Per pagina99, Piede Libero di oggi. Erri do Brazil
A Natal, stato del Rio Grande do Norte, Brasile, un megaprogetto urbanistico doveva ampliare il collegamento tra l’aeroporto e lo stadio, in vista del Mondiali.
Le duecentocinquanta famiglie a rischio sgombero hanno mobilitato molte altre famiglie, coinvolto popolo e intellettuali, boicottato il progetto, presentato un piano alternativo e convinto l’amministrazione a realizzarlo con guadagno di tutti.
Un bel precedente per chiunque voglia costruire infrastrutture contro il parere delle popolazioni locali.
Ora a Natal stadio e aeroporto sono collegati e nessuno ha perso la casa. Bravi.
Fossero anche spiritosi e sapessero dov’è la Val di Susa potrebbero mettere un cartello: “Nessuno scrittore è stato accusato di associazione a delinquere per realizzare quest’opera”.
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Secondo i più aggiornati calcoli il TAV in Val di Susa costerà, per la sola parte di competenza italiana, 15-20 miliardi di euro, praticamente il triplo di quanto poteva costare il ponte sullo stretto di Messina. Dell’utilità futura non si hanno certezze, anzi, con l’andazzo attuale dei trasporti si prevede un sicuro flop economico. Di contro al presente si ha l’assoluta certezza che il TAV rappresenti un disastro insanabile soprattutto per le tasche delle famiglie italiane del ceto medio basso… Le caste, come il mondo delle banche e il mondo italiano del capitalismo senza soldi, saranno le uniche a guadagnarci sopra.