Voi siete qui – Salviamo il piccolo Breznev della Padania
Basta co
n l’invasione! Con questa crisi economica non si può accogliere tutti! Vengono qui e pretendono di comandare. Si insediano nelle nostre belle città del nord. Hanno persino diritto alle case popolari, certe volte; li curiamo nei nostri ospedali senza nemmeno chiedere da dove vengono. Insomma, se proprio vogliamo essere compassionevoli, diciamolo una volta per tutte: i leghisti, aiutiamoli a casa loro! A Varese, a Monza, ad Adro. Gli paracadutiamo dei viveri, magari gli spediamo qualche libro, ma che stiano lì, nelle loro amate valli, a mangiare gli orsi, a far finta di fare il ministro: una targa in ottone e sono tutti contenti. Ha fatto più danni la Lega in trent’anni al nord che i Borboni in un secolo a Napoli. Non c’è italiano del nord, per quanto perbene, che possa andare in giro per l’Europa senza essere sbertucciato come elettore di Borghezio. E questo senza contare i riti pagani. Non solo l’ampolla del Po, Alberto da Giussano e consimili scemenze, ma anche il cerchio magico, Calderoli, Rosi Mauro la donna barbuta, il Maroni Bobo, per non dire del povero figliolo Renzo piazzato a guadagnare 12.000 euro mensili alla regione Lombardia dopo una vita di studi (sempre nella stessa classe, peraltro). E poi lui. Quella specie di Madonna Pellegrina che è il Bossi Umberto, ormai esposto alle plebi padane come una reliquia, un Breznev agonizzante, un Grande Timoniere simile a un pugile suonato che dice una cosa oggi e il contrario domani. E ogni tanto lo portano via nottetempo perché persino i fedeli mugugnano, povere bestie anche loro. Ora, finito di contribuire al disastro italiano questa bella classe dirigente di geni si rimette a cianciare di Padania. Al suo nord, ai suoi elettori, ai suoi fedelissimi, ha portato solo sfiga, disastro, tasse e depressione. Se la Lega farà la secessione come ha fatto il federalismo, avremo Bergamo in provincia di Viterbo. Niente di male, anzi, ma pensiamoci prima. Aiutiamoli a casa loro che, tra parentesi, è casa nostra anche quella, è Italia anche lì, finché dura.
Commenti (10)
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Fortissimo il passo: “per non dire del povero figliolo Renzo piazzato a guadagnare 12.000 euro mensili alla regione Lombardia dopo una vita di studi (sempre nella stessa classe, peraltro).”
Complimenti!
Bossi… Fortissimamente Bossi… Erano grida leghiste di vecchia data propagandistica. Oggi mi domando come una persona che si consideri parte di una società votata al cambiamento rivoluzionario delle proprie reali necessità, respinte fra l’altro a forza da una maggioranza della quale fa addirittura parte il ministro Bossi, politico che ingenuamente, ma speranzoso, aveva tanto acclamato, possa ancora pensare di dargli il voto. Che il leader leghista abbia poi messo sotto il sedere del proprio figliolo una sedia quotata 12 mila euro al mese non mi meraviglia più di tanto in considerazione della consolidata squalifica dell’etica morale in vigore oggi nel nostro tristissimo panorama politico. Mi dà invece molto fastidio il fatto che l’elettore “padano” (sic) non riesca ad indignarsi. La difesa puerile delle pensioni, come altre problematiche del tipo “ciapa ciapa al maruchein”, rientra nelle sue ben conosciute strategie politiche. Prima vota a favore del male per poi farsi bello iniziando la fasulla propaganda per eliminarlo, limitandosi poi a dire che non ce l’ha fatta… Oggi lo vediamo sul giornale in camicia bianca con lo spadone in mano attorniato da soldati padani in maschera… Noi facciamo sacrifici anche per pagare le multe del supero delle quote latte effettuato da alcuni disonesti dei suoi elettori, e lui, insieme ai suoi fedeli cortigiani senza diritto di pensiero autonomo, si divertono alle nostre spalle con pagliacciate medievali senza senso…
migliaia di miei, onesti, concittadini ha sacrificato per anni il proprio voto per mandarveli a Roma e voi adesso vorreste ridarceli indietro
non se ne parla neanche se solo provate a fargli oltrepassare il Po prendiamo i kalasnhikov e dichiariamo la secessione
Dio Po!
(bestemmia contestualizzata dal mons. Fisichella, già presidente dell’Accademia per la vita, il quale sostiene l’affinità dei principi etici tra la Lega caprona e la Chiesa de Roma… Dio Po, questo stregone di politico addobbato da albero di natale c’ha ragione da vendere! Non sarà che la comunanza è data dall’aggettivo “ladrona”?)
Tuttavia esploderanno, si prenderanno a spadate e a cornate tra di loro. Sanno che il condottiero dello stato di Banana sta cedendo di botto e loro rimarranno senza federalismo e con le mosche in mano. Maroni sta preparando il dopo. Calderoli cerca l’arroccamento con Breznev trascinato a mano da quella sorta di centurione (rosy bruno)e guardia del corpo. Tutta questa agitazione da mercato delle vacche, tra rutti, peti, spadoni, croci templari, magliette verdi e coriandoli verdi, serve solo per mettere sotto il tappeto il loro fallimento. Si accontentano delle pensioni e di tre finti ministeri al nord. Fanno pena e tanta rabbia insieme. Rappresentano neanche un terzo della fantomatica padania. E gli altri due terzi che aspettano a rincorrerli a calci, forconi, falci e coltellacci medievali? Ma ci rendiamo conto che Cisl e Uil si sono fatti sfilare anche l’unico baluardo e ragione di esistere: le pensioni e i dipendenti pubblici? Quei due squallidi personaggi (Angeletti e Bonanni)si che fanno rabbia in questa Italia decadente e misera.
Sono d’accordo con Edoardo, specialmente su Angeletti e Bonanni.
Sublime !!!
Graffiante Robecchi!
Tutto vero, mitico.
Notizie dal Chile. Fin quando si leggeranno queste notizie vuol dire che i satrapi e le lobby affaristiche mondiali e nazionali, per quanto forti di mezzi economico-mediatici, debbono sempre fare i conti con il desiderio di riscatto degli oppressi e degli sfruttati. Li è bastata una ragazza (Camilla Vallejo) del movimento studentesco per svegliare le coscienze. Qui, da noi, è bastato l’annuncio di uno sciopero nazionale a svegliare i malpancisti di destra, e alcuni di sinistra, per gridare allo scandalo e di remare contro i problemi del paese. Scrive il giornale che riporta la notizia: “Il Cile ha visto oggi la marcia più numerosa da 20 anni, nelle ultime 24 ore dello sciopero generale convocato dalla Centrale unitaria dei lavoratori per «un Cile diverso» ed in appoggio alla causa del movimento studentesco guidato da Camila Vallejo, mobilitato da mesi per un’istruzione «gratuita e di qualità». A decine di migliaia, studenti e lavoratori oggi hanno manifestato fianco a fianco in forma completamente pacifica, in quattro cortei colorati, con bandiere e striscioni, per chiedere un cambiamento radicale e profondo del paese, una «primavera» cilena, un cambiamento dell’attuale Costituzione, imposta dal regime di Augusto Pinochet.”
Quanti Bossi, Maghi di Arcore, Trote, marchionni, malpancisti di sinistra ci vogliono per fare una ragazza come Camilla VALLEJO????
Vogliamo ritornare ad essere un paese civile e onesto… lavorare tutti, studiare tutti, vivere tutti.
Fuori tutti i politici dall’Italia… noi da soli ce la faremo a ripartire.
Silkvana
Dolo (Ve) riviera del Brenta … i cui amministratori leghisti si sono dimostrati falsi e mafiosi