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Lezione dalla Svezia. Omonimia bene comune

venerdì, 27 Aprile 2012

Una buona lezione dalla Svezia. Chiamarsi Mario Monti, o Elsa Fornero potrebbe non essere una cattiva idea. E forse l’unico modo per una persona normale, magari pensionato a meno di mille euro (uno su due), o a meno di 500 (2,4 milioni), per entrare almeno una volta in un posto dove si prendono decisioni sulla tua vita. A Stoccolma è successo. Una pensionata svedese, la signora Margareta Winberg, 67 anni, è stata invitata a un’importante riunione di governo (sull’ambiente) con tanto di cena di gala e foto finale. Solo alla fine della serata si è scoperto il quiproquò: non era lei che doveva finire nella lista degli invitati, ma la sua omonima Margareta Winberg, ex premier svedese. Insomma, un errore, una clamorosa eccezione. Che conferma però la regola: è più difficile che un vero pensionato possa entrare a una riunione di governo (dove si tagliano le pensioni, magari), che un cammello, eccetera eccetera. E chissà invece cosa darebbero certi pensionati italiani per essere omonimi di altri pensionati italiani. Qualcuno dei 2,4 milioni di italiani che campano con meno di 500 euro al mese potrebbe avere la fortuna di chiamarsi, che so, Giuliano Amato, uno che ha tagliato le pensioni e che di pensione prende 13.000 euro al mese. Probabilmente esiste anche – chissà se nella fascia “ricca” dei 1000 euro o in quella disperata dei 500 – un omonimo di Lamberto Dini, anche lui tagliatore di pensioni e anche lui pensionato di lusso. E chissà che tra le ragazze non ci sia un’omonima di Elsa Fornero, altra tagliatrice di pensioni (degli altri), una che definisce il welfare contributivo “un privilegio” e che prenderà la pensione proprio con quel metodo. Certo, la questione della redistribuzione sta messa parecchio male, la lotta di classe pure. Ma chissà, qualche ben piazzato caso di omonimia potrebbe far finire qualche persona normale, o addirittura uno dei sette milioni di italiani poveri, nella stanza dei bottoni. Flebile speranza, d’accordo. Per la cronaca, comunque, la signora Winberg è stata contenta dell’invito e ha detto di aver conosciuto alla riunione di governo persone interessanti. Chissà se un omonimo italiano, raggiunte per errore le segrete stanze potrebbe dire lo stesso.
 

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