Confesso che non avevo mai visto una simile unanime, incondizionata solidarietà. E’ una faccenda complicata da dire, ma fa sentire di lavorare in un posto che somiglia a una squadra che qualcuno (indovinate chi?) vuole smantellare. Altri messaggi di sostegno presi dal sito di Articolo 21 o dalle agenzie. Una cosa è certa: tutta RaiTre (in queste dichiarazioni i conduttori) sostiene il suo direttore, nella speranza che in questo modo diventi più difficile cacciarlo.
Milena Gabanelli - Report
Normalmente un dirigente deve essere "dismesso" dal suo incarico quando non fa bene il suo mestiere. Non penso che un’azienda come la Rai possa fare valutazioni diverse da questa. Siccome Paolo Ruffini, stando in ufficio 12 ore al giorno, ha prodotto risultati e qualità, credo che l’eventualità che venga rimosso sia priva di fondamento.
Fabio Fazio - Che tempo che fa
"Siamo sempre allo stesso punto di quest’estate: un adagio che continua e non fa bene a chi lavora nella tv. Ed è anche mal posto chiedere di questo o quello che potrebbe arrivare al posto di Ruffini. Consapevoli che nessuno nell’universo è insostituibile la domanda è una sola: perchè sostituire qualcuno che funziona? Lavoro con Raitre da anni e mi è stato consentito di crescere, affermare il programma, lavorare in assoluta autonomia. Abbiamo una rete che va benissimo negli ascolti, assolve meglio di ogni altra all’idea del servizio pubblico. La domanda allora è: perchè? Ma l’oggetto della tv, il prodotto, il pubblico, non contano niente? Cos’ha Raitre che non va? Ciò che preoccupa veramente è che si confonde lo spazio pubblico per un spazio da occupare con l’appartenenza. Che la poltitica deve sentirsi proprietaria di tutto ciò che è pubblico. E francamente, oltre che insopportabile, tutto ciò è anacronistico".
Corrado Augias - Le Storie
"Rimuovere Paolo Ruffini dalla direzione di Raitre sarebbe la prova definitiva che la Rai ha cessato di essere un’azienda per diventare un vassallo politico. Dal punto di vista aziendale non c’è nessuna ragione per cui questo provvedimento possa essere giustificato".
Riccardo Iacona - Presa diretta
Con Ruffini abbiamo fatto piu di 50 ore di tv in prima serata e ha sempre garantito massima libertà e autonomia, che poi è la chiave di volta che ha la rete con il pubblico. Ci domandiamo perchè Ruffini debba andare via. Quello che ci preoccupa è che dietro ci sia un vero e proprio attacco a questa libertà, che è la natura fondante della rete per la quale lavoro
Giovanni Anversa - Racconti di vita
"Cosa vuol dire garantire il pluralismo in tv? Rispettare le proporzioni della casta o dare voce anche a chi è fuori dai palazzi? In questi anni a Raitre hanno parlato anche i semplici cittadini, i più deboli e i più esclusi. Hanno raccontato le loro difficoltà ma anche la loro voglia di solidarietà. Ciò è stato possibile anche perchè un direttore come Paolo Ruffini ha concepito una rete aperta e plurale dove a essere raccontato e rappresentato è tutto il Paese e non la solita parte. Ora si vuole interrompere questo percorso virtuoso che da senso all’idea di servizio pubblico in nome di avvicendamenti non meglio motivati. Perchè una rete realmente pluralista che ha anche registrato primati d’ascolto e incrementato qualità e gradimento viene messo in discussione? In nome di quali convenienze aziendali si decide di azzerare un progetto editoriale che fa bene a tutta la Rai? Cittadini e abbonati attendono una risposta":
Dario Vergassola - Parla con me
Per una volta che ho trovato qualcuno che mi sopporta, mi infila in una trasmissione e mi fa passare per conduttore me lo vogliono togliere. Questa notizia dispiace e preoccupa me e penso anche l’allegra banda di Parla con me perchè Ruffini è stato un direttore che non ha mai interferito lasciando la più completa libertà di espressione.
Piero Dorfles - Per un pugno di libri
Sostituire Paolo Ruffini alla guida di Raitre sarebbe peggio del famigera to editto bulgaro, perché significherebbe voler ridurre al conformismo dominante non singoli conduttori, ma un’intera rete: l’unica dove trovano spazio trasmissioni televisive che hanno ancora dignità e rispondono alle caratteristiche di un servizio pubblico.
Federica Sciarelli - Chi l’ha visto
"Paolo Ruffini è una risorsa per l’azienda, direttore serio e capace, attento ma nello stesso tempo rispettoso dell’autonomia altrui. Non siamo solo noi che lavoriamo con lui ad apprezzarlo ma il pubblico televisivo che è cresciuto durante la sua gestione di Raitre”.
Roberta Petrelluzzi - Un giorno in Pretura
"Lavoro da sette anni con un direttore come Paolo Ruffini che è un esempio di intelligenza, ragionevolezza, moderazione ed equilibrio, che è amato da collaboratori, autori, conduttori e dipendenti e non capisco con quale logica questa azienda voglia mandarlo via".
Elsa Di Gati - Cominciamo bene
"Quando si mandano via direttori vincenti come Ruffini siamo tutti dei perdenti".
Rita Forte - Cominciamo bene
Mandare via Ruffini? E’ una stecca ed io di stecche me ne intendo!
Michele Mirabella - Elisir
Con vivo rammarico apprendo della minaccia di allontanamento di Paolo Ruffini dalla direzione di Raitre. Non sono il solo a domandarsi la ragione di un atto che priverebbe la rete di un direttore che ha ottenuto, con tutta la squadra, risultati di alto prestigio sia dal punto di vista del successo di audience che della qualità in armonia col servizio pubblico. E non la trovo. Credo di servire quest’ultimo auspicando che la minaccia resti tale e non diventi una decisione dannosa per la RAI. Scrivo queste righe perchè credo, così, di servire ancora una volta l’Azienda.
Andrea Vianello - Mi manda Raitre
"La Raitre di Paolo Ruffini è una squadra che funziona. Segna, fa gioco, è bella da vedere, tatticamente intelligente, solida in difesa e brillante in attacco, ed è seguita da un grandissimo numero di spettatori. E ai vertici della classifica ha un bilancio sano, ha scoperto nuovi ottimi giocatori e quando scende in campo lo fa sempre per il servizio pubblico. Come è possibile che qualcuno stia discutendo di cambiare il suo allenatore?"
Sab
7
Nov 09


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I banditi impazzano e fanno razzia! comunque(tanto per copiare Bertolino con una metafora da cinefili), in ogni film western, una volta che si sono rubati tutto, i banditi cominciano a spararsi fra di loro…e poi arriva Clint che rimette tutto a posto!
da antonella - Domenica, 8 Novembre 2009 alle 11:46
prima ho commentato un pò di getto e poi sono ricaduta ancora nel mio ormai cronico sconforto, perché ho realizzato solo ora che nel fare il casting qua si sono dimenticati di scritturare clint(eastwood, per i meno cinefili).
da antonella - Domenica, 8 Novembre 2009 alle 11:54