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31
lug 11

Voi siete qui – Tremonti, un giallo che non funziona

Gentile editore, le invio una breve sinossi della trama del mio prossimo giallo a sfondo politico. Cordiali saluti.
Il ministro del Tesoro, capo della Guardia di Finanza, si sente pedinato dalla Guardia di Finanza. C’è il fondato sospetto che il Presidente del Consiglio ce l’abbia con lui, il che lo spinge a pagare l’affitto ogni settimana in contanti a un inquisito suo amico, e a sostenere che è tutto regolare, pur essendo una cosa che se fai nella vita vera arriva la Guardia di Finanza e ti fa un culo così. Quale Guardia di Finanza? Quella che tifa Tremonti o quella che tifa Berlusconi contro Tremonti? Sempre che l’affitto non lo pagasse invece il solito imprenditore, come da verbali, e allora la Guardia di Finanza dovrebbe andare anche da lui. Abbiamo abbastanza Guardia di Finanza in Italia o dobbiamo prendere degli stagionali? In ogni caso, la giusta esigenza di Tremonti di non dormire in una caserma della Guardia di Finanza, dove non si sentiva sicuro, lo ha spinto a dormire a casa di Milanese, dove invece si sentiva sicuro. Sicuro di fare una figura di merda. Nel frattempo il Presidente del Consiglio, quello che ha amici nella Guardia di Finanza che forse spiavano e pedinavano il ministro del Tesoro capo della Guardia di Finanza, è minacciato di morte da Gheddafi. Senza dubbio una mossa pubblicitaria: ora Gheddafi starà simpatico a tutti. O forse solo un modo per sviare l’attenzione e confondere chiunque, compresa la Guardia di Finanza, che non sa più chi pedinare: Tremonti? Gheddafi? L’imprenditore che paga l’affitto? Tutti si aspettano da un momento all’altro le dimissioni di qualcuno, ma siccome l’economia traballa e i famosi mercati ci cacano in testa, nessuno si dimette. Fine.
Gentile Robecchi, la sua trama fa schifo, non è credibile, è troppo assurda. Affitto in contanti? Pedinamenti? Va bene la fiction e la fantasia, ma non esageriamo! Quale paese potrebbe sopportare tanto senza cominciare una sommossa? Cordialmente, l’Editore.

4 commenti »

4 Commenti a “Voi siete qui – Tremonti, un giallo che non funziona”

  1. Bella Robecchi!

    da Tarkus   - domenica, 31 luglio 2011 alle 10:59

  2. mmm…è vero che la trama fa un po’ schifo, ma dipende più che altro dai protagonisti, che andrebbero cambiati. Per il resto, non che mi dispiaccia: secondo me il colpevole è uno tra Feltri, Belpietro, Sallusti, Fede, e coso, quello là, quello del tg5, quello dei calzini turchesi.
    Resta poi da chiarire il ruolo del generale Speciale: è lui che ha portato i branzini? magari c’era dentro un microchip!
    :-)

    da giuliano   - domenica, 31 luglio 2011 alle 15:54

  3. Come dare torto al Ministro Tremonti. Non è proprio il massimo dormire in caserma!… Mi ricordo il mio servizio militare quando al mattino scendevo dalla branda e dovevo stare attento a non scivolare per la presenza di vero ghiaccio sul pavimento. Questo succedeva d’inverno al nord. Poi mi trasferirono in una caserma del sud… Coi topi si giocava a briscola, tanto per dire qual’era lo stato dell’arte di quest’ultima caserma… Una volta uno di quei roditori, probabilmente sfortunato al gioco, per vendicarsi agguantò velocemente la mia pagnotta di circa due etti che mi era accidentalmente scivolata a terra da sotto il braccio mentre ero occupato a portare il rancio a tavola. Io però ero un soldato di naia… Ma un ministro? Un po’ di decoro gli spetta di diritto… Mi sembra di capire che dove dormiva dopo avere abbandonato la vita di caserma costava 8.500 euro al mese… Forse anche l’On. Scajola si sarebbe chiesto: perché solo mille euro per un Ministro?… Ah, forse perché paga in nero esentasse?… No anche così la faccenda mi stona… E, sì, la vedo proprio buia la strada del Partito “degli” Onesti…

    da Vittorio Grondona   - domenica, 31 luglio 2011 alle 16:34

  4. “Vabbè, Alesandro, mo cosa vuoi, stiamo in ferie.Già non ce ne frega niente quando stiamo in città figurati ora”, direbbero in molti. Probabilmente Tremonti ha pensato proprio a questo: “stanno in ferie cosa vuoi cheglienefrega?”. Costui, il superministro, si scusa per la casa da 1000 euro a settimana messa a sua disposizione dal suo faccendiere privato, ora inquisito. Dice che si sentiva pedinato e spiato nell’alloggio della caserma della Finanza. In un paese normale sarebbe stata una notizia da prima pagina grave, scandalosa, dopo poche ore. Invece ci sono volute due giorni per farla puzzare bene con le mosche sopra. Tremonti dovrebbe rispondere al Copasir e in Parlamento. Se il più rappresentativo Ministro del governo spara una cosa simile deve per forza essere presa sul serio. Non bastano le scuse al generale della Finanza. Un corpo dello stato così non può essere “sputtanato” per faccende personalissime. Ma tanto il paese è in ferie e a loro va sempre l’acqua per l’orto. Siamo in mano a una massa di arroganti, incapaci, cinici, truffaldini, ominicchi. Ma il paese è in ferie. Ogni minchiata passa come le stelle cadenti, in un nanosecondo. Alessandro ha ragione l’editore, i colpevoli si conoscono bene, non c’è sorpresa, sono quelli del “processo lungo e della prescrizione breve” (geniali!!!).

    da EDOARDO   - domenica, 31 luglio 2011 alle 17:15

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