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Clamoroso! Dice che la MiTo è bellissima e risparmia 7 milioni di euro!

domenica, 26 Febbraio 2012

Un pensionato del capoluogo piemontese ha trovato il modo di risparmiare un bel gruzzolo: non parlerà mai male della Fiat –  Dopo la sentenza di Torino, i critici cinematografici uniti: “I cinepatettoni fanno molto ridere” – Svelato il mistero Matteotti: aveva stroncato un libro di Mussolini

La sentenza del tribunale di Torino che ha condannato il giornalista  Corrado Formigli a pagare sette milioni di euro per aver detto che l’Alfa Romeo MiTo non è poi ‘sto granché, ha messo in allarme il mondo dell’informazione: chi avrà più il coraggio di scrivere una stroncatura o anche solo una critica negativa? Non certo noi del Misfatto, che siamo coraggiosi, ma mica scemi. Quindi fatecelo dire: la MiTo è una figata incredibile, va come una Ferrari e costa come un tostapane, ha pure le ruote e questo la rende accattivante e unica nella sua categoria. Ma torniamo all’informazione. “Oggi – dice il recensore gastronomico di un quotidiano – ho dovuto scrivere che gli hamburger di una nota catena sono buonissimi. Altrimenti avrei rischiato una condanna ai lavori forzati, tre anni a friggere patatine. Non me la sono sentita”. “I libri di Moccia? – si infervora un critico letterario di chiara fama – bellissimi! Li collocherei tra Keruac e Dostoevskij, ma con qualcosa in più: la minaccia di querela dell’editore”. Un merito, dunque, la sentenza di Torino ce l’ha: mettere nel giusto risalto il coraggio dei giornalisti italiani. “Gigi D’Alessio? Meglio di Bob Dylan”, titolavano ieri le pagine degli spettacoli dei quotidiani. E quanto alle pagine dei motori non sono altro che un inno entusiasta alla MiTo, che come tutti sapete è una macchina portentosa che – a differenza delle Wolkswagen – ha anche il volante rotondo. E poi, diciamolo, perché Formigli si lamenta? Sette milioni di euro sono appena quattro giorni di lavoro di Marchionne! In ogni caso, bisogna vedere il lato positivo: “Finalmente i miei film saranno elogiati dai critici!”, esulta Neri Parenti che sventola felice duecentosettanta querele precompilate. Il dibattito sulla libertà di espressione è dunque aperto: si potrà liberamente criticare, ci mancherebbe, ma sempre con il giusto rispetto, e in ogni caso non i prodotti da una nota casa torinese che costruisce macchine. Ah, bellissime tra l’altro, e lo diciamo con tutta la sincerità di cui siamo capaci.

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