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Mer
23
Set 09

SansonettiGonfiabile/2 - Un successo mondiale! Oggi su Il Fatto Quotidiano

Porca miseria: chi l’avrebbe detto che un articolo per il benessere dalla famiglia democratica come il SansonettiGonfiabile (leggi qui) avrebbe avuto un simile successo. Dopo che ieri il giornale di Sansonetti l’aveva definito "indecente, indegno e incivile" (leggi qui), oggi interviene in sua difesa il Fatto Quotidiano, il nuovo giornale firmato da Padellaro, Colombo, Travaglio e (molti) altri. Troppa grazia. Ora il SansonettiGonfiabile è un vero must. Dopo questa straordinaria pubblicità tutti lo vorranno, e a me non rimane che ordinarne grossi quantitativi in Cina, come fanno tutti gli imprenditori assennati. Gli ordini in effetti vanno a gonfie vele: i clienti sono contenti non solo di avere sempre un SansonettiGonfiabile a portata di mano, ma soprattutto della possibilità di spegnerlo quando si vuole, quando diventa troppo molesto, o quando fa quelle sue scomodissime domande a Berlusconi. Approfitto dell’occasione per dire in bocca al lupo agli amici de il Fatto Quotidiano. Inutile dire che per loro, se vogliono un SansonettiGonfiabile, c’è lo sconto. Grazie.
Per leggere l’articolo clicca sull’immagine.

14 Commenti a “SansonettiGonfiabile/2 - Un successo mondiale! Oggi su Il Fatto Quotidiano”

  1. ‘Azz, ho comprato il terzo Sansonetti gonfiabile in una settimana. Da non crederci, avrei fatto meglio a comprare qualche copia de Il Manifesto in più e distruirla per strada.
    Sorpresa: questo Sansonetti è efficiente. Lo è talmente tanto che mi ha rifatto il letto, ha spazzato casa e mi ha steso i panni. Un solo inconveniente: parla sempre lui e dice un mare di cazzate. Non c’è verso di spegnerlo. Ora fa anche l’incazzato. Dice di avercela con un certo Alessandro Non So Come, che ha messo in risalto i suoi limiti giornalistici.
    Sarà pure efficiente, ma non mi lascia dormire di notte.
    Per spegnerlo sono stato costretto a sgonfiarlo!

    da mauspezz   - Mercoledì, 23 Settembre 2009 alle 13:24

  2. Guarda, quando Travaglio osò criticare Ritanna Armeni come co-conduttrice insieme al quel pezzo da 90 (intendo come girocollo) di Ferrara, SansonettiGonfiabile ci montò sopra una polemica accusando di sciovinismo (!) e maschilismo (!!) il buon erede di Montanelli (quello che si accorse che Berlusconi era un lestofante quando iniziò a censurarlo…). A te è andata meglio, hai avuto l’onore di essere criticato da Rina Gagliardi, ovvero la prestanome di Bertinotti, dai ti tengono in considerazione!!!

    da Maurone   - Mercoledì, 23 Settembre 2009 alle 14:07

  3. A proposito dello sconto a “il Fatto Quotidiano” (a cui, peraltro, sono abbonata elettronicamente), ma non sarà invece il caso di fargli pagare il doppio per un SansonettiGonfiabile visto che si sono anch’essi armati di un FakeGiornalista come Luca Telese sempre pronto a lavorà per la testata del momento e dimostratosi, pertanto, senza capo né coda? (… un tantino acidina la mia battuta, eh? ma quando ci va…)
    Altrimenti, meglio sarebbe tornare al baratto: un “SansonettiGonfiabile” vale quanto un’”AmebaTelese”, ovvero la ribollita primordiale buona per ogni evenienza. L’equivalenza fra i due, in effetti, è garantita secondo la sottoscritta dal principio suddetto: quando si dice “muoversi secondo convenienza”.
    Sono terribile!

    da angela   - Mercoledì, 23 Settembre 2009 alle 16:11

  4. per la ’sciura’ gagliardi esprimere liberamente opinioni per quanto opinabili è un fatto di inciviltà: dove l’ho già sentita..?

    da daniele   - Mercoledì, 23 Settembre 2009 alle 17:35

  5. Me la ricordo ca Rina Gagliardi. Quella che ti da dell’incivile.
    Quando a Roma un gruppo di studenti osò accusare Bertinotti allora presidente della camera di ipocrisia sul rifinanziamento della guerra in Afghanistan.

    Ma come porti la spilletta della pace e rifinanzi la guerra?.
    Questa era l’accusa peraltro condivisibile fatta a Fausto.

    Questa la risposta democratica della campagna Rina….
    “Chi sono? Sono dei violenti che non rappresentano nessuno tranne se
    stessi”

    Lo striscione principale era “Berty not in my name”
    Violento vero!!!!!

    cordialmente

    da Leopard   - Mercoledì, 23 Settembre 2009 alle 18:06

  6. Eccola lì in missione d’attacco e perfettamente in linea con il nuovo giornale andato a ruba di Padellaro!
    L’AmebaTelese, difatti, colpisce a più non posso i giornalisti graditi a Berlusconi, secondo copione annunciato: “Meocci passò da una liana all’altra, come Tarzan” (vedi, “Il Fatto Quotidiano” 24/09/2009, pag. 3).
    Dopo il SansonettiGonfiabile, l’AmebaTelese e la BarbiePalombelli si aprono così le vendite del TarzanMeocci, alé!
    Con un garbo di berlusconiana memoria, difatti, l’AmebaTelese lo prende di mira altalenandosi lui medesimo nel ricordarci che “sembrava che non ce ne fossero, su piazza, di cervelli brillanti come il suo.”
    Come se non bastasse, a pag. 6, trovo una pubblicità abnorme pro ultima fatica telesiana, ovvero un saggio sulla nostra storia patria intitolata: “Qualcuno era comunista”, che un altro FakeJournalist ha addirittura paragonato all’Iliade!
    Ma stanno scherzando?!?!?

    da angela   - Giovedì, 24 Settembre 2009 alle 08:21

  7. Scusate: non ho capito. Ho letto il pezzettino de “Il Fatto Quotidiano” che hai pubblicato qui. Eppure a me non sembra affatto una difesa di Sansonetti, quanto della tua satira.

    da Andrea   - Giovedì, 24 Settembre 2009 alle 15:10

  8. Premetto che ho mobilitato moglie, figli e parenti alla disperata ricerca del n. 1 de “Il Fatto Quotidiano” senza successo.
    “Lo sberleffo” è un inciso che a mio parere ha avuto lo scopo di informare i lettori appunto di un “fatto”, la satira di a.r., comunque gustosa, e della replica (studiata a tavolino) della Gagliardi. In proposito devo dire che la replica non era nè misurata e nè spiritosa. Forse l’autore del trafiletto incorniciato s.a. (?) ad un certo punto, per la verità troppo presto, si è annoiato ed ha smesso di leggerla…
    Per quanto riguarda l’articoletto, pure esso incorniciato, di Luca Telese apparso oggi sul n. 2 del “Fatto Quotidiano”, ricordato da Angela, credo che si possa discutere fin che si vuole del suo autore, ma non di quello che in questa occasione ha scritto. Penso infatti che il relativo contenuto sia perfettamente calzante in questo clima di attacco alle trasmissioni TV sgradite al Cavaliere. Non fa altro che ricordarci il fatto (appunto) che ha portato ai vertici rai per volere del sultano, perenne vocina esterna della coscienza generale del cda rai, un certo signore, Meocci, che non poteva legalmente andarci. Quisquilia del potere quest’ultima che è costata a tutti noi che paghiamo ancora il canone la modica ammenda di 14 milioni di euro. Bravo Cavaliere, sette più da aggiungere al suo 68,4 % dei consensi italiani che risultano magicamente dai suoi fantasiosi sondaggi. Il condono fiscale e l’amnistia di questi giorni a favore dei grandi truffatori e degli spregevoli frodatori del fisco, la porteranno sicuramente oltre il 100%. Se continua così, fra poco batterà pure la percentuale del nostro debito pubblico.

    da Vittorio Grondona   - Giovedì, 24 Settembre 2009 alle 16:40

  9. Caro Robecchi,
    sono un lettore ultraventennale del Manifesto e, dopo la scomparsa di Pintor, il tuo corsivo domenicale è quello che più di ogni altro scritto mi spingerebbe ad acquistare il mio quotidiano, se non fosse che a Palermo, da troppo tempo, la domenica Il Manifesto non arriva (fortuna che esiste il bar sport virtuale così disprezzato da Gianni!)… Detto questo, sono d’accordo con Andrea: il pezzettino de Il Fatto è tutt’altro che in difesa di Sansonetti. Sorprende che un tuo lettore, Vittorio, non colga l’evidente ironia di s.a., quando dice che la replica della Gagliardi (altra ex del Manifesto: aveva ragione, qualche giorno fa un lettore a scrivere che con molti ex del manifesto si potrebbe fare un album degli orrori di famiglia…) è stata “misurata e spiritosa”… Premettendo che oggi ho acquistato una copia del mio quotidiano (il giovedì, di solito, arriva) e de Il Fatto, approfitto per fare un appello ai compagni che leggono: si può provare a non giudicare le cose che scriveranno Travaglio e soci sul nuovo quotidiano sulla base di pregiudizi (tipo, “non sono di sinistra quindi sono al soldo di Di Pietro”, oppure “Colombo era un lacchè di Agnelli, quindi è un’infiltrato che si atteggia, ecc. ecc.), ma sulla base delle cose che effettivamente scrivono? Dividiamoci, se proprio dobbiamo, sui contenuti e sulle scelte (politiche e/o editoriali) e non sul pedigree di (presunta) sinistra di questo o di quello…

    da Roberto Alessi   - Giovedì, 24 Settembre 2009 alle 20:25

  10. Il commento di Roberto Alessi mi ha portato a rileggere (tutto) l’articolone “insalata” mista della Gagliardi, che comunque, ripeto, apprezzo come giornalista. L’ironia che non ho colto nel trafiletto firmato s.a. sta forse nel fatto che avrei dovuto intendere, forzando il mio modesto senso dell’ humor, i due aggettivi “misurata” e “spiritosa” al contrario del loro significato nel contesto?… Mi dispiace, ma ancora non colgo l’evidente ironia… Purtroppo sono di coccio!… Ho anche in questo caso la risposta pronta a mia giustificazione: in psicologia si dice che con l’età si perda anche il senso appunto dell’humor! Sta di fatto che l’ironia spiegata perde la sua forza. Sempre. Anche gli ottusi devono capire la satira al volo. Per esempio, Berlusconi non lo capisco e invece a.r. sì… Scherzo ovviamente, non ho assolutamente intenzione di fare polemica… Sono d’accordo sul fatto che i giornalisti vadano giudicati soprattutto in base a quello che scrivono, anche se bisognerebbe sempre tenere d’occhio il loro passato di idee e di comportamento quando si allargano con i commenti personali dalla pura descrizione dei fatti che raccontano.

    da Vittorio Grondona   - Venerdì, 25 Settembre 2009 alle 11:12

  11. Mi trovo del tutto d’accordo con Roberto Alessi, e anche con Vittorio Grondona a proposito di Luca Telese. Ero molto diffidente, all’inizio, scriveva sul Giornale di Belpietro. Poi ho iniziato ad ascoltare la sua trasmissione mattiniera su Radio Tre, che era intelligente, misurata e gradevole (ed erano sberle che partivano verso i teodem e la parte del PD che non prendeva posizione sullo sconcio della Englaro). Poi sono andato sul suo blog e ho letto ancora. Telese è bravo, è intelligente (ed è pure di sinistra), e il fatto che spesso sia tagliente, ironico e sferzante anche verso la sinistra politica è quel che ci si aspetta da un giornalista vero ed è un fatto - vista la condizione in cui versa la suddetta - assolutamente inevitabile.

    da Andrea   - Venerdì, 25 Settembre 2009 alle 11:24

  12. E per quanto riguarda la posizione di una parte della sinistra nei confronti della satira, abbiamo dimenticato Bertinotti che chiedeva “satira rispettosa”?
    Da inconsolabile nostalgico di Cuore, ho cercato e trovato a questo proposito, tra le strip di Stefano Disegni, questa: http://www.stefanodisegni.it/Vignette.aspx?comicID=344

    da Andrea   - Venerdì, 25 Settembre 2009 alle 12:43

  13. Scusate, ma non è plausibile che gagliardi e gianni abbiano difeso sansonetti “sponte loro”? Perché il direttore dell’altro si sarebbe “fatto difendere”?
    E non trovate comico accusare sansonetti di lavorare per chissà chi?

    da amis   - Sabato, 26 Settembre 2009 alle 19:05

  14. @ Vittorio

    E’ certo che l’ironia (così come la barzelletta) che deve essere spiegata perde di forza ed è pure triste…
    Ma se tutti si sganasciano al racconto di una barzelletta e solo uno, che non l’ha capìta, si mette a questionare sul fatto che non è divertente, che non è stata raccontata bene, che alla fine ha ragione lui, adducendo in successione ogni motivazione possibile…
    Beh, in questo caso la posizione più triste rischia di essere la sua, no?
    Conosco diversi ottusi che non capiscono la satira al volo.
    Sono, appunto, unanimemente considerati ottusi, sebbene questo non impedisca loro di essere dotati di altre qualità umane, beninteso.

    da Sandro59   - Venerdì, 22 Gennaio 2010 alle 20:54

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