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Record a Milano: elencati in un convegno i 45.763 buoni motivi per NON votare Maroni

domenica, 24 Febbraio 2013

A chi fornirà il 50millesimo motivo per non votare il pittoresco caratterista con gli occhialini rossi, in omaggio una laurea albanese. Telegramma dalla Tanzania: “Ridateci i nostri Bot, ce li hanno pagati in polenta”. Dura replica di Borghezio: “Bastardi! Controlliamo ancora due condomini a Varese!”.

Un successo mai visto, un fatto senza precedenti. Non si ricorda a memoria d’uomo un convegno politico prolungato su richiesta dei partecipanti. Gli organizzatori sono raggianti: “Quando abbiamo organizzato questo incontro intitolato 2.500 buoni motivi per non votare Maroni in Lombardia ci aspettavamo cinque ore di serrati interventi, e invece andiamo avanti da tre giorni e ancora non abbiamo finito”. Cambiato al volo il titolo del convegno: ora sulle cartelline dei relatori c’è scritto 9.658 buoni motivi per non votare Maroni in Lombardia e la Lega ovunque. Impossibile dunque elencare le ragioni per non votare la Lega e il suo divertente leader (mentre scriviamo i motivi sono diventati 11.634), ma le linee principali del dibattito possono essere riassunte in poche parole della relazione di apertura. “Indipendenza, Federalismo, Pacchetto Sicurezza, Immigrazione clandestina, meno tasse e la ristrutturazione del terrazzo di casa Bossi a Gemonio: di tutte queste promesse la Lega ne ha mantenuta una sola”, ha detto il relatore mostrando numerose slide del terrazzo. Poi, avviati i lavori del convegno, i motivi per non votare i barbari sognanti di Maroni sono aumentati (ora siamo a quota 16.743). Nato come un appuntamento di elettori delusi dalla Lega, l’evento si è presto trasformato in una kermesse, con tanto di mostra antologica. Si può ammirare la laurea di Renzo Bossi, quella dell’ex tesoriere Belsito e gli originali delle sentenze con cui la Corte Costituzionale ha ridicolizzato tutti i decreti di Maroni in materia di sicurezza. Tutto negativo, dunque? No. Le multe europee per le truffe sulle quote latte coperte dalla Lega costano 4 miliardi e mezzo di euro, cioè 71 euro per ogni italiano. “Se la Lega li rendesse di tasca sua – si legge in un intervento – i motivi per non votarla passerebbero da 19.567 a 19.566”.

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