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Allarmi son fascisti! Un ministro allergico alle domande

Rocco Carlomagno pensava di poter fare una domanda a Berlusconi. Dico, bisogna essere davvero sprovveduti per tentare di fare una domanda a una conferenza stampa, no? Il ministro della difesa La Russa, memore del suo passato e rispettoso del suo presente, è intervenuto con la maschia autorità e il piglio da ardito. Non aveva con sé il fido manganello e ha dovuto fare tutto a mano. Italia, 2010. Ecco la sequenza fotografica.
Clicca sul camerata La Russa per vedere in azione un ministro della Repubblica Italiana.

49 Commenti a “Allarmi son fascisti! Un ministro allergico alle domande”

  1. La Russa è orrendo. Col passare del tempo sembra assumere le fattezze fisiche di un incrocio transgenico hitleriano-dannunziano. Al confronto Frankestein era un povero diavolo.
    Mi limito a considerazioni di ordine estetico perchè riguardo ad ogni altra considerazione sul personaggio politico le immagini parlano da sole. Degno rappresentante del partito del fare (schifo) in ogni senso. Che nausea

    da carlo.e   - Mercoledì, 10 Marzo 2010 alle 18:02

  2. come buttafuori La Russa ha un futuro, semprechè anche lui non finisca… dentro.

    da Rattazzi   - Mercoledì, 10 Marzo 2010 alle 19:01

  3. ke schifo di paese!

    da gennaro   - Mercoledì, 10 Marzo 2010 alle 19:53

  4. larussa è lo specchio esatto della situazione attuale, e non potrebbe fare di meglio nemmeno se volesse….

    da marco   - Mercoledì, 10 Marzo 2010 alle 20:22

  5. Il Partito dell’Amore
    fa sognare ogni cuore…
    Ma l’amore non è bello
    se non s’usa il manganello!…

    da Vittorio Grondona   - Mercoledì, 10 Marzo 2010 alle 20:23

  6. Se uno è fascista è fascista, e per lui non ci sono speranze. Poco altro da aggiungere. Un ministro della Repubblica Italiana….che schifezza.

    da Pietro   - Mercoledì, 10 Marzo 2010 alle 20:36

  7. Il solito squadrista da strapazzo. Ricordo quando girava per Milano con 2 dobermann per paura di prenderle, forte con i deboli e debole con i forti.
    Lo scandalo non e’ solo il berluska, ma tutta questa corte di servi sciocchi (scusate la tautologia) che lo circonda.
    Aveva ragione Montanelli: c’e’ gente che pagherebbe per vendersi.
    Che pena!

    da gianguido mussomeli   - Mercoledì, 10 Marzo 2010 alle 20:56

  8. ….nel mentre il prode la Rutta rivolgeva mminacce all’impaurito Carlomagno, questi, in un impeto di coraggio, lo apostrofava con un semplice ma netto:” ma ch’ist è scem”. Grandissimo e divertentissimo se non fosse per il fatto che il la rissa sia un ministro della repubblica delle banane. E non dimentichiamo l’altro famoso episodio successo a New York, quando il sempre giovane la rutta apostrofò con un volgare “sei un pedofilo” un giovane che gli poneva alcune domande. Merda

    da Giacomo   - Mercoledì, 10 Marzo 2010 alle 21:11

  9. avete visto e sentito la versione purgata di questo evento fornita del TG1 delle 20?!….emblematica quanto preoccupante

    da antonio   - Mercoledì, 10 Marzo 2010 alle 22:09

  10. Se questo e` un ministro.

    da Enrico Marsili   - Giovedì, 11 Marzo 2010 alle 00:15

  11. dopo che la squadra del capo e’ tornata a casa con 4 pere,il nostro ministro della difesa vuole dichiarare guerra al regno unito,pardon ad un tifoso del manchester reo di aver domandato a leonardo perche’ non ha giocato van basten.ciao ciao…. difendiamo la liberta’. ora e sempre resistenza.

    da Nik Rebelde   - Giovedì, 11 Marzo 2010 alle 00:28

  12. La Russa? Un whitedog che muove per impulsi pavloviani raccapriccianti: una bestia addestrata per aggredire, insomma; Tale era, tale rimane.

    da angela   - Giovedì, 11 Marzo 2010 alle 09:15

  13. Che squallore!!! Roba da CORTE DEI MIRACOLI dei MISERABILI. Scommetto, con tutti gli amici che scrivono su questo blog, la mia pensione di questo mese, che il giannizzero con la faccia truce, in arte LaRussa, al cospetto di un giornalista di 1,90 con due spalle così e due coglioni così se ne sarebbe stato seduto e buono come un agnellino. Durante il ventennio attaccavano in gruppo, mai da soli. E mo li freghi. Ve lo immaginate oggi quante pacche sulle spalle riceverà dai camerati? Ve l’immaginate i commenti da spogliatoio tra i banchi del Senato e Parlamento. Che discarica di monnezza è diventato questo paese!!!!

    da EDOARDO   - Giovedì, 11 Marzo 2010 alle 10:30

  14. Che il ministro La Russa o La Rissa si comporti da squadrista non può stupire. Lascia perplessi e sempre più pessimisti invece il comportamento dei presenti alla conferenza stampa. E’ vero che solo una collega del TGtre ha reagito indignata, mentre tutti gli altri sono rimasti buoni ai loro posti? A giudicare dal microspezzone di filmato trasmesso dal primo TGuno, un po’ ampliato nei TG successivi sotto la spinta delle concorrenti testate e di Internet, sembra proprio che le cose siano andate così. E’ triste dover riconoscere che siamo già pronti e proni al pensiero unico.
    Camillo Arcuri, giornalista

    da Camillo Arcuri   - Giovedì, 11 Marzo 2010 alle 12:13

  15. Eh già, Camillo Arcuri, quel che preoccupa ed indigna è la mancanza di solidarietà e profesionale e umana….assuefatti come sono ormai al peggio, a spettacoli indecenti ed indegni di una paese che ancora si vuol definire democratico! Si dà una conferenza stampa per far che….un soliloquio? Se gli altri presenti avessero avuto un briciolo di dignità e di amore per la professione che svolgono, si sarebbero dovuti alzare in massa e levare le tende..lasciondolo solo al suo vaneggiamento.
    Invece ho il sospetto che ognuno dei presenti abbia pensato…a me che me ne importa,peggio per lui…non sono affari miei e tengo famiglia.

    da mietta   - Giovedì, 11 Marzo 2010 alle 12:44

  16. Beh Caro Camillo… abbiamo un Presidente della Repubblica che si fa minacciare da un nano settantatreenne con il parrucchino e i tacchi, quindi direi che il limite l’abbiamo passato da un pezzo… a volte mi chiedo, ma perchè Presidente della Repubblica non è il povero e compianto Pajetta, a questo punto avremmo un Premier con un bel paio d’occhiali da sole!

    da Mauro Pigozzi   - Giovedì, 11 Marzo 2010 alle 12:57

  17. è vero che bossi ha commentato il fatto dicendo che non ci si può aspettare altro comportamento da un terrone ?

    da king Mob   - Giovedì, 11 Marzo 2010 alle 13:04

  18. Ignazio La Rissa..

    da LucaV.   - Giovedì, 11 Marzo 2010 alle 14:05

  19. Con gente di questa fattura non si scherza: hai voglia ad educarli stile Arancia meccanica con full immersion di immagini bucoliche dove il leone accarezza l’agnello o dove, come narrano fra l’altro le tanto citate sacre scritture, il caimano accompagna le gazelle all’altra sponda del fiume, dove l’ippopotamo dà una pacca sulla schiena al ragazzo zulu che incontra nella savana…
    Non ce la fai. Non c’è proprio verso di farglielo entrare in quella zucca marcia che la democrazia non è una dittatura, che governare non significa comandare, che le domande sono lecite, anzi necessarie (!) per avanzare in chiarimento, che il bene collettivo col cazzo che coincide con quello oligarchico ad personas… Non ci arrivano, via! Altro che corsi di recupero o alfabetizzazione…
    Dobbiamo rassegnarci alle antiche saggezze popolari se non vogliamo sfociare a breve in tragedia: così, come ci si presentano davanti individui dalla forma di Ignazzzio La Russa e camerati, dovremmo 1. acchiapparli per la collottola, 2. chiuderli in uno stanzino e 3. buttare via la chiave!
    (Sto provocando abbestia, ma non sarebbe semplice risolvere così la cosa? Ah, come si starebbe bene…)

    da ab   - Giovedì, 11 Marzo 2010 alle 17:41

  20. chissà dove vuole arrivare la rozza: ha un figlio che si chiama geronimo, si mette a litigare con Carlo Magno
    cosa dobbiamo aspettarci prossimamente ?

    da king Mob   - Giovedì, 11 Marzo 2010 alle 18:44

  21. Conversazione (vera) di circa un’ora fa, con un amico olandese:

    Bernd: “I’ ve seen Your prime minister…”
    Guido: “Not mine, sorry to say”
    B.:”Ah, well, I’ ve seen him on internet sending his bodyguard to kick out a journalist”
    G: “He is not his bodyguard. Well, under a certain perspective You can call him this way: he’ s the defence minister.”
    B: “Are You kidding? The defence minister is personally attending to the prime minister security when he’s in public? Is it a normal procedure in Italy?”
    G: “Look, there’ s nothing normal there anymore, unfortunately.”
    B: “Quite unbelievable. What’s his name?”
    G: “La Russa”
    B: “La Rissa?”


    G: “Yes, exactly”.

    D’altronde, capitemi, io ho pensato per un attimo di spiegargli che il ministro della difesa non presenzia alle uscite pubbliche del premier per compiti di sicurezza, ma ho pensato che era troppo complicato spiegare. Ultimamente, è sempre troppo complicato spiegare qualsiasi cosa relativa all’Italia.

    da gianguido mussomeli   - Giovedì, 11 Marzo 2010 alle 20:36

  22. ci impegnamo per le elezioni regionali? vogliamo dare a questa gente una batosta democratica?

    da rino   - Giovedì, 11 Marzo 2010 alle 23:43

  23. @ Rino,
    carissimo sai bene che le persone dotate di responsabilità civile si armeranno per l’ennesima volta di tutte le rimozioni del caso e, tappandosi tutti gli sfinteri, andranno a votare con l’amara consapevolezza che, dopo l’ennesimo spoglio, il loro gesto sarà spogliato interamente di ogni significato democratico.
    Il blocco monolite schiaccerà ogni sfumatura, ogni piega sarà compressa e, nessuno fra i veri potenti lancerà un J’accuse! violento contro questa legge elettorale “porcata”, che non garantisce affatto la rappresentatività generale quanto l’arroganza infame del più forte.
    Dalla buona filosofia illuministica e dalla buona scienza contemporanea sappiamo invece che in natura tutto è proporzionale: sai bene difatti che esiste una larga parte del popolo italiano che non si riconosce negli attuali schieramenti, intenzionalmente sordi alle urla più giuste. Ciononostante si continua il teatrino dell’assurdo, un metalivello si direbbe, completamente dissociato dalla realtà dei fatti; è una follia che si ripercuote sulla vita dei singoli individui e li spossa togliendo loro la via su cui procedere. Aspettando Godot, noi responsabili e consapevoli e sconsolati andremo comunque a votare sapendo bene che in questo Paese labirintico, ogni atto di votazione popolare fa parte di un sistema di falsificazione pensato a tavolino cosicché ogni fievolo passaggio probabile per risollevarci viene tassativamente cancellato.
    Perché l’Italia ha in odio la gioventù (non solo quella anagrafica, intendo, ma quella più ampia ed espressa dalle menti illuminate ed emarginate)???
    Se questa è vitalità civile, io sono Angelina Jolie.
    Dobbiamo tornare in piazza in modo costante, dedicare del tempo prezioso al bene collettivo parlando e guardandoci negli occhi, sentendo la puzza che ha invaso le nostre città decadute e concependo la democrazia come partecipazione e cittadinanza critica altrimenti tutto è vano come osservare un pendolo che muove da un estremo all’altro senza errori di sorta, innaturalmente.

    da ab   - Venerdì, 12 Marzo 2010 alle 11:07

  24. Diversamente dai miei costumi lo sciopero oggi non l’ho fatto….a babbo morto non mi significa niente! Bisognerebbe manifestare ogni santissimo giorno e prima che si prendano dei provvedimenti infausti di tutti i tipi…tanto già si sanno prima!Quì tutti i nostri indegni politicanti, indistintamente, dovrebbero capire che non è questo il modo di gestire un ordinamento democratico…e soprattutto, come ben dice Rpobecchi, urge che gli italiani si riapproprino delle loro città, delle losto istituzioni, controllino,contestino decisioni ignobili, insomma si facciano parte diligente…come avviene in altri paesi europei. I cittadini lì pagano le tasse ma vogliono, esigono di vedere i risultati…e che i loro rappresentanti si comportino dando esempio di moralità e impegno….altro che storie!

    da mietta   - Venerdì, 12 Marzo 2010 alle 12:39

  25. A proposito del passato glorioso del camerata Ignazio:
    ricordate la scena iniziale del capolavoro di Marco Bellocchio: “sbatti il mostro in prima pagina” (1972)?
    http://www.youtube.com/watch?v=0BpW_XRhbJ8
    E’ un campione di coerenza!

    da Marco   - Venerdì, 12 Marzo 2010 alle 12:46

  26. Intanto, ecco come continuare ad avvelenarsi il fegato….

    Inchiesta a Trani, telefonate per bloccare Annozero
    “Berlusconi fece pressioni su Tg1 e Agcom”
    E commentando le pressioni del capo del governo Masi (pensa te!!!!) avrebbe commentato: “Manco nello Zimbabwe…”

    da mietta   - Venerdì, 12 Marzo 2010 alle 12:48

  27. Quando una maggioranza sforna una legge elettorale, riconosciuta dallo stesso ideatore una “porcata”, criticata poi in ogni suo punto dall’opposizione di turno e dal popolo di buon senso, la sua cancellazione è il minimo che uno si aspetta una volta passato di mano il comando amministrativo del Paese. Ebbene, il governo Prodi non l’ha cancellata. Perché?… Non è quindi solo il conflitto di interessi che quel governo si era dimenticato di disciplinare… E’ palese pertanto il fatto che in Italia le cose che fanno comodo a chi comanda difficilmente cambiano. Lo sbarramento al 4% alle ultime europee, per esempio, parla chiaro sul fatto che i partiti maggiori vogliano in sostanza papparsi tutta la torta politica facendo credere al popolino che è per il suo bene. Come se non si fosse invece capito lontano un miglio che col sistema delle nomine il potere assoluto nel paese era destinato a passare di fatto nelle mani di pochissime persone, alla faccia della tanto decantata democrazia… Intanto constatiamo ancora oggi quanto sia difficile l’eliminazione della prepotenza fascista. Anche nella politica. Vedere un Ministro atteggiarsi a buttafuori è ridicolo e dannatamente incredibile non solo in Olanda, ma in ogni altra parte del mondo civile. Un ministro della difesa, poi… Un ministro della difesa che perde le staffe per così poco… A parte quest’ultime considerazioni che mi bruciavano sulla lingua, ritornando al tema iniziale del mio discorso, consiglio a tutti coloro che come me sono stufi di questo andazzo politico, scandalosamente “inciucioso”, di pretendere che nei prossimi programmi di sinistra siano chiarite in modo inequivocabile le intenzioni in merito soprattutto alla manomissione della nostra bella Costituzione, alla legge elettorale, al conflitto di interessi, alle leggi ad personam…

    da Vittorio Grondona   - Venerdì, 12 Marzo 2010 alle 13:27

  28. Il legittimo impedimento… E’ una legge “ponte” in attesa che venga cambiata la Costituzione… Vi pare che questa sia una legge costituzionale? Ad orecchio mi sembrerebbe proprio di no!… Le leggi di questo governo, ideate a palese favore del sultano, imposte fra l’altro con la fiducia, hanno lo scopo di allontanare ogni volta i processi dell’amato duce. Se anche quest’ultima iniqua trovata verrà dichiarata incostituzionale, chi se ne importa… Ne faranno un’altra, poi un’altra ancora… E così fino a quando anche la prescrizione non ne potrà più delle sospensioni e le cascheranno dalla stanchezza le braccia in terra… Iter decisamente democratico e civile!… La Lega Nord, nel frattempo, coerente come le trombe d’aria ed i terremoti, sarà ancora impegnata alla ricerca della “tolleranza zero”…

    da Vittorio Grondona   - Venerdì, 12 Marzo 2010 alle 13:58

  29. @Vittorio Grondona
    Non che tu abbia torto, anzi…ma come facciamo a “pretendere che nei prossimi programmi di sinistra siano chiarite in modo inequivocabile le intenzioni in merito soprattutto alla manomissione della nostra bella Costituzione, alla legge elettorale, al conflitto di interessi, alle leggi ad personam”?…Mi sembra che nello scorso governo anche Prodi di promesse ne avesse fatte…e poi? E’ vero che si è trovato tra l’incudine ed il martello (estrema sinistra e il ceppalonide)ma quale legge hanno tentato di abrogare? La prima cosa…l’indulto..ma vaaa!
    Io per es. ora avrei come candidata la Bonino…e a me non piace! Ha portato avanti tante iniziative giuste, per carità, ma su altri argomenti proprio non concordo cominciando dalle privatizzazioni per arrivare al fatto che tra i suoi sostenitori ha una brigatista..che ha scontato la pena ma sempre tale rimane.E allora? E poi quale sarebbe il suo programma…privitazzare la sanità? Non ci sto. Ecco la difficoltà…non potersi riconoscere neanche nei candidati della propria parte…a dover votare solo per ostacolare l’attuale feccia è troppo poco…voterò, ma con scontento.

    da mietta   - Venerdì, 12 Marzo 2010 alle 14:33

  30. 1. Dati alla mano, l’elettorato italiano (nonostante i criminali bombardamenti mediatici andati a segno nel corso degli ultimi decenni con il benestare di D’Alema e compagni di merende), ha SEMPRE dimostrato di non riconoscersi nel calderone di due grandi schieramenti duellantisi (?) o brutta copia della democrazia americana.
    Segue di necessità la frantumazione dell’unico argomento ribollito che ci hanno fornito i servi del padrone in tutti questi anni.
    Berluskoni col cazzo che ha la maggioranza!

    2. Numeri alla mano, il popolo italiano c’è, come giustamente titolava giorni fa Il Manifesto; ed è MIGLIORE della sua classe dirigente trasversale, un’oligarchia compromessa fin dentro le midolla, un tronco marcio maleodorante e vecchio che ha terrore della vita e aspetta solo la sua morte prossima nella quale ci trascina, una piramide ferrea o iceberg di cui si vede soltanto la punta ridicola o burattino Berluskoni.
    Segue di necessità la frantumazione dell’unico argomento ribollito che ci hanno fornito i finti oppositori al sistema delle cose (ivi compreso, Prodi) e, vale a dire, che i cittadini italiani hanno i politici che si meritano; essendo gli uni specchio degli altri.

    3. Risultati alla mano, il sistema maggioritario non funziona.
    Segue di necessità la frantumazione dell’unico argomento ribollito che ci hanno fornito in tutti questi anni i cosiddetti opinionisti “moderati” o tuttologi del nulla e sec. i quali l’attuale modalità elettorale sebbene non garantisca la rappresentatività, almeno garantisce la governabilità del Paese.
    Ma dove???

    Da questi 3 semplici punti non contestabili deriva che l’abbiamo preso in culo da una manciata di criminali via il loro migliore rappresentante (o tessera nr. 1816 del Piano di morte democratica escogicato dal fascista LICIO GELLI, tuttora residente bello tranquillo ad Arezzo in villa, se nn erro).
    E’ per questo, che quando ci alziamo la mattina non vediamo il sole nonostante la nostra collocazione geografica nel mezzogiorno d’Europa e pertanto, come diceva Chaplin, dobbiamo alienarci dalla realtà per sopravviverla, sublimare il dolore con il riso; l’ironia ebraica docet.
    I tempi moderni del sistema capitalistico sono la più grande sciagura inventata dagli umani e non se ne intravede la fine.

    da ab   - Venerdì, 12 Marzo 2010 alle 14:53

  31. Caro ab, mai capito poi cosa significhi “governabilità“…ovvero, capisco che possa essere un bene che un governo abbia stabilità, ma alorquando governi bene…altrimenti che se ne vada a casa! E’ un falso problema…questo governo infatti dura (purtroppo, ma non mettiamo limiti alla provvidenza :-D)ma ha fatto più guasti che Attila.E purtroppo (anche quì) penso che se anche la cosiddetta sinistra dovesse riuscire a riprendere lo scettro, continueremmo ad andar male. Quale sia la soluzione proprio non saprei…..utopisticamente ci vorrebbe una bella passata di bianchetto su TUTTI.

    da mietta   - Venerdì, 12 Marzo 2010 alle 16:41

  32. @Mietta
    Non accontentiamoci dei politici che ci dicono continuamente di volere cambiare l’Italia. Pretendiamo che ce lo dicano per iscritto indicando chiaramente come intendano farlo. Non vaghe promesse quindi, ma chiari impegni che possiamo controllare e valutare nei fatti. Cambiare in peggio, come normalmente fanno, serve solo a loro ed ai loro amici…

    da Vittorio Grondona   - Venerdì, 12 Marzo 2010 alle 16:56

  33. Mietta, che brigatista?

    Ab, grazie per la boccata di razionale ottimismo, tuttavia mi sembra un azzardo inferire dai “dati alla mano” un giudizio più ampio sugli italiani che invece mi sembrano addirittura peggio o, al più, simili (in media) alla classe politica che li governa.
    Segnalo ancora, al riguardo, uno splendido articolo di Asor Rosa sul Manifesto del 21 febbraio che avevo già commentato in un precedente forum su questo sito.

    da carlo.e   - Venerdì, 12 Marzo 2010 alle 16:56

  34. Caro carlo.e,
    il mio è realismo altrimenti nn mi rifarei alle note percentuali delle precedenti elezioni, eh!
    In particolare, anche tu noto sei un sostenitore dello specchio che caratterizzerebbe la relazione classe politica eletta/elettori votanti. Ma se la legge elettorale è una “porcata”, come fa un pessimo strumento del genere a garantire una misura riflettente così certa?
    E per finire, un’altra ciliegina: per quanto le parole del Prof. Asor Rosa siano sempre Benvenute in quanto altamente vitaminiche, occorre ricordare che anche lui, come molti altri suoi colleghi accademici, si è mosso in ritardissimo, per così dire, e solo quando i leoni minacciavano il suo giardino.

    da ab   - Venerdì, 12 Marzo 2010 alle 19:14

  35. Caro ab,
    non sono un sostenitore dello specchio, infatti penso che gli elettori siano di gran lunga peggiori degli eletti! No, scherzo, è quasi impossibile :-).
    Per restare alle cifre, alle ultime politiche ha partecipato una maggioranza quasi bulgara (ovviamente il riferimento è alla Bulgaria dei bei tempi andati), oltre l’80%, e questo corpaccione elettorale si è espresso in maggioranza per forze politiche grosso modo comprese nell’arco moderato/conservatore/reazionario. Quel meno del 20% che non ha votato non è dato sapere cosa pensasse, probabilmente alcuni (quanti?) erano sinceri democratici nauseati dall’offerta esistente ma altri (quanti?) erano semplici qualunquisti della serie rossinerituttiuguali. Insomma le elezioni, anche le più recenti, hanno fotografato un paese dall’animo piccolo borghese in preda a pulsioni affatto nobili.
    Ma non è neanche questo il punto. Come ti dicevo più sopra, il dato elettorale è fuorviante, vuoi perché la legge elettorale è un imbroglio, vuoi perché comunque il confine tracciato dal cosiddetto bipartitismo tende ad essere sempre più sottile. Il dato realmente più inquietante va ricercato altrove, nel quadro dei rapporti sociali che presiedono il vivere collettivo e civile di questo paese e che è stato egregiamente descritto, direi quasi certificato, dal Censis appena due anni e mezzo fa nel rapporto sull’Italia. Riporto solo una frase riferita alla società italiana: “Poltiglia di massa, indifferente al futuro e ripiegata su se stessa. Mucillagine inerte e inconcludente. Coriandoli individualisti che galleggiano solo per appagato imborghesimento. Aspirazioni senza scopo e senza mordente che separano e non uniscono. E su tutto, istituzioni incapaci di riattivare processi di coesione sociale”. Un’analisi spietata ma vera, che esprime in termini scientifici quello che da tempo vengo pensando del mio paese, sempre più chiuso, sempre più egoisticamente arroccato nel piccolo privilegio, sempre più indifferente ed incapace di indignarsi se non per dare la caccia al capro espiatorio di turno. Dai un’occhiata a certe notizie piccole e grandi. Quotidianamente giungono notizie di pestaggi contro emarginati di vario tipo, quotidianamente leggiamo degli abusi dei rappresentanti dell’ordine contro i più umili. Ho sempre creduto che i fatti di cronaca, almeno certi fatti di cronaca, danno il segno dei tempi. Ed infatti, non del tutto casualmente, è di oggi la notizia che la Cassazione consente l’espulsione del cittadino straniero irregolare anche se ha figli minori in età scolare. Ogni livello del sistema si esprime secondo il proprio ruolo.
    Mi fermo qui, sennò inondo questo forum di chiacchiere e pessimismo. E poi se per caso passa Aurelio mi tira un cicchetto di santa ragione :-)
    ab, hai detto sopra che “I tempi moderni del sistema capitalistico sono la più grande sciagura inventata dagli umani e non se ne intravede la fine.” Concordo assolutamente.
    Ciao

    da carlo.e   - Sabato, 13 Marzo 2010 alle 06:38

  36. Per Alessandro sono contento che il blog si sia infoltito di ottime menti e di numero di presenze. Seguo anche quello di Concita De Gregorio sul suo giornale. Li le cose sono più umorali e di differente tono. Concordo con il realismo di AB. Apprezzo le analisi di Grandona. Personalmente penso che questo bipartitismo alla matriciana sia la causa di tutti i mali al netto del materiale politico che passa il convento (scadente, al livello Picari). Il paese è decisamente più per il mattarellum con uno sbarramento al 4%. Consentitemi di dire che le difficoltà stanno anche in questa realtà che vi esprimo. Tra i diversi schieramenti non c’è lo stesso collante, ciò che li tiene uniti, o disuniti. A destra c’è un tycoon con tutte le leve del potere: mediatico, soldi, pubblicità, disegno piduistico quasi a conclusione. Il primo che sgarra paga pesantemente. Quando Bossi lo mandò a carte e quarantotto dall’8% di consensi fu abbattuto da un fuoco mediatico di tre corazzate televisive e fini in pochi mesi al 4%. I debiti dei partiti sotto l’ombrello della sua mano sparirono. AB si sa quando tieni le persone per le palle, prima o dopo seguono i cervelli. A sinistra il tycoon non c’è e lo sfarinamento del vecchio Pc non ha aiutato PRODI e company. E’ molto, ma molto più difficile tenere in piedi una coalizione di quel genere. Tre partiti, tre di estrazione del vecchio PC, che si azzuffano di continuo per chi spacca meglio il capello in quattro non sono una panacea. E forse è un bene non avere avuto un uomo della provvidenza come l’omino di Arcore. Certo rimane tutto più difficile. Aggiungiamoci pure che questa classe dirigente non è in grado di scaldare i cuori e le speranze.

    da EDOARDO   - Sabato, 13 Marzo 2010 alle 10:40

  37. Caro carlo.e,
    convengo con te che l’analfabetismo culturale dell’italiano medio (e l’indifferenza o individualismo che ne seguono) sia la vera prima casta da abbattere se vogliamo uscirne (d’altronde, in questo inizio di millennio stiamo “semplicemente” ricapitolando tutte le rimozioni e l’incuria di secoli e secoli di feudalesimo e di inquisizione, di ingiustizie perpetuate sui più deboli e di elogio della schiavitù, mica schiocchezze!)
    Ma converrai ugualmente con me che via via che si sale su per i gradini dell’organizzazione sociale, le responsabilità crescono in modo proporzionale e, di conseguenza, chi ha ruoli istituzionali è come un genitore che funge da modello per la comunità tutta: se questo esempio è pessimo, i figli nn possono che riproporre con energia maggiore ciò che hanno imparato, cioé guai a catena.
    Ciò che voglio sottolineare quando parlo di “popolo” è che, nonostante il degrado totale perpetuato in questi anni dalla classe dirigente (quella fetta composita che, appunto, sta in alto a dare le dritte generali), esiste una parte pulsante della società civile che nn cede al lassismo ma si informa, muove con passi da elefante nella giungla; e si ribella, va in piazza, si organizza via internet e non si rassegna affatto; determinata, si mobilita quotidianamente, rifiuta l’isolamento e va costruendo un nuovo panorama d’azione lottando soprattutto contro l’inerzia e gli ostacoli che trova sul suo cammino: un attrito sistemico che viene per lo più dalla maggioranza dei partiti politici e dall’ignoranza del gregge di manzi italioti che si fanno drogare volentieri dalla sporcizia e pornografia mediatiche. (non è un caso se il decreto Romani miri a mettere il bavaglio anche al web contravvenendo alle direttive europee in merito!)
    Questa componente viva della società italiana va ingrandendosi ogni giorno di più ed è costituita da persone di varia estrazione che tolgono tempo prezioso e denaro alla loro vita per difendere la Costituzione su cui si basa la nostra Repubblica parlamentare e che hanno dato segni tangibili di insoddisfazione alle passate elezioni perché non si sentono rappresentati dagli attuali partiti politici.
    Le migliaia di persone che anche oggi saranno in piazza sono la parte migliore della società ed è un movimento di resistenza popolare montante che fa paura all’attuale classe dirigente perchè lo spirito di un popolo non è suscettibile di controllo, proprio come la vita.
    E riecco, infine, il mio J’accuse: Dovevamo proprio andare oltre il fondo del pozzo e far fare da apripista ai vari movimenti e associazioni della società civile per costruire un tessuto di civiltà moderna oppure questo compito spettava in primis a chi in una posizione di privilegio/prestigio sociale è deputato/pagato proprio per svolgere questo compito quotidiano?
    E’ per questo che nella filiera delle responsabilità dell’attuale putrefazione morale e culturale io metto al primo posto chi è venuto meno al suo ruolo genitoriale: la maggior parte dei politici eletti, certo, la maggior parte degli industriali e imprenditori, ma anche la maggior parte degli intellettuali, dei giornalisti, degli artisti e dei religiosi protetti dal vaticano.
    Solo dopo io metto la massa degli incolti, che sono tanti votanti certo, ma sono anche i meno fortunati in questo sistema schiavistico moderno.
    Ciao e Buone Cose.
    AB

    da ab   - Sabato, 13 Marzo 2010 alle 12:07

  38. A tutti,
    vorrei commentare le parole che ho sentito pronunciare da Massimo D’Alema in merito alla Manifestazione di ieri.
    Secondo me, vorrei premettere, quella di ieri è stata un successo di Popolo (che c’è! ed è pure molto bello perché tollerante, altro che popolo dell’odio come dice il camerata di cui sopra un documento realistico… e La Russa, allora? che sarebbe il popolo Lov and Peace o nostrano popolo dell’Ammmmorrre, secondo il berluskone?…), una Manifestazione di successo, dicevo, che è avvenuta in molte città d’Italia e d’Europa.
    Il mio giudizio è invece altamente negativo delle parole di D’Alema in merito all’intenzione del popolo resistente in azione; e lo sostengo da vari punti di vista, cioé per più motivi. Principalmente perché quelle parole sono illogiche e non corrispondenti alla realtà dei fatti. E, quindi, le giudico confusionarie (altroché lo scienziatino della politica… è il cialtrone della politica, casomai, come dicono le sue azioni recidive e scorrette). Le giudico parole equivoche in quanto superficiali, non profonde complesse cioé specchio meno distorcente possibile la realtà italiana la sua storia (benché quelle parole sembrino basate su dati affidabili… infatti, D’Alema parla di risultati alla mano, discute sui numeri elettorali delle passate elezioni o sondaggini vari).
    Giudico semplicemente le parole di D’Alema fuorvianti il vero significato dell’urlo di resistenza popolare che è salito all’unisono dalla bella piazza.
    Un’Unità della Nuova Sinistra per via razionale, procedura che lui certo non rappresenta più da tempo perché dimostratosi non più credibile (Unipol, Fatti processare!); fatti alla mano, gli contesto io. E posso dimostrarlo per via storica, ma anche per via logica.
    D’Alema, infatti, commenta saltando dei passaggi fondamentali in questo processo di rivolta popolare: lui, ricordo, ha sempre snobbato di “populismo” o “qualunquismo”, che dir si voglia, i vari movimenti; dei girotondi, ad es., di cui io ho fatto parte. Ricordo che il cittadino italiano Massimo D’Alema non ha firmato (come invece ho fatto io che difendo! la Costituzione contro le leggi Vergogna di Angelino Jolie indetta da Di Pietro; me l’ha detto in un’intervista che gli ho fatto, disponibile in utub). Ricordo che mi rispose saccente e toccandosi il baffino che la decisione spettava alla Corte: “EMBé?!…” mi dice nell’intervista, “… mica le abbiamo fatte noi quelle leggi… spetta alla Corte decidere…”. In quell’Embé c’è tutta una natura malvagia e cade dall’asino!… Quell’EMBé! la dice lunga sul senso dello Stato, del rispetto delle basi democratiche che ha costui… Al ché io gli chiedo:
    “Ma come cittadino indignato!, non come Partito politico o Pd, che so non ha aderito al progetto dell’Italia dei valori di raccolta firme pro Referundum abrogativo, … Perché non ha firmato in piazza contro quelle leggi!”
    “Signorina… queste non sono domande…” mi rispose (e io pensai triste…: stessa modalità di procedere del berluska, eh! noto senza sorpresa… umhm…). E gli ho urlato dietro: “D’Alema è finito!” E rizzati!
    Peccato che anche ieri D’Alema abbia dato sfoggio un’altra volta del suo narcisismo o autoreferenzialità ridicola. Abbia dato sfoggio, accuso, di non aver capito il senso della protesta, che muove anche contro politici come lui. Sfoggio del suo gratuito snobismo da intellettuale radical chic, quello dalle idee geniali, sì come la bicamerale. Sì, sì?
    D’Alema ieri ha perso un’altra occasione per chiedere Scusa! ai suoi elettori votanti in funzione antiberluskoniana, chiedere Scusa! degli errori capitali che sono costati cari all’Italia (come giustamente chiudeva Antonio Di Pietro davanti a molte bandiere Rosse).
    Mi spiace, ma con gente come D’Alema si va da poche parti (ricordo Moretti in P.zza Navona… mitico… come Vendola ieri quando si è tolto il soprabito…. una bella passione vera! e colta, altro ché!M’è piaciuto Vendola.).
    Io appoggio l’idea di un No D’Alema Day perché stamani ho sentito che anche Massimo commentava e parlava di numeri alla mano. Diceva che c’è poco da fare… è il PD la vera rapprentanza dell’opposizione, non già che quella forza che si muove con un misero 6%, come Di Pietro, ad esempio.
    Ma D’Alema dimentica! che i numeri vanno interpretati correttamente e non solo immaginati (i de-cretini docent).

    da ab   - Domenica, 14 Marzo 2010 alle 12:07

  39. Cara ab,
    concordo con te che una parte pulsante della società civile non cede al lassismo, d’altronde ogni sistema più o meno repressivo o autoritario o “semplicemente” diseguale crea i propri anticorpi. Speriamo che la parte resistente, come tu dici, vada ingrandendosi sempre di più. La manifestazione di sabato è stata un buon segnale. E chissà che in un futuro non troppo lontano le mobilitazioni, che oggi vertono essenzialmente sul tema civile dell’emergenza democratica, finiscano per richiamare e coinvolgere altre crepe del sistema, in primo luogo il ristabilimento dei diritti violati del lavoro (incluso quello precario e quello che non c’è ed andrebbe creato).
    Non sono di quelli che incolpano le masse, sarei un elitista un po’ tardivo se lo pensassi. Sono più propenso a dare responsabilità a chi, dal vertice di un sistema, ha ben maggiori possibilità d’azione e direzione (singolarmente considerato) di chi, alla base, è preso spesso dal tormento del vivere quotidiano. Eppure non credo che certe macro dinamiche possano ridursi alle responsabilità di qualche personaggio di primo o primissimo piano. In altri termini, non credo che la colpa del declino della sinistra italiana sia imputabile (tutta) ai vari Occhetto o D’Alema. Credo piuttosto alle dinamiche oggettive della storia, impersonali quanto vuoi, ma ben concrete e documentabili. Mi riallaccio ancora alla tua osservazione sul capitalismo. La sinistra italiana, ben prima dell’89, per dirla con Rossana Rossanda (06/03/2010), è andata incontro inconsapevole e sprovveduta “a una offensiva capitalistica su scala mondiale che innescava una inversione di tendenza, riorganizzando brutalmente la proprietà e l’organizzazione del lavoro”. Alcuni dati e cifre recenti di questa lunga offensiva sono stati ricordati da Marco Revelli (05/02/2010) e sono impressionanti:
    “Uno studio della Banca dei regolamenti internazionali (Bri) calcola in numerosi punti percentuali di Pil la quota di ricchezza sociale passata dal monte salari ai profitti delle imprese tra l’inizio degli anni ‘80 e il 2005 nei paesi sviluppati. Per l’Italia si tratta di ben 8 punti: una cifra enorme, pari all’incirca a 120 miliardi di euro, 7.000 euro per ognuno dei 17 milioni di lavoratori dipendenti. La misura di un processo silenzioso ma brutale di emarginazione.”
    Ecco, in queste circostanze la disgregazione sociale e politica del corpo della sinistra (in Italia ed in Europa) prende la forma di un terremoto che scuote dalle fondamenta un edificio già non molto solido ed amministrato da signori che, peraltro, hanno dato l’impressione di lasciarsi spintonare con un certo masochismo.
    In tutto questo, l’attuale capo del governo italiano rappresenta certamente un’eccezione, un’anomalia nel quadro europeo ed occidentale, fosse solo per il contenuto realmente eversivo (vedi p2) dell’azione perseguita tenacemente in anni di demolizione e svuotamento delle istituzioni rappresentative. Però mi chiedo se l’anomalia non sia solo una faccia della medaglia essendo l’altra faccia il carattere di “laboratorio” dell’esperienza italiana degli ultimi 20 anni. Se questa esperienza, per dirla molto sommariamente, di progressiva erosione del tessuto democratico di un paese e sua sostituzione con modalità di relazione eterodirette da un capillare apparato di propaganda ha funzionato nel cuore dell’europa occidentale cosa impedirà di ripetere l’esperienza altrove ed a un livello ancora più alto e centrale? Solo il pensiero mi fa rabbrividire.

    Per concludere con D’Alema (tuo commento n.38), lo vedrei bene come sottosegretario agli esteri con funzioni limitate alla politica mediorientale. La passeggiata con il capo di hezbollah è stata una delle cose più intelligenti che ha fatto nella sua carriera. Purtroppo però D’Alema non farà mai il sottosegretario perché si sentirebbe sprecato ed il guaio è che in molti penserebbero lo stesso.

    Ciao

    da carlo.e   - Lunedì, 15 Marzo 2010 alle 05:43

  40. Quale spreco di testosterone, che avrebbe potuto canalizzare in maniera più costruttiva…

    da Michael Patrick Grimaldi   - Lunedì, 15 Marzo 2010 alle 05:49

  41. @carlo.e

    Avevo letto che tra i supporters della Bonino vi fosse la Mambro…del resto l’Associazione “nessuno tocchi caino” fa capo al partito radicale. Forse mi son sbagliata…nel caso me ne scuso.

    da mietta   - Lunedì, 15 Marzo 2010 alle 10:10

  42. mietta, cercando in rete ho trovato che Mambro e Fioravanti lavorano nel partito radicale e quindi anche loro lavorano per la candidata del centro sinistra. Questa la dichiarazione resa dalla stessa Bonino sull’argomento:
    “Roma, 28 feb. (Adnkronos) - “Ieri ho visto alcune campagne di discriminazione ad esempio nei confronti di Sergio D’Elia, di ‘Nessuno tocchi Caino’, un uomo a cui si deve la battaglia per la moratoria contro la pena di morte. E ho visto una campagna ostile nei confronti di Francesca Mambro e Valerio Fioravanti, militanti che hanno pagato il loro debito con la giustizia. Quando si cita la Costituzione, valga per tutti: l’art. 27 affida alla pena la funzione di rieducare il condannato, la pena non e’ tortura”.
    Credo che D’Elia sia una persona rispettabile e l’ass. “Nessuno tocchi Caino” fa cose egregie nelle carceri italiane. Riguardo a Mambro e Fioravanti non credo che la loro presenza, nelle terze fila del partito radicale, possa far dire che la Bonino sia appoggiata da terroristi.
    Anche io sono registrato nel Lazio però vivo all’estero e questo mi esime dalla decisione sul voto. Temo però che trovandomi in Italia voterei per la Bonino (chi me l’avesse mai detto!) perchè anche se non condivido quasi niente di quello che pensa e che fa (laicità esclusa), dall’altra parte c’è una voragine spaventosa.
    Ciao

    da carlo.e   - Lunedì, 15 Marzo 2010 alle 18:42

  43. @ carlo.e

    I due hanno scontato la pena e ok,ma non si sono mai pentiti se non ricordo male…il garantismo va bene, riprendano i loro diritti civili ma che appoggino la Bonino non mi piace. Quanto alle tue conclusioni pienamente d’accordo, mi troverò a DOVER votare per una candidata che non risponde ai miei desideri, di cui condivido certe battaglie ma altri progetti o punti di vista no assolutamente.Ma se vorremo tentare di impedire che tutto il Lazio (Regione e Comune di Roma) siano tenuti da ex fascisti, da una candidata che in campagna elettorale ha offerto come gadget un calendario con le immagini del duce…bè, oportet!

    da mietta   - Martedì, 16 Marzo 2010 alle 09:25

  44. p.s. però sono arcistufa di votare per il meno peggio…

    da mietta   - Martedì, 16 Marzo 2010 alle 10:03

  45. Condivido le perplessità di Mietta. Purtroppo da qualche tempo a questa parte siamo arrrivati al punto di non libera scelta. Non mi piacciono i nomi sui loghi dei partiti. Non a caso le destre sbandierano impropriamente che i voti della loro coalizione siano tutti attribuiti a Berlusconi. Mi piacerebbe una legge elettorale che lasci la piena autonomia di decisione all’elettore, ferma restando ovviamente la necessità di una preventiva lista elettorale creata democraticamente con i crismi dell’autonoma competizione. Spero che una volta governatrice del Lazio la Bonino non continui coi pianistei, con i vittimismi e con i digiuni… Molte volte ha ragione, ma non mi sembrano comportamenti convenienti per un politico… Ma questa è solo una mia personalissima convinzione.
    La politica deve essere trasparente in etica, moralità, umanità… Petanto non mi sembrano nemmeno opportuni all’interno di essa elementi che abbiano scontato pene per qualsiasi delitto. L’integrazione nella società dispone di tantissime altre opportunità… Ma anche questa è solo una mia personalissima convinzione.

    da Vittorio Grondona   - Martedì, 16 Marzo 2010 alle 12:16

  46. @Vittorio Grondona

    In questo caso, che delitti! Capisco che si debba dar fiducia a chi ha scontato la sua pena e capisco ancor più il tutelare coloro che son stati accusati ingiustamente…ma che si servano di persone del genere per dare un supporto politico proprio non lo digerisco.Ma un altro candidato il PD non era capace di tirarlo fuori?

    da mietta   - Martedì, 16 Marzo 2010 alle 14:37

  47. @ Mietta,
    Il PD nn ne ha mai azzeccate una che fosse buona per intero. Se sì, è stato per un mero caso, e da parte della base elettorale mai dell’establishment.
    Il PD è nato come Dead Party, un accordo a tavolino fra capecchi ormai scissi dalla realtà popolare per deformazione professionale.
    Quelli che l’hanno guidato si sono sempre dimostrati piccola gente, altrimenti avrebbero sostenuto da subito Vendola in Puglia invece di ostacolarlo a più riprese, avrebbero firmato il referendum contro le leggi vergogna del ministro Alfano, avrebbero votato contro lo scudo fiscale (invece di essere assenti per ben due volte due!), avrebbero votato contro l’indulto invece di proporlo, avrebbero da subito capito che il berluskone è un ignorante patentato quanto a regole democratiche.
    Avrebbero fatto opposizione invece di fingerla; avrebbero sostenuto una figura nuova come Marino invece di Bersani; non avrebbero mai condiviso! che “occorre difendersi dai processi”, eh. E così via elencando di nefandezze.
    Avrebbero impedito la realizzazione di un impero mediatico e fascista invece di deludere l’elettorato di sinistra, che chiedeva solo unità contro il tiranno attraverso un urlo sensato e inascoltato.
    Che c’è di peggio al di là di questo mollume piddiico che si è reso complice di un regime dittatoriale?

    da ab   - Martedì, 16 Marzo 2010 alle 15:23

  48. @ ab
    Io,ingenua ma convinta, avevo votato per Marino…ma vattene..inutile sperare che si potesse cambiar faccia e poter trovare qualcuno di buona volontà e valido. Hai pienamente ragione su tutto…è che non essendoci altra alternativa si va a cadere sempre sullo stesso punto, a vuoto ovviamente…Non abbiamo una opposizione! E’ un aborto nato da non so quali menti perverse, complici ed inette…ma cav’immo ‘a fà per combattere ’sto cancro di sultano?

    da mietta   - Martedì, 16 Marzo 2010 alle 15:44

  49. Sti ca**o di fascisti…Datevi fuoco! Per sempre W IL CHE!!

    da Federica   - Martedì, 25 Maggio 2010 alle 15:30

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