Alessandro Robecchi, il sito ufficiale: testi, rubriche, giornali, radio, televisione, progetti editoriali e altro
 
dom
11
mar 07

Voi siete qui – Dacci oggi il nostro cilicio quotidiano

So per certo che il geometra del terzo piano ama farsi frustare le piante dei piedi dalla moglie fasciata di latex. Sono piuttosto liberale in queste faccende, e abbastanza uomo di mondo (interista-marxista) per sapere che tra piacere e dolore il confine è sottile. Figurarsi dunque se mi scandalizzo per il cilicio dell’onorevole Binetti. E anzi mi schiero fieramente, pur da laico, con il cattolicissimo Vittorio Messori: “Ognuno si faccia i cilici suoi”. Meglio non si poteva dire. E però, siccome la faccenda del cilicio l’onorevole Binetti è andata a dirla in tivù, capirete che la faccenda diventa pubblica, rivendicata, e aggiunge una coordinata sulle nostre mappe. E forse per la sua esternazione sul cilicio, la Binetti andrebbe ringraziata: ora non ci sembreranno più tanto strani e selvaggi (come con gran gusto ce li mostrano i tg) gli sciiti che si flagellano grondando sangue durante l’Ashura. Un contributo alla comprensione culturale delle religioni.
Intervenendo nell’inevitabile dibattito (perché niente ci viene risparmiato), Antonio Socci sposta furbescamente l’asse della discussione, sacrificio, penitenza eccetera eccetera: se tuo figlio avesse bisogno, non andresti a donare il sangue? Uno spostamento dialettico bizzarro che già aveva tentato la Binetti in tivù: “il cilicio ci costringe a riflettere sulle fatiche del vivere, è il sacrificio della mamma che si sveglia di notte perché il bimbo piange”. Interessante trucchetto semantico: si era partiti dal cilicio, privata pratica mistico-sado-maso, e si arriva al donare sangue e allo svegliarsi di notte per il bambino. Tutte cose civili e normalissime che fanno anche i laici, gli atei, i miscredenti di varia specie, e persino i gay, almeno quelli con figli piccoli. In questa accezione allargata del termine, insomma, il cilicio è sofferenza e costrizione, esattamente come un lavoro a tempo indeterminato, un contratto precario, l’instabilità economica o l’assenza di diritti certi della coppia. E tutti i cilici che portiamo tutti i giorni, con intorno chi, come la Binetti, ci impedisce di toglierceli.

commenta »

Sei la prima persona a scrivere un commento a “Voi siete qui – Dacci oggi il nostro cilicio quotidiano”

Lascia un commento