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Cuore, settimanale di resistenza umana, fu una straordinaria esperienza editoriale. Partito con quattro paginette verdi all’interno dell’Unità (in viale Fulvio Testi resistevano le ultime macchine linotype!), diventò in qualche mese un settimanale di culto da quasi 200.000 copie.

Il primo numero “autonomo” andò in edicola nel gennaio 2001. Serra alla direzione, Andrea Aloi, Piergiorgio Paterlini e “Tato” Banali nucleo fondatore. Poi arrivai io e poi, dopo il trasferimento a Bologna, altri bravi: Lia Celi, Luca Bottura, Carlo Marulli, Roberto Grassilli.

Per una breve ricostruzione (neutra ma abbastanza precisa) della storia di Cuore si può vedere la voce su Wikipedia, qui.

Quello che qui non si può vedere è la quantità pazzesca di idee che c’erano dentro. Rubriche che hanno fatto la storia, da "cronaca vera" a "niente resterà impunito", al "giudizio universale". Per non dire della varietà e qualità delle firme del giornale: il meglio della satira è passato di lì.

Cuore chiuse subito dopo l’esperienza alla direzione di Claudio Sabelli Fioretti (dal giugno ’94 al novembre ’96).
Ha ragione Serra quando dice che i giornali di satira hanno la scadenza scritta sopra, come lo yogurt, e dunque…

In ogni caso, lungimirante e luddista sin da quei tempi, pare che Cuore abbia visto lontano: la sua carta verdina è difficile da scannerizzare, il formato impossibile. Si potrà forse trovare qualche reperto d’archivio in queste pagine, se rimbalzerà dalla rete….

Vedremo…