Qui si parla come su YouPorn. Rivoglio il vecchio politichese
Poche conferme, poche smentite, e dunque il microclima ideale per un bel giallo con sfondo di mistero, retroscena, accuse, controaccuse, divagazioni e dietrologie. Insomma: risponde al vero che la comunicazione politica (chiamiamo così anche i tweet e i post a base di schizzi di merda) si affida a una cosa che gli esperti chiamano Programmazione Neuro Linguistica? E’ vero, come dice il deputato grillino onorevole cittadino Ivan Catalano, che Roberto Casaleggio impone ai deputati del movimento consulenti che affinano il linguaggio? (Ok, forse “affinano” non è la parola giusta, visto che le parole lette in questi giorni paiono in voga da secoli tra carrettieri e scaricatori di porto).
Ma sia. Prendiamo per buona questa faccenda della Programmazione Neuro Linguistica. Dopo i microchip, le scie chimiche e le sirene, potrebbe anche essere un passo avanti. Una tecnica, che c’è di male? Come tutte le tecniche, dunque, verificabile in base ai risultati. E i risultati, va detto, non sono confortanti. Vedere consulenti e responsabili della comunicazione che tirano il sasso e nascondono la mano, che pubblicano un tweet volgare (come ha fatto Claudio Messora, uno messo lì per controllare che i deputati comunichino bene…) e poi lo cancellano senza pensare che intanto migliaia di utenti l’hanno fotografato e rilanciato sghignazzando, sarà più Programmazione, più Linguistica o più Neuro? Per ora, se fosse quella l’origine della comunicazione del Movimento 5 Stelle, la Programmazione Neuro Linguistica sta raggiungendo un solo scopo degno di nota: quello di rivalutare il vecchio caro politichese, quello delle convergenze parallele e della non-sfiducia, per dire. Non si capiva niente lo stesso, per carità, ma almeno non bisognava tappare le orecchie ai bambini.
C’è chi dice che sia tutta una strategia: che questa altalena tra alzare i toni e scusarsi a mezze frasi ambigue il giorno dopo, parlare come il Pierino di Alvaro Vitali oggi e atteggiarsi a difensori della patria domani, sia un sottile stratagemma di comunicazione. Sarà. Ma anche le strategie, come le tecniche si valutano dai risultati, e siamo al punto di prima: i risultati sono molto scarsi. La cosa bizzarra è che tutto ciò accade in un paese dove i corsi di semantica, le lauree in giornalismo, i master in scienza della comunicazione sono numerosissimi, seguiti, affollati e molto apprezzati da tutti. E’ più facile trovare uno “scienziato della comunicazione” che un buon barbiere. E anche qui bisognerebbe guardare i risultati: meglio un buon barbiere. Come vedete non se ne esce: certi autogol da metà campo (tipo la lettera di Rocco Casalino a Daria Bignardi) sono così clamorosi che si ricordano negli anni. Fanno, per così dire, letteratura e giurisprudenza. A meno che la Programmazione Neuro Linguistica non si basi su un divertente paradosso: l’arte di passare per fessi (o violenti, o volgari, o tutto insieme) anche quando si avrebbero buoni argomenti di discussione. Se si tratta di questo, allora i grandi comunicatori a cinque stelle hanno fatto centro, perché l’iter è sempre uguale: dire una scemenza, passare i due giorni successivi a scusarsi argomentando che anche altri dicono scemenze, e chiosare candidamente che così non si parla dei problemi veri del paese. Per quanto contorto, ha il suo fascino perverso. Con un dettaglio non da poco: se figure istituzionali (deputati, senatori, portavoce, leader) parlano come si parla nei filmini di YouPorn, questo è un problema del paese. E pure di quelli seri.
Commenti (10)
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Alessandro, quante parole per niente, ho capito solo che guardi “youpork”!
Colpa vostra se state sempre a grufolare su facciadalibto e consimili.
Riportate il vero,dopo aver verificato, non le continue fregnacce web.
P.S. Dì al tuo “istituto luce” che se toglie un commento dei quattro che arrivano siamo messi bene!
Purtroppo oggigiorno in Italia istruzione fa solo rima con educazione, spesso nella realtà le due qualità non si conoscono affatto. Molti genitori moderni si affannano ad insegnare ai propri figlioli l’alfabeto prima ancora dell’età scolare e spesso il primo giorno di scuola molti di loro sanno già scrivere e i più saputelli lanciano addirittura qua e là l’effetto cacofonico di qualche “jobs act”. Cavolo, quanto è bravo il mio figliolo!… Siccome è bravo, che importa se è prepotente e il suo linguaggio scurrile prevale sulla sua vita sociale?… Io alla prima elementare facevo le aste, spesso anche male, ma in compenso nel precedente periodo di vita mi avevano insegnato come comportarmi in società. Per esempio come confrontarmi con i miei compagni usando un linguaggio decente e rispettoso. Nemmeno il dialetto era tollerato… Anche i comici sapevano far ridere senza usare facili parolacce. Oggi se non si parla un linguaggio da caserma anche in teatro e in politica, gli spettatori non ridono a teatro e la massa di piazza non capisce i politici. Secondo me la mancanza di educazione è la parte ignorante dell’istruzione, quella che dovrebbe essere invece la più importante. Mi domando infine, se Giuseppe Mazzini avesse usato una grillesca comunicazione (Giovine Italia, 1831) si sarebbe realizzata nel tempo la nostra Repubblica secondo i sani principi di libertà, indipendenza e unità?… Tre principi, questi ultimi in via purtroppo di estinzione fra un gentilissimo vaffa e l’altro.
Stanno svendendo quel poco di pubblico rimasto, e qui si parla di galateo e bon ton…
Caro Robecchi, mai mi sarei aspettato di doverti paragonare all’orchestra del Titanic!
Sbagliato, non si parla di galateo e bon ton. Si parla di parole. Che sono cose importanti. Si parla del fatto che con chi dice “boia chi molla” o “ti porto nel bordello e ti faccio scopare dai camionisti rumeni” io non ci starò mai.
a.r.
1- è più aggressivo, denigratorio, fascista, etc: dire “boia chi molla” a chi cantanto “Bella Ciao” (non si sa con quale faccia di tolla) sottraeva qualche miliardo agli italiani per regalarlo ai loro amichetti di business, dopo che la “compagna comunista di SeL” Boldrini applicava una regolamento che non esiste per mettere a tacere l’opposizione e far contenti gli interessi dei banchieri amici di PD e FI, o appluadire (con strategia PNL?) ad una “compagna comunista di SeL” che inventa regole e regolamenti per zittire le opposizioni?
2- e sugli insulti sessisti…
ma ti sei già dimenticato tutta la “fine” ironia e la satira usata (anche da te) a proposito delle “elette” del Cavaliere?
almeno, i 5S dopo han chiesto scusa.
a quanto un tuo articolo dove pubblicamente chiedi scusa alle varie Gelmini etc etc etc?
usare due pesi e due misure, e guardare il dito anzichè la luna… vabbè, il solito clichè
Questo è un po’ un OT; fermo l’inaccettabile populismo ardito e nerboruto, io credo che a sinistra ci sia anche dell’astio da frustrazione verso il movimento a 5 stelle perchè fa quell’opposizione che – parte – della sinistra vorrebbe fare ma per un sacco di motivi non fa;
poi, perchè usare youporn il linguaggio di youporn come paragone negativo, visto che lì si parla un buon inglese (per es. io da lì che ho imparato che l’utilizzo del termine “spread” preannuncia furibonde inchiappettate)
se per 20 anni hanno seguito solo tv pensando che italia1 fosse il canale del giornalismo di inchiesta, se poi sono passati a sorbirsi qualsiasi fregnaccia in rete (dai microchip sottocutanei ai complotti su hiv, passando per la memoria dell’acqua), se alla prima occasione i nemici da abbattere sono coloro che pensano diversamente con l’ardire di attuare tale comportamento blasfemo, se continuano a leggere almeno un libro all’anno solo il 48% degli italici … robecchi, è difficile pretendere di meglio.
Alessandro i pentastallati sono ironicissimi e democraticissimi ma se gli fai una mezza critica, se gli fai notare che hanno fatto una fesseria… beh… devi subire un democratico e ironico linciaggio immediato.
In definitiva mi sembra evidente che tutta questa cagnara serve a non fare ne governo ne opposizione, ma solo propaganda buona per chi non sa che fare ma si deve fare notare.
Caro Robecchi,
innanzitutto ti ringrazio per la risposta. Ovvio, gli esternatori di tali frasi ne devono rispondere. Tieni conto che il M5S è ancora in fase di “rodaggio”, quindi si spera che certi elementi verranno sostituiti da altri più meritevoli.
Certo, le parole sono importanti, lo ha già detto Moretti ma repetita iuvant. Per questo mi sento a disagio quando una persona come te, che stimo moltissimo (ascoltavo Piovono pietre da ragazzino al mattino prima di andare a scuola), rimpiange, seppur ironicamente, il “politichese”. Stiamo parlando della neo-lingua di una classe politica inqualificabile, che è riuscita a perpetrare sé stessa anche grazie ad un linguaggio creato per ingannare l’elettore, ed i risultati ce li abbiamo davanti. Quindi preferisco YouPorn, almeno lì s’inchiappettano sinceramente. Le parole sono importanti.
Comunque, c’è chi sa esprimere questi concetti meglio di me: http://temi.repubblica.it/micromega-online/armi-di-distrazione-di-massa-per-nascondere-la-fine-della-democrazia-parlamentare/
E’ molto probabile che tu l’abbia già letto, ma repetita iuvant.
Ti ringrazio ancora,
Dario
Bravo Alessandro.
Per una volta voglio commentare, per dirti che apprezzo che scrivi questo proprio sul Fatto, un giornale che (per quel poco che riesco a seguirlo) mi sembra invece blandire l’elettorato 5S, spesso troppo indulgente con le inaccettabili sparate di grillo e c. (penso all’articolo di scanzi sul post famoso di grillo in cui invitava a vedere il simpaticissimo video sul passaggio in auto a boldrini, sapendo di scatenare uno schifoso putiferio). Una rappresentazione dei fatti, ed una linea editoriale in generale, che trovo intellettualmente poco onesta: quasi uguale e contraria a quella di Repubblica, che condanna ogni mossa del M5S (eversosi! fascisti!), sempre e comunque, in una interessata, ideologica e improponibile difesa dell’orrido esistente.
Perdona il pippone ma sono preoccupato, considero questo alzare i toni oltre l’indicibile per niente salutare.
Resto convinto che con un po’ di sana onestà intellettuale una bella fetta di problemi sarebbero risolti. (Quell’onestà intellettuale che dovrebbe impedire a chiunque di tollerare e ignorare il conflitto di interessi, per es.)
Un saluto e complimenti, riesci sempre a far sorridere