Per pagina99, Piede Libero di oggi. I supplementari, da vent’anni
La necessità di fare le riforme è parsa impellente fin dall’uno a zero. Sul due a zero, la tentazione di chiedere più flessibilità è parsa urgente: ancora si sperava nel pareggio, da poco inserito in Costituzione. Al tre a zero, si sarebbe dovuta chiedere una revisione del patto di stabilità. Sul quattro a zero è scattato un moto d’orgoglio: non siamo qui a chiedere, ma a collaborare. Poi, sul cinque, sei, sette a zero, si è scatenata la ben nota verve creativa: vendere immobili pubblici, abolire il Senato, rendere il sistema efficiente, combattere la corruzione e sostenere la crescita. Ed è arrivato il gol. Sette a uno. Fosse durata ancora tre o quattro giorni, la partita, si sarebbe visto magari un clamoroso cambia-verso. Amici brasiliani, credeteci: ve lo dice chi sta giocando i supplementari da vent’anni.
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Non ci posso credere… Un acuto giornalista sportivo (sic) ha commentato: chissà come andranno le prossime elezioni… Avevo cominciato il discorso dicendo che non potevo credere ad una così grande disfatta calcisica della gloriosa squadra brasiliana, ma dopo la considerazione di quel giornalista sportivo (arisic), che peraltro ho la fortuna di non conoscere, ora non mi sono rimaste nemmeno le parole, anche solo per dire a mo’ di consolazione che lo sport è fatto così, si vince o si perde. Tutto lì!…
Renzi che faceva il pistolotto alla germania mi sembrava paragonabile all’ottima algeria(che comunque se bluffava era in buona fede) quando peccando impercettibilmente di eccesso di audacia nell’ultimo quarto d’ora contro i crucchi invece che aspettare magari di averla vinta per stanchezza degli avversari ha aggiunto due punte al modulo di gioco, scordandosi che non erano al dopolavoro ferroviario ma in un posto dove si sbaglia “da professionisti”