gente. Eccolo qui, il nuovo romanzo, il terzo capitolo della serie di Carlo Monterossi, Di rabbia e di vento (Sellerio). Esce tra pochi giorni, il 3 marzo.
Giallo, noir, fate voi che io non so mai dire la differenza, ma insomma, fa sempre impressione quando un libro va in libreria: non è più tuo, è di tutti quelli che lo leggono, ed è giusto così.
Dico subito che ritroverete il buon Carlo (ovvio) e altri protagonisti che stavano già nei due libri precedenti, come il vicesovrintendente Tarcisio Ghezzi, attivissimo anche fuori servizio, il misterioso Oscar Falcone e altri. E che questa volta l’avventura è nera e dura, una brutta storia di cattivi molto cattivi e di buoni che, come si sa, non sono mai del tutto buoni, ma insomma, è la vita, no?
Milano, per l’occasione, è fredda e battuta da un vento che non se ne va (“E perché c’è quel vento, da giorni, che non smette mai, che frusta tutti, che rende nervosi, che gli vuol dire qualcosa. Ma cosa? Cosa?”). Lo scenario, insomma, è quello solito della città aspirante metropoli, che pare un po’ stordita dopo la festa, l’incoronazione a “capitale morale”, l’ubriacatura di modernità, il ritorno con i piedi per terra: una città con tutto il suo male dentro, dove tutti combattono da soli la loro battaglia. L’inchiesta è difficile, ci si insinuano dentro cose complicate come… vabbé Monterossi la prende sul personale, insomma è rabbioso.
Questa volta non cerca giustizia per sé, ma per una vittima di cui si sente in qualche modo responsabile, di un’innocente che “non se lo meritava” (ma chi se lo merita, poi?). Non dico altro, naturalmente, (qui c’è il risvolto di copertina che farà capire qualcosa di più).
Il libro arriva il 3 marzo nelle librerie del regno. Non so dire perché ci tengo molto, era nato come una specie di blues e poi è andato per la sua strada, perché quando si lasciano in giro dei fili e delle storie poi succede che si riannodino da sé.
Spero di esserci riuscito e che vi piaccia.
I vostri commenti sono sempre graditi.
Buona lettura.
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Ciao Alessandro, lo leggerò senz’altro e non ho dubbi sulla qualità di storia e scrittura. C’è anche un po’ di “fabbrica della merda” dentro?
posso fare un po’ di correzione bozze? 🙂
guarda dopo “pubblicato in” …