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Dom
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Dic 07

Beatles in progess

Ci sono alcune cose che il genere umano dà per acquisite. La luce elettrica. Il motore a scoppio. I Beatles. Dei Beatles ognuno ha la sua percezione, che varia per età anagrafica, sensibilità, esposizione alla musica, fruizione dei media, storia e fattori familiari, eccetera eccetera. Ma un dato di fatto è certo: quasi tutti gli abitanti del pianeta sanno di cosa parli se dici Beatles, o hanno sentito almeno una volta una loro canzone, e del resto non c’è minuto secondo su questa Terra, sette giorni su sette, 365 giorni all’anno, che non sia “in onda” da qualche parte, su qualche frequenza, radio o tivù, una canzone dei Beatles. Si può dire che il nostro mondo è circondato dall’atmosfera, e anche un po’ dai Beatles.
Questo garantisce una certa mitologia in progress, come dire che una leggenda di quaranta anni fa se ne sta in bilico costante tra il ricordo di ieri e gli affari di oggi, vive ancora della sua grandezza passate e al tempo stesso pensa al presente. I segnali di una certa immortalità non mancano.Il monumento ai Beatles progettato ad Alma Ata, capitale del Kazakistan potrebbe bastare, come prova di fenomeno planetario. E lo spazio profondo? I Beatles sono anche lì, ci mancherebbe: una ragazza norvegese ha vinto il concorso per la migliore compilation terrestre di sempre da mandare agli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale, che dunque, fluttuando qui è là, sentiranno Here comes the sun. Brano appropriato. Qui da noi, per sentire la stessa canzone, possiamo accontentarci della pubblicità di un’assicurazione. Negli Stati Uniti, invece, potete sentire All you need is love (eseguita da una cover band) nella pubblicità del pannolini.
Mito, E quindi omaggi, preghiere, tributi, attestati di stima, veri e propri riti. Le copertine sui francobolli, e questo è il minimo.  La violinista Viktoria Mullova che esegue le melodie dei Fab Four con un autentico Stradivari. Il seminario dell’università di Leeds sull’impatto sociale e culturale del gruppo. E poi, cover e dischi e concerti, ed eventi e pitture (la copertina più famosa del mondo) per il quarantennale di Sgt. Pepper, la bomba psichedelica del secolo, datata 1967. Ovvio che non possano mancare al culto le vere e proprie reliquie, come il basso di Paul McCartney, epoca Beatles, ritrovato in Montenegro. Si era rotto, e Paul lo gettò il mezzo al pubblico; passato di mano in mano è stato donato dall’ultimo proprietario alla scuola ad indirizzo musicale di Herceg Novi, vicino a Podgorica. Un bel gesto, se si pensa che un testo manoscritto e autografo del gruppo si vende all’asta per 300.000 dollari e un disco con copertina autografata può arrivare a 87.000.
Siamo dunque alle prese con una mitologia viva, non certo con la semplice ricaduta culturale e sentimentale per un gruppo rock che si è sciolto 38 anni fa. E non è un caso che si accompagni ai Beatles, di recente, anche quella moderna fascinazione ipnotica che si prova per i grandi marchi. Walt Disney, Apple, Microsoft e decine di altre griffe multinazionali che muovono soldi e sentimenti. Perché tra questi non dovrebbero esserci anche i Beatles? Le loro mosse sul mercato discografico vengono attese come quelle dei maggiori operatori della City. Una battaglia per i diritti, un braccio di ferro commerciale, possono fare il bello e il cattivo tempo nel business della musica, che già non se la passa bene.
E nel gioco di strategie e conflitti trovano posto anche certe incredibili assurdità. Esempio: se andate nel negozio di musica più grande del mondo, I-Tunes, digitando l’indirizzo sul vostro computer e  armati della vostra carta di credito, non troverete dischi dei Beatles. E così nemmeno in ogni altro posto per il download a pagamento. Un po’ come se il gruppo più famoso del mondo fosse anche l’ultimo a convertirsi alla modernità del virtuale, a cedere a presente. E tanto per completare il paradosso, certo, chi cerca Beatles su I-Tunes ne troverà a valanga: Beatles in stile chill out, punk, arrangiati per string quartet, versione bossanova, cori polifonici, addirittura canti gregoriani delle canzoni dei Beatles, e tutto il campionario possibile e immaginabile, ma dischi dei Beatles no. Tanto per sottolineare che i Beatles ci sono sempre anche quando, ostinatamente e ostentatamente, non ci sono.
La faccenda è in via di risoluzione: lo sbarco on line del catalogo del gruppo di Liverpool è imminente, forse entro l’anno. Secondo le dichiarazioni (all’agenzia Reuters) della vedova Harrison, il gruppo sarebbe d’accordo (cioè: Paul McCartney, Yoko Ono, Ringo Starr e lei stessa, vedova di George), ma non sarà semplice definire i dettagli. I pezzi dei Beatles acquistati in rete avranno qualche protezione? Qualche limitazione all’uso? Un sovrapprezzo? E’ ancora mistero.
Mentre invece si sa che l’impero Beatles è alle prese con una sua ristrutturazione strategica, rinnovo dei vertici. E’ andato in pensione Neil Aspinall. Era stato il primo road manager dei Beatles e la sua ultima carica era managing director della Apple Corps Ltd, la società dei Beatles erede della Apple Records. In poche parole “l’uomo dei conti” della più entusiasmante avventura musicale dal 1962 a oggi. Ultima battaglia, l’accordo con la Emi per il pagamento di alcune royalties del passato, faccende in sospeso, un braccio di ferro durato anni, concluso con un accordo da 45 milioni di euro. Proprio grazie alla chiusura di questo contenzioso, si è poi potuto negoziare un nuovo accordo che prevede la vendita on-line del catalogo Beatles. E così ce li ritroveremo finalmente su I-Tunes, i vecchi Beatles, sotto il marchio della Apple di Steve Jobs, quella mela che per anni i legali della mela dei Beatles, la Apple, hanno combattuto nei tribunali di tutto il mondo. Se non sarà per quest’anno, quarantesimo anniversario di Sgt. Pepper, sarà per l’anno prossimo, quarantesimo anniversario dell’album bianco. Comunque vada, sarà un evento.

6 Commenti a “Beatles in progess”

  1. I Beatles? Ma per piacere Robecchi!!! Sei un grande, aspetto di leggerti sempre con grande piacere, ma non sparare castronerie. Il genere umano ed i Beatles… Hai mai sentito parlare di Mahler, Mozart ed il resto?
    A parte per la musica, continua cosi’!!!!

    da Astalavistasiempre   - Lunedì, 17 Dicembre 2007 alle 21:53

  2. Da una cassetta di lettere, quaderni ed altre carte, un amico ha tirato fuori, qualche giorno fa, una fotografia dei Beatles divisa in quattro scomparti: nel 1° in alto a sinistra c’è George Harrison, poi, in senso orario vengono Paul, John e Ringo. Ogni foto è autografata dal personaggio ritratto con nome e cognome.
    In basso a sinistra c’è il Copyright di Dezo (?) Hoffmann.
    Il mio amico Daniele vorrebbe venderla. A chi rivolgersi?
    Ciao, Angelo.
    17 giugno 2008

    da Angelo   - Mercoledì, 18 Giugno 2008 alle 00:13

  3. Per Hastalavistasiempre:
    Ricerche musicali..Ricerca spirituale.. Moda.. Grafica.. Video.. “New age”.. Impegno..Pacifismo..etc.
    L’influenza dei Beatles va oltre la musica…..!!!Si è estesa alla società, ai costumi, ha “ribaltato” tradizioni, ha contribuito a dare potere ai giovani, ha portato innovazioni in svariati campi..Il globalismo è nato con loro..

    da Caterina   - Lunedì, 29 Settembre 2008 alle 19:48

  4. angelo a quanto levende le foto l’amico tuo?grazie!

    da gaia   - Lunedì, 16 Agosto 2010 alle 16:07

  5. ciao a tutti secondo me i beatles sono un gruppo intramontabile tostissimo nei suoi anni anche se ora e molto datato mi spiace che ora e in vita solo paul mccartney ma i beatles rimarranno sempre nel mio cuore

    da vito   - Martedì, 22 Marzo 2011 alle 22:37

  6. Vito che direbbe Ringo del tuo darlo per morto quando ancora si esibisce in giro per il mondo? XD
    I Beatles sono nel mio cuore con la loro musica, film, messaggi pacifisti, stile di vita, moda… li amo semplicemente. Saranno sempre un mito intramontabile. Chi li disprezza non si è dato la pena di approfondire il discorso. Tutti conosciamo Mozart e altri grandi della musica. L’uno non esclude gli altri, si parla di stili completamente diversi. (Love, love, love…)

    da Carla   - Domenica, 24 Luglio 2011 alle 17:02

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