Beppe Fenoglio (1 marzo 1922 - 18 febbraio 1963) ha raccontato la pagina più nobile della storia recente italiana senza retorica e senza finzioni. Senza indulgenze, critico e ironico. Eppure combattivo. Sulla sua lapide c’è scritto: "Beppe Fenoglio, partigiano e scrittore". Il suo Johnny ci manca tanto, così come quella sua scrittura piana che non ha niente di epico e proprio per questo è così viva. La sua Resistenza fu un eroismo dovuto, senza fronzoli, una faccenda di marce e scarponi e imboscate e una vita di stenti e di fatica che ognuno avrebbe preferito evitare e che pure era giusto e doveroso fare. Qui c’è la sua figurina, preziosa, perché ci ricorda che abbiamo fatto - noi italiani
- anche cose di cui non vergognarci. Tanto tempo fa. Ciao Beppe. Buona visione.
FIGU – Album di persone notevoli. Un programma di Alessandro Robecchi e Peter Freeman. Produttore esecutivo: Erica Vitellozzi. In redazione: Cristiana Turchetti, Paolo Zappelloni, Paola Ippoliti. Stagione 2009-2010, Rai Tre.


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Grazie Alessandro, bello vedere che si ricordi di uno scrittore che non sempre è rievocato per come merita. Voglio qui, se permetti, far parlare lui e il suo portentoso stile, attraverso Johnny, quando decide di andare a fare il partigiano.
“Partì verso le somme colline, la terra ancestrale che l’avrebbe aiutato nel suo immoto possibile, nel vortice del vento nero, sentendo com’è grande un uomo nella sua normale dimensione umana. E nel momento in cui partì si sentì investito - nor death itself would have been divestiture - in nome dell’autentico popolo d’Italia, ad opporsi in ogni modo al fascismo, a giudicare ed eseguire, a decidere militarmente e civilmente. Era inebriante tanta somma di potere, ma infinitamente più inebriante la co-scienza dell’uso legittimo che ne avrebbe fatto.
Ed anche fisicamente non era mai stato così uomo, piegava erculeo il vento e la terra”.
da Gianpietro Manente - Lunedì, 18 Febbraio 2013 alle 13:16
troppo tempo fa…….grazie di mantenerci la memoria!
da isabella negri - Lunedì, 18 Febbraio 2013 alle 15:41
Bella storia
da ab - Lunedì, 18 Febbraio 2013 alle 18:05
Grazie Alessandro, Il partigiano Johnny fu uno dei pochissimi libri - si contano sulle dita di una mano - che mio padre, comandante partigiano e socialista, mi consigliò. Non mi parlava della guerra partigiana, in questo modo mi comunicò che la guerra è un orrore, anche se a volte giusta e necessaria. Un grande abbraccio. P
da Paola Bensi - Martedì, 19 Febbraio 2013 alle 00:52