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Per pagina99, Piede Libero di oggi. Eternit: il calpestabile dolore

giovedì, 20 Novembre 2014

Cacciare il Novecento dalle nostre vite, immaginare di superare quelle divisioni tanto radicate in secoli di storia, prima tra tutte quella tra capitale e forza lavoro, accettare il mood furbetto del “tutti sulla stessa barca” che tralascia di dire chi rema nelle stive e chi brinda nel salone delle feste. Ecco. Anche a volerci provare, anche a volerci credere, quando si torna coi piedi per terra si rischia di farsi un po’ male. Chi ha visto le immagini della lettura della sentenza Eternit, ieri in Cassazione a Roma, può capire. Da una parte l’impunibile profitto a spese dei lavoratori e degli abitanti, dall’altra il calpestabile dolore delle vittime. Dicano esperti e giuristi della correttezza tecnica della sentenza. Qui non interessa. Quel che si vede da qui sono i più di tremila morti da una parte e l’arroganza impunita dall’altra, una città martire (Casale Monferrato) e un padronato che sguscia via dalla giustizia. Tutto finito, tutto prescritto. Tranne il dolore. E il Novecento.

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