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mer
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lug 14

Socialista, in guerra con la Cina, le svolte della destra-Pascale

A nemico che fugge ponti d’oro, si dice. E anche: il nemico che passa dalla tua parte è sempre benvenuto. E dunque possiamo anche urlare hurrà e viva-viva, al nuovo Silvio Berlusconi che “apre ai gay”, come si legge qui e là. Un piccolo passo per l’umanità, un grande passo per la destra italiana, un grosso affare per i fornitori di barzellette di Berlusconi, che dovranno rinnovare il copione, essendo le storielle sessiste e antigay largamente maggioritarie nel suo repertorio. Comunque, su un punto sono tutti d’accordo, funziona così:  la signorina Pascale detta la linea, l’intendenza segue, Silvio si accoda, i politici cattolici che non sapevano con quale moglie andare al Family day (la prima, la seconda, la terza) mugugnano un po’, ma si allineano anche loro. Perché la situazione della destra è questa: il capo non è lucidissimo, la sua ragazza sì, tocca adeguarsi al capo in mancanza di capi più credibili che però non ci sono. Stallo messicano, come nei buoni western e nei pessimi partiti.
E dunque via con le descrizioni della signorina Pascale come si parlasse di Evita Peron, e ormai si sprecano gli articoli e le ricostruzioni su come questa giovane Richelieu detti ormai la linea. Una che caccia Verdini dalla villa, una che tesse alleanze, una che crea il cerchio magico: in America ci farebbero una fiction, qui basta una commedia, i fagiolini troppo cari, i cagnolini, eccetera, eccetera.
Ora, dunque, non resta che sperare in nuove ardite trovate della signorina Pascale, cui seguirà l’assenso di Silvio, cui seguirà l’approvazione della destra tutta. Ecco qualche possibile scenario.
Agosto, Pascale e il socialismo. Attratta da Facebook e twitter, Francesca Pascale parla a Silvio delle meraviglie del mondo social. Quello capisce male perché è un po’ stanco e il giorno dopo proclama la nuova linea del partito: il socialismo. Forza Italia accetta la svolta con grande soddisfazione.
Settembre, Pascale e la guerra alla Cina. Seccata per un orlo fatto male, Francesca Pascale scopre che la sarta era cinese. Ne parla con Silvio, che capisce male perché è distratto e il giorno dopo dichiara guerra alla Repubblica Popolare Cinese, annunciando la leva obbligatoria per tutti gli iscritti al partito. Forza Italia, tra qualche malumore, accetta la svolta per senso del dovere e disciplina di partito.
Ottobre, Pascale la spedizione su Marte. Forte del suo sapere popolare, Francesca Pascale recita un vecchio proverbio: “Di venere e di marte non si sposa e non si parte”. Ne parla con Silvio, che capisce male perché è al telefono con Verdini e il giorno dopo annuncia la storica spedizione di Forza Italia su Marte. Con qualche distinguo (per Gasparri il pianeta è troppo rosso), Forza Italia accetta la sfida con entusiasmo e sprezzo del pericolo.
Novembre, Pascale e il respiro internazionale. Per meritoria ambizione a migliorarsi e imparare a scrivere correttamente “first lady”, Francesca Pascale decide di iscriversi a un corso di lingue. Ne parla con Silvio, che capisce male perché preoccupato dal processo d’appello a Milano e il giorno dopo annuncia: la lingua ufficiale della destra italiana sarà l’inglese. Forza Italia accetta la decisione del capo e parla in un comunicato di “signal of modernity”.
Ora, non è che posso fare tutto io, sia chiaro. Per cui ognuno si inventi, sotto l’ombrellone o nella pausa-cocomero, le nuove svolte consigliate da Francesca Pascale, applicate da Silvio e accettate da Forza Italia, un divertente gioco per l’estate che può riservare mille sorprese.

1 commento »

Un Commento a “Socialista, in guerra con la Cina, le svolte della destra-Pascale”

  1. Clon molta modestia, ci provo…
    Dicembre, Pascale e l’apertura vaticana alle donne. Per lo sfrenato desiderio di coprire il potere a 360 gradi, Francesca Pascale decide di insistere presso la Santa Sede per ottenere la concessione dell’investitura sacerdotale femminile. E’ il primo passo verso il trono di San Pietro anche per una donna. Ne parla con Silvio, che capisce male perché è indignato dall’arroganza della sua controfigura Renzi che rischia di superare il maestro in politiche farlocche. Il giorno dopo annuncia che i nuovi nati da famiglie di Forza Italia si chiameranno obbligatoriamente “Francesco/a”. Forza Italia accetta la decisione del capo e comunica alla stampa che finalmente ha trovato la strada per una vera politica di conversione generale verso la povertà predicata dal Santo di Assisi. L’on. La Russa, nel contempo, tira un grosso sospiro di sollievo. Coi nomi che ha per la testa per i suoi discendenti, è riuscito a scavarsela appena in tempo dal partito dell’ex Cavaliere.

    da Vittorio Grondona   - mercoledì, 2 luglio 2014 alle 09:00

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