Ho 52 anni, faccio la cubista, mi chiamano Walter
Sono giovani e giovanissimi, ma capaci di costruire attorno a sé realtà da adulti, di fare vite "da grandi", con tutti i rischi e i pericoli che questo comporta. Spesso di nascosto dalle famiglie, questi giovani, addirittura pre-adolescenti, affrontano situazioni che sembrerebbero impegnative persino a persone più che mature. Cosa li spinge verso avventure così rischiose? Cosa si agita nelle loro compagnie? Marida Lombardo Pijola – inviata speciale al “Messaggero” – è entrata nei loro blog, nelle loro scuole e nelle loro segreterie, e ci propone la prima inchiesta su un mondo sommerso e sconvolgente. Il libro che tutti i genitori dovrebbero leggere. La terribile testimonianza sulle vite in bilico di ragazzini che vogliono essere più grandi. Troppo grandi.
Commenti (4)
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Che tempi, hanno smesso ieri il biberon e guardi che fanno.
Almeno finisca le scuole, questo Walter, non dico tanto…
Queste sono le conseguenze di educazioni troppo permissive…
Cmq nel caso di Walter “cubista” è stato usato per via della sua passione per la pittura. Sembra che quando ha visto Prodi la prima volta abbia urlicchiato eccitato “Pigasso, Pigasso un autografo” e gli abbia dedicato un balletto “scomposto”.
Nel privé, invece la Santanché e la Brambilla facevano braccio di ferro con gli alluci pittati col French… e qui mi fermerei!
Ho 52 anni, faccio il sindaco, mi chiamano “Walter, vieni a fare il PD!”
Ora però non mi scappa.
VVV dice: ” Ho fatto la cubista fino a cinquantadue anni. Ora vado a Barbiana per ricominciare. Dimenticatemi, mi ritiro dalla scena pubblica e sarò tutta veli..ne e poltrone”