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D’Alema: Consorte? Pensavo fosse mia moglie

martedì, 12 Giugno 2007

"E’ un orribile quiproquò e c’è qualcuno che pesca nel torbido". Dopo le trascrizioni delle intercettazioni sul caso Unipol, Massimo D’Alema è molto indignato per la fuga di notizie, ma è sereno e sa di poter spiegare ogni cosa. "Ricordo benissimo quel giorno – ha detto il ministro degli esteri – qualcuno mi disse, Massimo, c’è Consorte in linea, e io risposi subito. Un galantuomo non fa aspettare la propria consorte". A riprova di tutto ciò, Massimo D’Alema rende note lui stesso altre trascrizioni di telefonate con consorte: "Mi raccomando, prendi il latte", e anche: "Ti avevo detto di lasciarmi le chiavi della macchina, ma dove hai la testa?". Secondo i vertici dei Ds, tutta la faccenda si risolverà in un polverone: "Dietro tutto questo c’è una mente raffinata, e questa è la prova migliore che Fassino non c’entra".
 

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