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Goebbels ha un impegno e Pinochet rinuncia: Santanché verso la vicepresidenza della Camera

Difficile un’equa distribuzione dei sottosegretari: i venusiani pretendono due poltrone e si scontrano con il veto degli sherpa tibetani. Napolitano media. Il PdL lancia segnali di disponibilità al centro sinistra: “Noi non interferiamo: il centrosinistra può scegliere in piena libertà l’attrezzo affilato con cui tagliarsi i coglioni”.

A una settimana dall’ insediamento del governo Letta, a Palazzo Chigi si respira aria di soddisfazione: “Non ci aspettavamo di durare tanto”. Ma la tranquilla navigazione del governo è ora messa alla prova dalla consueta battaglia per i sottosegretari. Dovrebbero essere una settantina, ma le pressioni che vengono dalla componente kirghisa del governo, da Alpha Centauri e dalle minoranze di lingua vallona faranno probabilmente lievitare il numero. “E’ sempre così con le larghe intese – dice un latifondista boliviano che punta a diventare viceministro delle politiche giovanili – più sono larghe e più servono poltrone”. I montiani, per esempio, pretendono otto viceministri, due commissioni e un posto da barista alla buvette. Rispondono a muso duro dal PdL: “Ci spettano trentadue sottosegretari, sei questori della Camera, cinque elettrauti specializzati e due shampiste”. Ma il Pd fa sapere: “Non scherziamo, per competenze e merito le shampiste spettano a noi”. Si discute molto anche sulla vicepresidenza della Camera. “Goebbels – dicono al PdL – ha un impegno, quindi proporremo Santanché”. “Peccato – ribattono al Pd – Goebbels andava benissimo. In quel posto è sempre meglio un moderato”.

10 commenti »

10 Commenti a “Goebbels ha un impegno e Pinochet rinuncia: Santanché verso la vicepresidenza della Camera”

  1. A palazzo Ghigi si respira con “viva e vibrante soddisfazione”… In questa occasione di larghe intese la difficoltà maggiore di dividere le poltrone fra l’esercito degli “inciuciatori” è quella di staccarle dal sedere delle vecchie glorie parlamentari che se la sono incollata al sedere. Non sembra strano che chi ha partecipato alle primarie del PD per la corsa a premier sia stato completamente messo da parte dal partito favorendo al loro posto il vice del vincitore che a quelle primarie non aveva partecipato?… Di solito se sbaglia il capo, anche il suo vice ha le sue brave responsabilità… Misteri della vibrante soddisfazione!…

    da Vittorio Grondona   - domenica, 5 maggio 2013 alle 10:02

  2. Mentre Pdl e Pd se le contendevano, le shampiste sono state sequestrate dalla Borletti Buitoni!

    da Chiara   - domenica, 5 maggio 2013 alle 11:25

  3. In questi giorni si è parlato molto del (presunto) valore simbolico della rinuncia al sacrosanto elementare diritto del voto politico. In ogni caso personalmente ritengo non ragionevole la rinuncia volontaria di tale diritto, frutto di lotte anche cruenti per la sua conquista sociale. Detto questo, io penso che l’astensione sia in sostanza stimolata ad arte mediante singolari idiozie inserite dai politici per opportunità di parte nelle leggi elettorali che finora si sono alternate nella nostra Repubblica. E’ davvero squallido recarsi alle urne in un contesto dove sia òposskibile il rischio di non essere poi rappresentati in Parlamento. I voti inferiori alle percentuali previste sono infatti drammaticamente perduti. D’altronde non è nemmeno concepibile pretendere che ogni partitino sia comunque rappresentato in Parlamento. Come conseguenza di tali storture politiche si determina l’obbligo distorto per i partitini di cercare prima della consultazione compromessi con le rappresentanze di sicuro successo. L’on. Casini, per esempio, che ci fa ancora in Parlamento?… Contribuirà a legiferare per l’intera Nazione nonostante i pochissimi fedeli amici rimasti in UDC che l’hanno votato?… E’ la legge, bellezza!… Come si potrebbe fare allora per rivalutare il voto di tutti in un sistema dove per costituzione non è possibile limitare a priori il numero dei partiti ammessi? Io butto lì il mio pensiero. Vedrei sufficientemente democratico il sistema dell’imbuto col ricorso al ballottaggio finale fra i due partiti di maggiore consistenza numerica risultata nella prima votazione globale, vietando non solo le coalizioni pre-voto, ma anche e soprattutto gli antidemocratici premi di maggioranza. Nel contempo vedrei di buon occhio il ripristino delle preferenze solo nella tornata finale. In questo caso il Paese avrebbe un sicuro vincitore; una precisa rappresentanza popolare scelta in base a programmi di lavoro esplicitati in campagna elettorale dai singoli aspiranti deputati; un governo stabile per l’intera legislatura, salvo ovviamente le sempre possibili complicazioni di gestione politica in itinere.

    da Vittorio Grondona   - lunedì, 6 maggio 2013 alle 11:19

  4. @Vittorio: Apriti cielo, ancora a redarguire l’astensionismo.
    Se avessi un euro per ogni volta che ho dovuto difendere il mio non-votare! (ovvero da quando ho acquisito il diritto a farlo). Cerco di farla breve:

    1) Spiegazione terra-terra: tra i partiti attualmente esistenti non ce n’è mezzo al quale potrei dare il mio voto senza vergognarmi. E votare per il “meno peggio” è una filosofia che non mi appartiene, è un ricatto (oltre che una cazzata). Molto semplice, no?

    2) Spiegazione “ideologica” [fai un respiro profondo, Chiara]: sebbene purtroppo siano in molti a crederlo, non tutti quelli che si astengono lo fanno per pigrizia/ menefreghismo/ ignavia. Incredibile ma vero, per molti astenersi è una scelta ragionata! Non ho nessuna voglia di mettermi a fare lunghi sproloqui, quindi butto qui solo alcuni concetti chiave (a costo di essere accusata di “elencare slogan altrui”): contrarietà al sistema maggioritario, contrarietà al sistema rappresentativo, scarsa fiducia nelle istituzioni, scarsa fiducia negli uomini che le incarnano, senso di prurito evocato dalla parola “potere costituito”, desiderio di delegittimarlo, anarchia portami via.

    La rinuncia al “sacrosanto elementare diritto del voto” (ossignore) è ben altro che veicolo di un “presunto valore simbolico”. E per molti è tutt’altro che “non ragionevole”. Mi piacerebbe che la scelta di chi non vota fosse rispettata (per quanto non condivisa), come io rispetto (e non condivido) la scelta di chi invece vota. Ossequi.

    da Chiara   - lunedì, 6 maggio 2013 alle 12:23

  5. forse è persino il post adatto per far notare che abbiamo appena avuto un indizio della vita dopo la morte.Appena la vedova di Borsellino ha parlato in un tribunale celeste,gli dei hanno chiesto,non senza fatica,la restituzione dell’anima a Giulio Andreotti.Una prece

    da diamonds   - lunedì, 6 maggio 2013 alle 17:11

  6. @Chiara
    Io ho espresso il mio pensiero nella consapevolezza che sto vivendo nello strano mondo politico che tu stessa hai descritto. Sono anch’io per il proporzionale, ma purtroppo mi sono reso conto che oggi non sarebbe funzionale proprio perché in molti non si riconoscono in alcun partito in circolazione. L’unica risoluzione per tutti sarebbe quella di fondare un partito personale… Mica male sarebbe per l’Italia un primato di 60 milioni di partiti… Pensa se un bel giorno saltasse fuori l’omino che conta, alto o basso che fosse, con o senza baffi, il quale, con la faccia più tosta di questo mondo, volesse imporre agli italiani l’abolizione definitiva del voto democratico non essendo più gradito alla maggioranza dei cittadini… Comando io e zitto, sarebbe la sgradevole conseguenza!… Non ho infine parlato di menefreghismo o di pigrizia, soprattutto perché non è mia abitudine criticare le convinzioni altrui. Le discuto, questo sì, cercando di difendere in prospettiva la mia libertà con argomenti il più credibili possibile. Contraccambio gli ossequi.

    da Vittorio Grondona   - lunedì, 6 maggio 2013 alle 17:42

  7. “forse è persino il post adatto per far notare che abbiamo appena avuto un indizio della vita dopo la morte.Appena la vedova di Borsellino ha parlato in un tribunale celeste,gli dei hanno chiesto,non senza fatica,la restituzione dell’anima a Giulio Andreotti.Una prece”

    bellissima!!!!
    Diamonds, dì la verità: sei Robecchi sotto mentite spoglie !!!! 😉

    da stella   - martedì, 7 maggio 2013 alle 11:04

  8. mercì Stellina(eh,credo che per essere Robecchi sotto copertura a mia insaputa dovrei perlomeno avere i tacchi del ganassa che vuole presiedere la convenzione per le riforme,e lo stessa mancanza di vergogna.Non si trattasse di me,direi pure che in quest’epoca dove dalle ideologie siamo passati senza soluzione di continuità alla tautologia direi che sarebbe anche potuto essere)

    da diamonds   - martedì, 7 maggio 2013 alle 17:24

  9. @chiara “contrarietà al sistema rappresentativo”: al suo posto, cos’altro , realisticamente parlando? te lo chiedo senza intenzione polemica, ma per sincero interesse

    da adele5   - giovedì, 9 maggio 2013 alle 08:41

  10. @Adele: al sistema rappresentativo preferisco il suo opposto, ossia la democrazia diretta.
    Ovviamente ne vedo pregi e difetti, numerosi entrambi. E dato che mi chiedi di parlare “realisticamente” aggiungo che, ad oggi, non la ritengo pienamente attuabile. Ma, considerata l’innegabile crisi del sistema rappresentativo, credo si dovrebbe procedere il più possibile in questa direzione.

    Il dibattito in merito è lungo e complicato (io stessa cambio opinione frequentemente!) quindi non mi dilungo ulteriormente. Anche perché mi sento in colpa ad abusare di questo spazio per dibattiti che non riguardino gli articoli di Robecchi.
    Se il tema ti interessa, però, ti suggerirei di leggere “La democrazia diretta” di Giuseppe Rensi, sempre molto attuale.

    da Chiara   - martedì, 14 maggio 2013 alle 13:49

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