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Mer
16
Apr 14

Berlusconi sarà pure finito, ma i terzisti non muoiono mai

A fare l’elenco sembra l’appello nel cortile di Sing-sing. Berlusconi Silvio, ovviamente, Dell’Utri Marcello (se fosse una serie tv sarebbe “il libanese”). E poi il vecchio Previti, anche se nessuno ne parla più. E poi i pesci piccoli: Tarantini, Lavitola eccetera (reparto ragazze & dossier). E poi altri simpatici figuri tipo Verdini Denis (reparto banche & riforme). E poi l’elenco è praticamente infinito e questa rubrichetta è lunga così, mentre invece il registro di Sing-sing è in più volumi, e tocca fermarsi qui. Voi aggiungete a piacere.
Dunque il partito che ha governato l’Italia per anni e anni ha attualmente il capo condannato e destinato in prova ai servizi sociali, un fondatore fuggiasco, un altro fondatore sparito dai radar ma potentissimo per qualche tempo (voleva fare il ministro della giustizia), e decine di collaboratori nei guai con la giustizia, compresa una tizia che viaggiava sull’aereo del presidente del consiglio e dopo qualche anno andava in giro per il mondo con 24 chili di coca nel beauty (cipria, ma tanta). Inutile star qui a fare l’elenco. Ora che li hanno presi quasi tutti e che i sondaggi ci danno una Forza Italia che si ritira come i ghiacciai con l’effetto serra, il problema si risolverà da sé, per estinzione.
Chi resta invece in servizio effettivo e permanente, ben saldi ai posti di comando, sono i famosi terzisti. Ricordate? Quei simpatici saltimbanchi del commento puntuto e del ditino alzato che per anni si sono barcamenati nel refrain dolce “Né col berlusconismo né con l’antiberlusconismo”. Quelli che prima “lasciamolo lavorare”, che poi “non è brutto come lo si dipinge”, e che alla fine “bisogna batterlo politicamente e non con le procure”. Insomma, quelli lì, sempre in mezzo al guado, sempre a metà strada, sempre prudentemente equidistanti tra i delinquenti e gli onesti, tra la banda di Silvio e chi ne denunciava le malefatte, sospesi come su un filo tra furbizia e favoreggiamento. Gente che faceva lezioncine e ammoniva, che tirava in ballo l’odio di classe e misteriose questioni antropologiche. Oggi, a chiusura di quel divertente (e costoso, però!) ciclo che fu l’epopea Berlusconi si può dirglielo: amici terzisti, le cose erano molto più semplici! C’era al potere una banda di lestofanti e voi, pur sapendolo, tifavate per loro per convenienza. Facile facile.
Ora naturalmente del terzismo italiano degli anni ’90-2000 non c’è più traccia. Restano i terzisti, in cerca di nuova occupazione, che non faticheranno a trovare, e ci faranno nuove lezioncine di ispida saggezza. Qualcuno si è arruolato nel potere nuovo nuovo, alcuni sono passati ad altro fischiettando come il palo che si allontana quando arriva la volante. Qualcuno esagera con lo zelo e si spinge a criticare il berlusconismo morente, con il coraggio di chi gonfia il petto e mostra i muscoli al safari, ma solo quando il leone è morto stecchito, e lui non ha sparato un colpo. Di norma è tutta gente che in quegli anni furibondi ha coltivato la propria carriera, accresciuto il proprio potere e raffinato l’arte di non dispiacere a chi comandava.
Ma rimane, sottotraccia, qualche prudenza. Non si sa mai. E se il leone si sveglia? Se era solo tramortito? Dopotutto, non sta facendo le riforme insieme allo scintillante funambolico nuovo che avanza? Amici terzisti, coraggio, è questione di tempo. Pochi mesi, forse settimane. Poi sarete liberi, finalmente, e avrete vinto la vostra battaglia. Potrete dire, come tanti piccoli Flaubert: “Ebbene sì, il berlusconismo c’est moi!”

5 Commenti a “Berlusconi sarà pure finito, ma i terzisti non muoiono mai”

  1. Robecchi, hai dimenticato Cosentino! Forse il meglio fico del bigoncio (lasciando da parte i Padri Fondatori).

    da Beppe De Nardin   - Mercoledì, 16 Aprile 2014 alle 09:14

  2. Ci hanno rotto le scatole per mesi… Per i servizi sociali occorrono garanzie di comportamento, pentimento e tante altre belle cose… E invece?… Invece basta il nome: Berlusconi e il gioco è fatto. Con qualche ora alla settimana presso coetanei a fare assistenza… Non prendiamoci in giro, scommetto che anche lì basterà solo la presenza. Di Berlusconi naturalemte, contorniato dal suo abituale codazzo di gorilla pronti a spiaccicare al muro il primo vecchietto che oserà avvicinarlo, magari per chiedergli in dono una dentiera… Stiamo “sereni”, quindi… Comunque andranno le cose, sarà sempre peggio per noi! Ci sarà sempre un politico che con sorriso sulle labbra ci tirerà il collo.

    da Vittorio Grondona   - Mercoledì, 16 Aprile 2014 alle 12:10

  3. Chi è costretto a vivere tra l’incudine ed il martello deve essere svelto ad evitare i colpi, altrimenti non dura .
    Se cambia il martello devi adattarti ancora prima del primo colpo altrimenti sono guai …
    L’incudine cambia poco, sta lì stoicamente a prendere colpi …
    Vittorio, che ci sia una favola a proposito ?
    Ciao Vittorio!

    da Marco da Zurigo   - Mercoledì, 16 Aprile 2014 alle 15:01

  4. Calvi mordet musca nudum caput.(…)

    Il calvo e la mosca
    La mosca morse la testa nuda di un calvo,
    che tentando di ucciderla si diede un forte schiaffo.
    Allora essa ridendo: “Hai voluto vendicare con la morte
    la puntura d’un volatile piccino; che fai per te,
    che all’offesa hai aggiunto la beffa?”
    Rispose: “Con me facilmente ritorno in amicizia,
    perché so che non ci fu idea di danneggiare.
    Ma te, malvagio essere di una razza disprezzata,
    che ti compiaci a bere sangue umano,
    vorrei ucciderti anche con maggior danno.”
    Con questa testimonianza è bene che sia dato perdono
    a chi sbaglia per caso. Ma chi è nocivo per decisione
    giudico che quello sia degno di qualsiasi pena.
    Da Fedro

    da Vittorio Grondona   - Giovedì, 17 Aprile 2014 alle 00:56

  5. Bravo Vittorio!
    Una fiaba al giorno leva il medico di torno!

    da Marco da Zurigo   - Giovedì, 17 Aprile 2014 alle 12:45

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