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Lo strano caso (psichiatrico) di Herr Pierluigi

domenica, 10 Febbraio 2013

Poco noto, ma certamente significativo, torna di grande attualità  un saggio di Sigmund Freud. Uscito nei primi anni del ‘900, “Il caso di Herr Pierluigi” tratta di un non più giovane leader progressista. Un saggio che precisa una delle tematiche fondamentali della sinistra italiana: l’invidia del Premier.
La psicoanalisi ha lavorato a lungo sul caso di Herr Pierluigi, senza venirne a capo. La Sindrome della Rimonta è il primo nucleo individuato da Freud. Se si fosse andati al voto un anno fa, invece di fare un governo tecnico, Herr Pierluigi avrebbe vinto in carrozza. Se si fosse votato subito dopo le primarie avrebbe vinto col cavallo bianco. Oggi, invece, è già tanto se porta abbastanza muli al Senato da evitare il pareggio, spettro che lo tormenta nei sogni. Herr Pierluigi sogna di votare domani pomeriggio, al massimo dopodomani mattina. Al risveglio, basta un occhiata al calendario a sprofondarlo nella più cupa depressione: mancano due settimane.
Altro motivo di grande turbamento è il proliferare delle sinistre. Già in passato la vittoria era stata vanificata dalla presenza di due sinistre. Questa volta, che di sinistre ce ne sono tre (lui, Sel e Ingroia), l’angoscia aumenta esponenzialmente. Freud descrive con toni vividi un sogno di Herr Bersani che dice in un comizio: “Sui costi della politica bisogna andar giù col badile”. Ma al risveglio il paziente, costernato e affranto, constata: “Porco boia, Ingroia mi ha fregato il badile”.
Anche il conflitto con la nuova generazione turba i sonni di Herr Pierluigi. “Ora è tardi per candidare Herr Matteo – dice sconsolato Herr Pierluigi a Freud in una drammatica conversazione – e allora l’ho mandato a prendere a badilate Ingroia, per non perdere l’abitudine della sinistra di menare alla sua sinistra”. 
Resta naturalmente centrale, nella trattazione del caso di Herr Pierluigi, la figura del nemico storico. Capace di promesse mirabolanti, il signor B. (Freud non ne svela l’identità) pare guadagni posizioni minuto dopo minuto. In un sogno particolarmente tormentato Herr Pierluigi si figura alla guida di un autobus senza specchietti retrovisori, costretto a guidare guardando indietro per spiare le mosse dell’inseguitore. “Il paziente – annota Freud – si è svegliato un attimo prima dell’impatto con un grande olmo ai margini della strada”.
Ripubblicato in questi giorni, “Il caso di Herr Pierluigi” ha aperto un ampio dibattito nella comunità psichiatrica. Secondo le nuove interpretazioni, Herr Pierluigi non sarebbe solo una vittima, ma un demiurgo dotato di straordinari poteri che sa resuscitare i morti, e riportare in vita soggetti politicamente defunti come Herr B. Rischia alla fine di non vincere, di non perdere, di non pareggiare. Di affondare, insomma, nell’eterna palude italiana da cui nemmeno un bravo analista potrebbe salvarlo. Non è una coincidenza che “Il caso di Herr Pierluigi” sia uno dei pochi saggi di Freud rimasti incompiuti, e si conclude con la frase: “Boh, pensateci un po’ voi tra un secolo”. Secolo che scade tra due settimane.

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