Dunque, mettiamola così. Prima (fino a un paio di settimane fa) il decreto sulle intercettazioni era immodificabile, santo subito, sacro, guai a toccarlo, giù le mani, sacrilegio! Al Senato non verrà toccato! Si porrà la fiducia! Insomma Angiolino Alfano sembrava un pittbull a guardia del suo ennesimo decreti salva-papi: niente intercettazioni per limitare le figure di merda del suo principale e - casualmente - per ostacolare il lavoro della magistratura. Interessanti le parti su giornali, giornalisti, editori e… naturalmente… blogger. Ora, dopo che il capo dello Stato gli ha detto di darsi una calmata, ecco che Angiolino è tornato a scondinzolare. Fiducia? Giammai! Modifiche? Siamo qui per questo. Insomma, una doccia fredda come quelle che faceva papi a Palazzo Grazioli la notte del 4 novembre, insieme a Patrizia. Ma la sostanza non cambia: la volontà del governo rimane quella di far star zitti i giornali e burocratizzare il web per controllarlo meglio (una variante legale di quel "tppare la bocca" che usa papi quando… tu vuò fa’ il sudamericano!). Dunque questo piccolo sito si accoda e sottoscrive l’iniziativa sul silenzio del web nella giornata del 14 luglio 2009. Un giorno di silenzio per ricordare a tutti come ci vorrebbe Angiolino per tutto l’anno. Per altre informazioni leggete qui. Nel frattempo, prima e dopo il 14 luglio, state collegati, il G8 promette bene!
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Zucconi esprime dei dubbi su questa iniziativa…nel senso che secondo lui, proprio in un momento del genere. dovremmo alzare ancora più i toni, non metterci in quiescenza!
Riporto una piccola parte dell suo articolo…”si dovrebbe fare il contrario, alzare la voce, gridare, battere i piedini per terra e fare più, non meno, giornalismo, indagando, criticando, confrontando le balle con la realtà, ridicolizzando, allagando (flooding) un’eventuale legge blogghicida con possibili ipotesi di reato”….
Riporto questo parere solo per una riflessione comune…in effetti cosa sarebbe meglio fare?
da mietta - Martedì, 7 Luglio 2009 alle 11:12
Sono d’accordo con Zucconi!
da Alessio - Martedì, 7 Luglio 2009 alle 11:45
Il 14 luglio 1789 i rivoluzionari francesi presero la Bastiglia… Noi, popolo ululante del web, il 14 luglio 2009 ci prendiamo la libertà di protestare col silenzio. Per un giorno anticipiamo al mondo intero quello che gli scodinzolanti cortigiani del nostro governo “della libertà” vorrebbero che diventasse la normalità perenne nel nostro Paese. Ogni parola libera potrebbe infatti nuocere al loro papi, l’unico in grado di nominarli ancora a rappresentanti del popolo italiano, facendoli arricchire a nostre totali spese. Quando parla il ministro Alfano, e non solo lui per la verità, mi viene alla mente “Rockfeller”, il pupazzo televisivo degli anni ‘80 raffigurante un elegante corvaccio, animato dal ventriloquo spagnolo Josè Luis Moreno… Chi sarà mai colui che dà la voce al Ministro Alfano?… Il popolo italiano? Noooo!… Il suo personale ragionamento? Noooo!… L’amore per la patria? Nooo!… La giustizia? Noooo!… La mia fantasia ha un limite, provateci un po’ voi ad indovinare l’arcano!
da Vittorio Grondona - Martedì, 7 Luglio 2009 alle 11:51
ma che silenzio e silenzio - ammutolire il web e’ proprio quello che voglino lor signori e noi che dovremmo fare, tapparci la bocca da soli??? DISOBBEDIENZA CIVILE ci vuole, il 14/7 bisogna inondare il web di informazioni su tutto quello che succede - e che cazzo di conigli siamo diventati, porca escort!
da zioFa - Martedì, 7 Luglio 2009 alle 12:04
Mi permetto di dissentire. Ovviamente le critiche sono comprensibili: perché stare zitti proprio contro chi vuole che stiamo zitti? Eppure mi chiedo: come mai non si fanno le stesse critiche quando i giornalisti dichiarano sciopero (a proposito il 13 è sciopero dei giornali)? Sarebbe la stessa cosa: se Repubblica sciopera come faremo ad essere aggiornati sulle nuove scappatelle di papi? Invece è meglio così: rendersi conto di come saremmo se passasse una legge come il Decreto Alfano, cioè zitti e muti, non è male. Lezione propedeutica, diciamo così. In più, vi rendo noto che gente allegra il ciel l’aiuta, come il collega Filippo Facci, illustre firma de il Giornale di papi, un a fanzine ben nota alle cronache che dice che è tutto un complotto. Ecco cosa scrivbe dello sciopero dei blog: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=364467. Detto questo, vedremo come va a finire. ciao a tutti. Rimane una sghignazzata per i poveretti che fanno tanti i garantisti, e poi vogliono chiudere e censurare. Un classico.
da admin - Martedì, 7 Luglio 2009 alle 12:25
Mi avete messo in crisi, ora non so se stare zitto o scrivere, sgrunt -.-
da CoB - Martedì, 7 Luglio 2009 alle 12:40
Pensiamo allora a cos’altro si potrebbe fare per richiamare l’attenzione sulla fetenzia che è balzata nelle fervide menti censorie governative con lo scopo di mettere a tacere per sempre il popolo del web italiano. Dove si urla per definizione, come allo Stadio, l’improvviso silenzio si nota subito. Viceversa è vero anche il contrario, dove c’è silenzio, il casino e le urla improvvise richiamano attenzione. Al limite, per denunciare l’ennesima porcata dei figli della lupa si potrebbero stampare migliaia di volantini, noleggiare un aereo e spargerli nelle città. La gente si chiederebbe a quel punto cosa stia succedendo, ma poi, trattandosi del web, purtroppo non ancora alla portata di tutti in Italia, la protesta potrebbe essere addirittura contestata. Cosa vogliono quelli lì!… Io penso invece che un esempio italiano di astinenza dal ciarlare sul web per un solo giorno, richiamerebbe l’attenzione sul problema di tutto il popolo mondiale abituato a navigare in piena libertà, ponendo lo spauracchio di un precedente sul quale qualcun altro politico maleintenzionato di un altro paese delle banane potrebbe riferirsi pro domo sua. Questa generale preoccupazione potrebbe davvero far scaturire l’auspicato dissenso mondiale contro l’insano intendimento italiano di reprimere con la legge l’espressione senza censure del libero pensiero in un libero mondo.
da Vittorio Grondona - Martedì, 7 Luglio 2009 alle 14:42
Aderisco!
da stellavale - Martedì, 7 Luglio 2009 alle 18:20
ma se invece di organizzarsi per tacere ci/vi/si organizzasse tutti per scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere denunciare denunciare denunciare denunciare denunciare denunciare denunciare denunciare denunciare denunciare denunciare denunciare denunciare denunciare denunciare denunciare denunciare denunciare denunciare denunciare denunciare denunciare denunciare denunciare denunciare denunciare denunciare denunciare denunciare denunciare denunciare denunciare denunciare denunciare denunciare denunciare
tutti insieme appassionatamente, non sarebbe più costruttivo (o distruttivo, dipende dai punti di vista) come atteggiamento? sicuramente più caciarone, quindi più visibile, probabilmente anche in italia..
da iggy - Martedì, 7 Luglio 2009 alle 22:37
Io son d’accordo con iggy. Perchè invece di tacere non coinvolgiamo un gran numero di blogger che lavorano seriamente e specialmente quelli esteri? Al di fuori dell’italia già criticano il nostro governo per questa legge liberticida….cerchiamo solidarietà e uniamoci tutti. Star zitti, secondo me, non paga.
da mietta - Mercoledì, 8 Luglio 2009 alle 09:23
La normalità è un segno di resa nei confronti di ciò che ci circonda, che, tutto sommato, ci piace anche e quindi non suscita ribellione. Io penso che la normale protesta in un contesto normale sia un sasso gettato nello stagno.
da Vittorio Grondona - Mercoledì, 8 Luglio 2009 alle 20:17