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Sab
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Feb 13

Quando Giannino fece gol al Real

L’istinto suggerisce di non accanirsi, di apprezzare l’autodafé e le dimissioni a metà (cioè da presidente, ma non da candidato), che di questi tempi sono già una gran cosa. E però qualcosa nel caso di Oscar Giannino ci preoccupa. Una laurea inventata, e vabbé. Un’altra laurea di fantasia, e ri-vabbé. Quanto al master alla scuola degli economisti di Chicago, non averlo conseguito è un titolo di merito, se si pensa a che razza di genìa erano quei ceffi nipotini di Milton Friedman, e conosco certi amici cileni che vorrebbero farci una chiacchierata (io li odio, i liberisti dell’Illinois!). Ma farsi smentire dal Mago Zurlì su una vantata e mai avvenuta partecipazione allo Zecchino d’Oro è troppo per chiunque. La pietà è una bella cosa, ma non funziona se si è piegati in due dal ridere.
Il timore, per noi umili cronisti, lo sapete, è sempre quello di prendere il “buco”, di scoprire che domani qualche giornale pubblica notizie che noi non abbiamo. E questo ci obbliga a portarci avanti col lavoro.
Per esempio, non è vero che Giannino assistette da vicino all’omicidio Kennedy, come ha più volte sostenuto: quel giorno era a Viterbo, quindi il suo ruolo di supertestimone della commissione Warren traballa un po’. E’ vero che nelle foto sgranate di Dallas si vede un tipo vestito come il nonno dell’abate Faria, ma non era lui.
Non abbiamo trovato sue tracce nelle formazioni di Barcellona, Real Saragozza e Atletico Bilbao, dove pur dice spesso di aver giocato in gioventù con buoni risultati (addirittura una tripletta al Real Madrid, sostiene, pur facendo il portiere). Una cosa è sicura, abbiamo controllato accuratamente: non è stato Giannino a inventare il Moplen, anche se se ne vanta spesso con gli amici Napoleone e Giulio Cesare, che gli credono sulla parola quando si scordano di prendere le pillole. Molti dubbi anche sulla sua carriera di chef come assistente del re dei cuochi Ferran Adrià per cui creava – si legge nel curriculum – “la famosa emulsione di cozze e segatura di faggio con l’azoto liquido”. Di sicuro si sa che in passato votò per Berlusconi, attratto dalle sue convinzioni liberali, il che conferma la nota teoria che i mitomani si attirano a vicenda.
E’ invece certamente realizzata con le decalcomanie la pergamena appesa nel suo studio, che certifica il premio Nobel per la chimica vinto nel ‘91 per la messa a punto del processo di trasformazione del moscato in idrocarburi. E’ vero però che scriveva sul Foglio e su Libero, e questo non alleggerisce la sua posizione.
Non è vero, come disse una volta in tivù, che trovò impiego come controfigura di Zorro, a Hollywood negli anni Cinquanta. Dove del resto non interpretò la famosa domestica di colore di Rossella O’Hara in Via col vento, come ha sostenuto durante un comizio a Carugate. Un fax della Nasa smentisce l’accreditata teoria di Oscar Giannino terzo uomo sulla Luna: “Se ci è andato – dicono da Cape Canaveral – lo ha fatto con mezzi suoi, noi non ne sappiano niente, chiedete all’economista Zingales che ha una bella macchina”.
Purtroppo in così pochi giorni non siamo riusciti a controllare tutto, per cui accettiamo con beneficio d’inventario alcuni punti della sua biografia: massaggiatore di Carlos Monzon prima dell’incontro con Nino Benvenuti, paroliere di Fred Buongusto dal ’67 al ’74, guerrigliero ceceno e negoziatore segreto ai tempi del rapimento di Paul Getty Junior. Può essere che sia tutto vero, dannazione, lo scopriranno sicuramente colleghi più bravi di noi. Peccato.

5 Commenti a “Quando Giannino fece gol al Real”

  1. Difatti: Giannino è una creaturina berlusconiana come Minzolini, Lupi, Carfagna, e tutti gli altri della banda di misere comparse d’attori falliti. Son tutti usciti dal corso per professionisti politici Pdl: spara una balla, e credici fino in fondo.

    da ab   - Sabato, 23 Febbraio 2013 alle 10:41

  2. Buffissimo! Il massimo è il viaggio sulla Luna organizzato in proprio! E chi lo sa!? Ma io, un dubbio l’ho sempre avuto…c’è stato un tempo dove vestito così, come il nonno dell’abate Faria, forse con un ombrello accanto a sé, frequentava solamente pochissimi studi televisivi e diceva un mare di stupidaggini e mi chiedevo, ma questo, ma non si vergognano ad intervistarlo quei pochi che osano? Mi pareva quasi che lo facessero per mettere alla berlina lui, guardate! Lo vedevo come una vittima del sistema dei media. Ma che lo lasciassero in pace, tranquillo tra i suoi. Quei suoi, poi, sono diventati sempre più numerosi e lui lo si vedeva ormai dappertutto, il passo successivo quale poteva essere se non la candidatura a presidente del consiglio d’Italia? Un pò come quel Massimo Sechi, direttore de Il Tempo, se non sbaglio, che abbiamo, a bocca aperta, ascoltato quando difendeva tutto quello che riguardava Berlusca e poi, candido, candido, anche se sempre un poco strabico, combattere a fianco del “nuovo” (Berlusconi) cioè Monti?

    da Tiziana   - Sabato, 23 Febbraio 2013 alle 11:13

  3. “Non interpretò la famosa domestica di colore di Rossella O’Hara in Via col vento”
    Di questo non sarei così sicura. D’altronde, come ci ha fatto notare Gramellini, la parlata è quella!

    http://www.lastampa.it/2013/02/19/cultura/opinioni/buongiorno/fare-per-fermare-il-giannino-FGQbcioKFPwffGceS9HpiP/pagina.html

    da Chiara   - Sabato, 23 Febbraio 2013 alle 11:21

  4. Simpatico. Una precisazione: come ribadito fino allo sfinimento in questi giorni, non poteva più dimettersi da candidato pena l’esclusione della lista. Il movimento Fare, per quanto abbia scelto inizialmente il rappresentante meno adeguato, è un progetto al quale hanno aderito anche economisti seri, professori veri e tanta gente comune che, se la lista fosse stata cancellata, avrebbero scelto l’astensione e perso la possibilità di esprimere un voto da cui sentirsi rappresentati.

    da Emme   - Sabato, 23 Febbraio 2013 alle 11:49

  5. Quando si dice: sognare ad occhi aperti…

    da Vittorio Grondona   - Sabato, 23 Febbraio 2013 alle 19:18

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