Voi siete qui – Regole per l’unità della Festa
Conosco immense matrone emiliane si farebbero esplodere, piuttosto che far infornare le lasagne della festa dell’Unità a uno della Margherita. Pure, la Storia deve fare il suo corso, e non si può arrestare il progresso. Dunque, anche per fare servizio pubblico, ecco le nuove regole democratiche della festa dell’Unità, in modo che anche prodiani e margheriti si sentano come a casa loro.
Gioco del tappo – Si vince come sempre una piantina. Per vincere il ficus ci vogliono almeno sei coordinatori regionali e quattro ministri d’appoggio. Vietato fare i furbi: chi si presenta in ticket tira un tappo solo, ma paga due volte.
Tagliatelle al ragù – Vietate le eterologhe.
Pantheon – Da decidere. Si cercano febbrilmente simboli condivisi da celebrare. Per ora si parla di Gramsci, De Gasperi, Totti, La Pira, Olaf Palme e i Duran Duran, Bettino Craxi. Illary Clinton e Ilary Blasi.
Giornali – In segno di fratellanza, alla festa verrà garantita la distribuzione di Europa, quotidiano della Margherita. Migliaia di copie in speciale carta assorbente verranno consegnate ogni mattina allo stand del gnocco fritto.
Seminari – Alcuni titoli dal programma. “Modernità del socialismo liberale” (sala rossa). “Attualità del cattolicesimo liberale” (sala bianca). “Verso il futuro: il neoliberismo-liberale” (obbligatorio, sala azzurra). Cultura: “I romanzi di Walter Veltroni” (i partecipanti verranno rastrellati tra i civili, sala rosa).
Paesi fratelli – Delocalizzati in Cina e Romania
Servizi –Legittimo l’entusiasmo del segretario: “Abbiamo un bancomat”.
Incasso – Si può decidere di lasciarlo in azienda, ma bisogna comunicarlo subito. Se no scatta il silenzio assenso e finisce in un fondo d’investimento immobiliare molto redditizio quotato a Wall Street.
Commenti (15)
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Ci siamo, caro Robecchi, il suo post traccia un profilo del PD, come Partito Devolution, che potrebbe ancora cambiare fino alle elezioni del Segretario. In verità, in tutta la mia carriera, e anni di studi, non avevo avuto notizia di un partito politico costituito non su tesi ma su formalità, come sono le primarie per la scelta del segretario. Cosa che non avviene nemmeno in America dove le primarie servono a indicare il candidato Presidente. Inoltre, mi sembra ancor più democraticamente contraddittorio che, dopo appena un anno dalle elezioni politiche, gli eletti licenzino i loro elettori adducendo critiche severe verso quella stessa partitocrazia che li ha consacrati. Allora si dovrebbe dire che si erano sbagliati! E dovrebbero chiedere scusa agli elettori. Invece, una nuova massima dice che il potere logora chi lo possiede e chi lo subisce.
(un po’ OT, ma neanche tanto)
ti consiglio di dare un’occhiatina anche alla locandina della festa di liberazione della provincia di milano di quest’anno, quattro (dico quattro) giorni in piazza del cannone.
a buon intenditor, poche parole.
A Bologna negli anni ’50 si faceva la festa dell’Unità ai giardini Margherita. Alcuni giorni prima dell’inizio della festa molti volontari giravano per le vie della città regalando ai bambini un palloncino in cambio di una bottiglia vuota che poi veniva riempita di ottimo vino e messa là in bella mostra come numero sui “gradoni” della tradizionale pesca. Cibo cucinato con passione e crescentine alla portata di tutti… Musica di qualità, comicità e balere gratis. Alla fine i fuochi artificiali di mezzanottre, ma proprio di quelli belli. Fu in quelle occasioni che incominciai a capire cosa significasse per la gente comune fare parte di un partito : speranza, solidarietà e soprattutto amicizia. Ora i partiti li fanno a tavolino, belli o brutti van bene tutti, purché si faccia numero.
Siamo in sintonia, sul mio blog ho parlato ieri della fine delle feste dell’unità chiedendomi con angoscia se nelle feste del Pd si troverà ancora lo gnocco fritto…
Il post di Grondona è un bel post. Fa quasi sentire il profumo della buona cucina, contornata di buone speranze. Ma il tempo passa e il comunismo ha fatto il suo corso. A Napoli si dice o’ riest’e niente,ovvero PD. Non capisco che cosa ci sia da festeggiare.
Sono i vecchi che tengono insieme le famiglie dei discendenti. Finché ci sono loro, i figli e i parenti continuano a vedersi e fingere anche di volersi bene. Una volta che venisse a mancare quel punto di riferimento umano, ognuno se ne va per conto suo. Spesso nemmeno a Natale si sente il bisogno di incontrarsi con gli altri. Così è per la festa dell’Unità: quando manchino gli ideali comuni e quando i punti di incontro siano di fatto trasformati in misere botteghe d’affari, la festa inevitabilmente sparisce nel nulla.
Caro Grondona, hai ragione sono i vecchi che mantengono in piedi gli ideali. Ecco perché nelle civiltà primordiali i vecchi erano al centro come trasmettitori della memoria ai giovani. Oggi, sono in molti a pensare che il vecchio saggio del villaggio possa essere sostituito dai giovani raccolti intorno al computer. Ma finchè ci siamo, resistiamo proprio grazie al computer. Un saluto
quando sento parlare di ideali metto mano all’iPod
per il rastrellamento saranno utilizzate nuove tecniche di battuta,oltre alle classiche accuse di qualunquismo.A partire dalle mura esterne le pellicole di Battiato saranno proiettate su schermi mobili che avanzeranno verso il centro.Non si faranno prigionieri(esclusi parenti e affini,se viventi,dei martiri del congo)
Dust, gli ideali di cui parlo sono quelli che riguardano gli esseri umani. Ma dimmi, che cosa è iPod?. Forse qualcosa che riguarda la podologia?
si, credo che la resurrezione di craxi sia il prossimo miracolo dei partiti democratici. aspettando una via o una piazza a lui intestate, qui a milano. bene, bene..
La sofferta realizzazione di alcuni ideali sociali da parte dei nostri padri ha fatto in modo che molti giovani oggi possano comprarsi anche un costosissimo iPod. Questo oggetto è un sofisticato lettore portatile di brani musicali codificati Mp3 che deve la sua fortuna alla indovinata pubblicità mediatica che ne ha fatto un prodotto di tendenza fra i giovani. Praticamente aggiunge al costo del suo vero valore commerciale l’inutilità della firma, esattamente come succede nella moda. Un ipotetico gesto coraggioso potrebbe essere quello di mettere mano all’iPod per scaraventarlo in mare ed ascoltare in sua vece un ottimo disco tradizionale insieme agli amici. L’isolamento, anche piacevole come potrebbe essere l’ascolto individuale della musica, difficilmente apre le porte a nuovi ideali, indispensabili per la conquista degli urgenti equilibri sociali, dei quali tutti noi, ma soprattutto i giovani, ne abbiamo un grande bisogno.
Stiamo calmi. La battuta di Dust sull’I-pod è eccellente. E dice molto di più di quello che sembra dire.
Il 24 Agosto 2007 è stata inaugurata a Bologna l’ultima festa dell’Unità. Di quella targata sinistra indendo. Grandi assenti: le bandiere della Quercia e il Sindaco Cofferati. Già si ode nell’aria l’eco sempre più distinta del nuovo Partito Democratico. Più ci penso e più mi pare incredibile che un gruppetto di politici sia riuscito a veltronizzare così facilmente il grande popolo di sinistra… Due anni fa stessa storia con Prodi. Ora si cambia tendenza: avanti un altro!
voi non potete avere idea di quanto sia triste l’ultima festa provinciale dell’umidità di milano. non potete avere idea. non abbiatene idea. non andateci.