Lezione dalla Svezia. Omonimia bene comune
Una buona lezione dalla Svezia. Chiamarsi Mario Monti, o Elsa Fornero potrebbe non essere una cattiva idea. E forse l’unico modo per una persona normale, magari pensionato a meno di mille euro (uno su due), o a meno di 500 (2,4 milioni), per entrare almeno una volta in un posto dove si prendono decisioni sulla tua vita. A Stoccolma è successo. Una pensionata svedese, la signora Margareta Winberg, 67 anni, è stata invitata a un’importante riunione di governo (sull’ambiente) con tanto di cena di gala e foto finale. Solo alla fine della serata si è scoperto il quiproquò: non era lei che doveva finire nella lista degli invitati, ma la sua omonima Margareta Winberg, ex premier svedese. Insomma, un errore, una clamorosa eccezione. Che conferma però la regola: è più difficile che un vero pensionato possa entrare a una riunione di governo (dove si tagliano le pensioni, magari), che un cammello, eccetera eccetera. E chissà invece cosa darebbero certi pensionati italiani per essere omonimi di altri pensionati italiani. Qualcuno dei 2,4 milioni di italiani che campano con meno di 500 euro al mese potrebbe avere la fortuna di chiamarsi, che so, Giuliano Amato, uno che ha tagliato le pensioni e che di pensione prende 13.000 euro al mese. Probabilmente esiste anche – chissà se nella fascia “ricca” dei 1000 euro o in quella disperata dei 500 – un omonimo di Lamberto Dini, anche lui tagliatore di pensioni e anche lui pensionato di lusso. E chissà che tra le ragazze non ci sia un’omonima di Elsa Fornero, altra tagliatrice di pensioni (degli altri), una che definisce il welfare contributivo “un privilegio” e che prenderà la pensione proprio con quel metodo. Certo, la questione della redistribuzione sta messa parecchio male, la lotta di classe pure. Ma chissà, qualche ben piazzato caso di omonimia potrebbe far finire qualche persona normale, o addirittura uno dei sette milioni di italiani poveri, nella stanza dei bottoni. Flebile speranza, d’accordo. Per la cronaca, comunque, la signora Winberg è stata contenta dell’invito e ha detto di aver conosciuto alla riunione di governo persone interessanti. Chissà se un omonimo italiano, raggiunte per errore le segrete stanze potrebbe dire lo stesso.
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Ronia amara ma molto efficae. Bravo Roberto, complimenti e non è la prima volta.
Ironia, volevo dire
Partecipare anche per errore alla mensa dei potenti potrebbe essere un’esperienza veramente interessante. Uno come me, per esempio, capirebbe all’istante di non essere il “marchese Del Grillo”, ma di fare parte inconfondibile degli altri che non contano … niente. Però… C’è un però!… Io ho avuto la fortuna di capire i problemi della gente, mentre i potenti di cui solo per errore potrei essere potenzialmente un ospite indesiderato non hanno capito nulla della sorte di coloro ai quali con un malefico sorrisetto spezzano di netto la qualità sociale della vita. Per questo non vedo l’ora che se ne vadano dal nostro Governo. Che la smettano: di girare per il mondo chiedendo ai popoli stranieri di acquistare il nostro debito; di prendere ordini dal regime tedesco e dalla banca di Draghi; di costringee “noi”, e solo “noi” del popolo bue, a fare sacrifici… I debiti dovremmo pagarceli da soli… Come mai la mia banca unilateralmente decide di ridurmi gli interessi sul deposito allo 0,01% e lo Stato Italiano non fa altrettanto con i creditori del debito pubblico, creato da una politica del menga composta di servili nominati?… La lacrimuccia mediatica spuntata dagli occhi della ministro Fornero, peraltro tra un sorriso di compiacimento e una frase di cattiveria infernale, è il frutto della consapevolezza che la stessa non ha potuto attuare fino in fondo il programma che il suo “tenero cuore” aveva premeditato.
@Stefano… Chi è Roberto? Non te la prendere, pure la mia è ironia, ma fa parte di quelle “dolci” naturalmente.
Triste Robecchi!