Voi siete qui – Che belle crociere ai tempi di Bertolaso
Il gigante spiaggiato della Costa Concordia sarà pure una metafora niente male di come ce la passiamo da queste parti. Così come la moldava venticinquenne (un passo avanti: per Silvio sarebbe stata anzianotta). Così come il gesto di bullismo dello sfiorare le isole per mostrarsi capitani coraggiosi. Così come il dibattito un po’ fesso sul fatto che abbiamo bisogno di eroi almeno quanto siamo in mano a poderosi cialtroni. Insomma, tutto previsto e tutto prevedibile, tutto prevedibilmente commentato dai soliti prevedibili commentatori. Cosa mancava a completare il quadretto di ordinario albertosordismo nazionale? Mancava lui, Guido Bertolaso. Che interviene piccato per difendere la “sua” Protezione Civile, che sarebbe stata “delegittimata” con “calunnie e false accuse”. Insomma, Bertolaso ci dice che “quando c’era lui, caro lei”, le cose andavano meglio. Ecco. Si dà il caso, però, che proprio in questi giorni si inseguano in rete e sui media più attenti certe divertenti conversazioni del Bertolaso dei tempi d’oro. Quando c’era lui, caro lei, poteva telefonare all’Aquila prima del terremoto per dire che la convocazione della Commissione Grandi rischi “è un’operazione mediatica” e “che non ci sarà mai la scossa che fa male” (bingo!). In un’altra telefonata (con Gianni Letta), Bertolaso esprime il timore che ai funerali delle vittime del terremoto Berlusconi non conquisti la prima fila, eventualità che lo angoscia al punto da proporre che il presidente della Camera, o del Senato, se ne stiano a casa. E tutto questo senza contare i rinvii a giudizio, i massaggi al centro benessere, gli appalti, i vari G8 e altre cosucce ancora. Se il capitano Schettino fosse l’unità di misura del cialtronismo nazionale, qui saremmo davanti a uno Schettino al quadrato, a uno Schettino al cubo. Che però ci fa ancora la lezioncina e la moraletta. “Per salvare tutti sarebbe bastata una app da due euro”, ci dice Bertolaso. E per salvarci da Bertolaso, invece, cosa serve? Un po’ di decenza? Un po’ di silenzio è chiedere troppo?
Commenti (7)
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“Albertosordismo” è spaziale.
Grande Robecchi.
Una cosa è certa, per qualche settimana e forse per qualche mese addirittura i Talk Show nazionali e privati hanno qualcosa da dirci, da supporre, da indicare gli eroi ed i vigliacchi tra un plastico e l’altro senza in realtà sapere ancora nulla di preciso. Di come siano andate veramente le cose. La parte più ridicola è riservata ai presentatori… Si mettono intorno una quantità straordinaria di esperti di mare e di terra per commentare il tragico naufragio della Costa Concordia, ma non li fanno praticamente parlare… Non riescono a stare zitti. Sanno tutto loro e gli esperti non possono finire un ragionamento… Già!… “Un po’ di decenza?” Un po’ di silenzio”… Ecco cosa serve!…
Generalmente non riesco a guardare per intero la trasmissione giustizialista a senso unico “Arena” che va in onda alla domenica, purtroppo ad ora di pranzo. Il dott. Giletti crede forse di fare informazione, ma per me entra solo nel ruolo sgodevole di colui che pretende di avere sempre ragione in virtù del suo ruolo privilegiato. Oggi il tema era, manco a dirlo, il naufragio della Costa Concordia. Fra gli ospiti in diretta da Genova c’era una signora che in qualità di dipendente dell’equipaggio aveva coordinato gli sbarchi di salvataggio. Sembrerebbe che questa signora qualche giorno fa avesse scritto una lettera ad un giornale con la quale contestava alcuni conduttori televisivi, fra i quali anche il dott. Giletti. Da come si sono svolti i colloqui fra i due, ho avuto l’impressione che il motivo principale dell’invito fosse dovuto alla singolare sete di vendetta del conduttore televisivo. Caro dott. Giletti, non si parla così con le persone e soprattutto non si dovrebbe umiliarle come lei ha fatto trattando a pesci in faccia la sua interlocutrice senza nemmeno tentare di capire quello che la stessa le stava chiarendo. Se poi nel pentolone di impietoso accusatorio ci aggiunge la sua incomprensibile intolleranza dei pensieri altrui, ne esce che la sua diventi una trasmissione squallida composta di facili accuse d’effetto che lasciano purtroppo l’amaro in bocca e non chiariscono per nulla i dubbi generali sugli avvenimenti trattati. In certe situazioni bisognerebbe esserci passati per capire come potrebbero essere andate veramente le cose, ivi compresi una disgrazia delle dimensioni di un terremoto o di un naufragio, entrambi sicuramente non voluti da alcuno.
Come concludi il pezzo, serve intimargli il silenzio fuori dai tribunali
Vittorio hai ragione su Giletti, su tutto il baraccone televisivo e compagnie di giro squallide che si tuffano ogni volta, come lupi famelici, sui fatti di cronaca e tragedie investendo solo sulla loro esposizione televisiva e fregandosene altamente degli aspetti umani. Fortunatamente alcuni programmi di qualità riescono a stendere un velo pietoso e lasciano all’informazione a fare il loro compito.
Il risultato di questo clamour da discarica è sotto gli occhi di tutti. Ieri più di 3000 persone: coppie, famiglie, anziani, turisti della domenica sono sbarcati con le loro macchinine fotografice invadendo l’isola con la loro grassa e squallida curiosità. Fotografavano un relitto con ancora il suo carico di morti. Gli isolani infastiditi hanno invitato questa gente di non farsi più vedere, di lasciarli in pace e di portarsi via le loro buste di plastica, cartacce, bottigliette di birra e panini portati da casa. Bertolaso parla e fa il velenoso perchè sta in Italia per sua fortuna. In un altro paese civile starebbe in galera e zitto.
Si, è incredibile che ancora possa pontificare…
Chi fosse quel sincero democratico del Guidonazionale si sapeva da anni, senza attendere il teremoto a L’Aquila o il G8 in Sardegna come poi ci ha mostrato la memorabile inchiesta di Fabrizio Gatti.
Io ci ho provato nel mio piccolo a rilanciare un inchiesta di un giornalista in Campania, G. Abate anno 2008. Se non ancora prima del 2008.
Quella intercettazione su Repubblica, Corriere, Raiset non c’è MAI finita. Neppure a distanza di anni…neppure su media “minori”.
Per chi interessa eccola qui:
http://www.fiorigialli.it/dossier/view/7_lecologia-in-pratica/1292_no-a-bertolaso in rete si trova facilmente.
…il processo di Napoli -inchiesta “Rompiballe”- è avviato felicemente a prescrizione, come al solito in questo Paese dove per i reati più gravi finisce tutto a tarallucci e champagne.
I media neppure ne parlano.
E chi si ammalerà per gli 8 milioni di tonnellate di “eco”balle piazzate ovunque in discariche “legali” (http://www.youtube.com/watch?v=4Zonb7hcMHk o anche http://www.youtube.com/watch?v=TqtHI7z41CY&feature=related) e ILLEGALI in Campania? Ma che domande: sono ca*** suoi
Tante di quelle pedate nel culo flaccido, ma tante così tante… che vedrebbe la luce per la prima volta in vita sua.