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Due o tre cose sulla canzoncina di Siracusa, Renzi, un quel brutto sapore di Corea del Nord

giovedì, 6 Marzo 2014

Due o tre cosucce sulla canzoncina dei bambini di Siracusa, su Renzi e il renzismo, su sapori & odori che non vorremmo più sentire.
Primo. E’ ovvio che non sia stato Renzi a organizzare il coretto di stampo nordcoreano, nessuno l’ha detto e nessuno l’ha nemmeno pensato. Ma resta il sapore nordcoreano (per lasciar stare i figli della lupa…) del coro dei bimbi che dicono “Benvenuto nostro presidente”. Piccolo brivido. Certo, certo, lo so bene, l’eccesso di zelo eccetera eccetera. Però.
Secondo. Mi permetto di dire: certe piantine crescono dove il terreno è fertile. Nessuno immagina la scolaresca ritmare Pier-lu-igi, Pier-lu-igi. Ci sarà un perché. Invece Sil-vio, Sil-vio, sì, l’abbiamo sentita. Per carità, sarà assonanza, o ricordi troppo freschi. Però…
Terzo. Il guaio di Renzi (soprattutto se non si potrà votare per un paio d’anni grazie all’unica legge elettorale che impedisce di andare alle urne, bel capolavoro) è di fare i conti tutti i giorni, da qui in avanti, con aspettative molto alte, che fatalmente (anche per la maggioranza che ha, la stessa del governo Letta) non potrà realizzare appieno (un po’ sì, speriamo, ma vedremo). In sostanza, la sua immagine rischia di diventare quello che ha promesso la luna e arriva con un sasso, che magari (diranno i suoi) è meglio di niente. Però, siccome di venditori di auto usate che ti rifilavano catorci ne abbiamo già visti… Ma questa è materia squisitamente politica per cui rimando a bel fondo di Roberta Carlini (su pagina99 del 5 marzo, sulla legge elettorale).
Quarto. Difendere Renzi dai renzini. Le aspettative di cui sopra hanno creato una sorta di tifoseria renzina paragonabile per certi versi alla tifoseria grillina per Grillo. Vedere sinceri democratici che perdonano al leader tutto in ogni caso e sempre, anche in presenza di errori e/o inciampi e/o ingenuità non è un bello spettacolo. E’ un culto della personalità che (almeno a sinistra) si pensava superato. Ricordo a proposito una frase del responsabile comunicazione del Pd, Francesco Nicodemo, frase scritta sul suo blog prima delle primarie che portarono Renzi alla segreteria. La frase era questa: “Noi sentiamo il pensiero di Matteo Renzi prima ancora di conoscerlo”. Ecco. Nemmeno Farinacci ai tempi del Duce. E’ da cose così che Renzi deve guardarsi. Non l’ha scritta lui, non l’ha detta lui, non ne è responsabile. Ma potrebbe dissociarsi da tanto ridicolo zelo, questo sì, invece di promuoverlo (Nicodemo è stato poi ampiamente promosso).
Quinto. Giochetto teorico. Supponete di essere i genitori di un bambino della scuola Raiti di Siracusa. Di non essere un ultras renzino, di non essere né grillino né berlusconiano. Cos’avreste detto? Avreste protestato con la preside? Io sì, e di brutto (anche se la visita fosse stata di Silvio, di Beppe, di Nichi, di Angelino… ovvio). Ecco.
Sesto. Perché alla visita del Premier in una scuola pubblica italiana c’era il cardinale? Non è bizzarro? Non aumenta (il vescovo, il podestà…) quel brutto sapore di cui si diceva all’inizio?
Settimo. Fate un giochetto edificante, provate. Chiedetevi ogni tanto, di fronte a cose come il coretto nordcoreano della scuola si Siracusa, cosa avreste detto/fatto/pensato se la stessa cosa fosse successa per una visita di Berlusconi tre o quattro anni fa. L’avreste letta sull’apertura di Repubblica, o mi sbaglio? Ci sarebbero state proteste ben più vibranti, mi sbaglio? E’ solo un giochetto, ma istruttivo…
Ecco, è tutto. Mi spiace che innocenti bambini di una scuola elementare facciano da spoletta per far scoppiare certe bombette, però il caso è il caso, e vale la pena parlarne.  Perché sentirsi nordcoreani non fa bene a nessuno. Nemmeno a Renzi. Nemmeno ai renzini.
Clicca sulla foto per cantare anche tu!

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