C’è una grande debolezza: non gestiscono le idee diverse
Il Fatto Quotidiano mi ha chiesto un parere sulle espulsione del Movivento 5 Stelle. Eccolo
“Due pidocchi possono annodarsi anche nella criniera del più nobile destriero”. E anche: “Spregevoli traditori”. E anche: “Agenti al soldo del nemico”. E questo era Togliatti, anno di (dis)grazia 1951, alle prese con certi suoi dissidenti dell’epoca.
Ora che sono passati sessant’anni e più, fa un certo effetto ritrovare le stesse parole, o peggio ancora, in una formazione parlamentare. E, oggi come allora, ciò che viene contrabbandato come forza (io ti caccio) è solo la debolezza del non saper gestire idee dissonanti.
Con i paradossi del caso: lo stesso meccanismo di un’epoca in cui uno valeva tutto, i tempi del centralismo democratico, il culto del capo, l’obbedienza richiesta e pretesa. Ventremila clic – un nulla nell’universo della rete, molto meno di una foto online di teneri gattini – possono epurare il dissenso in un “partito” votato da otto milioni di persone.
Da “il capo ha sempre ragione” a “il capo ha spesso torto, parliamone”, è un viaggio lungo. Quando sarà compiuto, forse, le parole “democrazia diretta” avranno più senso.
Commenti (6)
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Franco Turigliatto, chi non lo ricorda per la sua espulsione di due anni dal partito di RC per avere votato nel 2007 “no” al TAV e alla “guerra” in Afghanistan?… Aveva messo in difficoltà il partito, si diceva. In sostanza, come ci ricorda anche a.r., le espulsioni coatte si sono sempre verificate, ieri e oggi, nello stesso identico stupido modo, in barba alla nostra Costituzione che non prevede vincoli di mandato. Non è ammissibile che un deputato possa essere costretto dal suo partito a comportarsi in maniera diversa dal suo personale pensiero. Il parlamentare rappresenta chi lo ha votato e non il partito al quale fa parte spesso solo momentaneamente (leggi Casini). I nominati saranno sempre alle dirette schiavizzanti dipendenze del capo nominante. Ecco perché occorre insistere sulle preferenze nella nuova legge elettorale e soprattutto occorre evitare che si proceda incautamente alla modifica dell’attuale Costituzione, ahimè insana idea in pectore a questa marcia politica, con lo scopo finale di tappare per sempre la bocca a tutto il popolo italiano. Non mi “garba” l’idea di trovarmi in piazza, mio malgrado, obbligato a cantare viva chicchessia, sia il novello ducetto uno di destra o uno di sinistra.
Da “il capo ha sempre ragione” a “il capo ha spesso torto, parliamone”, è un viaggio lungo.
Un lungo viaggio dal PCI al PD.
cioè il PD avrebbe effettivamente un capo ?
qualcuno glielo faccia sapere
che dire ? nel m5s se non si é d´accordo coi “piani alti” si viene espulsi, nel pd invece ci sono 2 alternative: o si viene espulsi o si diventa civati.
e mi domando cosa sia peggio….
Aleesandro, le motivazioni c’erano tutte per allontanare questi 4 opportunisti. Ci sono delle regole, sottoscritte PRIMA di far parte del movimento. Da come è poi strutturato il m5s i parlamentari sono dei semplici portavoce delle decisioni della base. Se poi sono “bravi” nel loro mestiere tutto di guadagnato. Forse è l’impianto nel complesso da cambiare, non certo il movimento 5s. Che maniera ho io, semplice cittadino di far sentire i mio parere se non quello promosso dai 5s, certo tu parlerai direttamente con Civati ma, francamente, per perorare qualsiasi causa, non ci parlerei neanche se fosse mio amico. L’accontentarmi per lui diverrebbe una marchetta, per me un favore che dovrei ricambiare…
Saluti, Giuseppe
Se la voce deve essere unica secondo le regole assurde preimpostate dai capi di pariti e di movimenti, in Parlamento basterebbe un solo portavoce per partito o per movimento. Il conteggio finale dei voti, quello sì, potrebbe essere ricavato dalla somma dei virtuali parlamentari previsti secondo il numero dei relativi consensi globali ottenuti dai rispettivi elettori. Sai quanti soldi si risparmierebbero?… Per fortuna non è così… Eia eia alalà… Al macero del nulla è giusto che ci vadano solo coloro che hanno deciso di vendere il proprio cervello al guru prescelto e non tutti i cittadini del Paese. E’ poi anche giusto, secondo il mio parere, che tali personaggi, avendo accettato condizioni così umilianti di inutile rappresentanza popolare, si calino di conseguenza lo stipendio.